Province e Governo: ecco i problemi che tarpano le ali
Il giudizio del presidente Upi sulla mancanza di risorse e risposte con l'ultima manovra di bilancio

<<Il giudizio delle Province sulla manovra economica adottata dal governo è critico, perché elude le richieste che come Unione delle Province Italiane (Upi) avevamo avanzato al governo e su cui ci aspettavamo risposte>>, attacca senza se e senza ma il rappresentante dell’Upi, Enzo Lattuca, presidente della Provincia di Forlì-Cesena, in audizione a Palazzo Madama sulla manovra. Una manovra monca, dunque, che non prevede le misure indispensabili per risolvere lo <<squilibrio finanziario>> del comparto delle Province, ma non prevede nemmeno piani di investimento, interrompendo l’opera di manutenzione e messa in sicurezza del patrimonio pubblico in gestione in particolare quello delle scuole superiori. E tanto meno -sempre secondo Lattuca – affronta uno dei nodi più intricati e cioè quello del rafforzamento del personale, ma addirittura esclude le Province dalle, seppur parziali, norme previste a favore della spesa per i contratti del personale negli enti locali, facendo gravare esclusivamente sulle casse delle Province il costo degli aumenti contrattuali: 42 milioni l’anno, che limiteranno ancora di più la possibilità di nuove assunzioni. Tra le richieste rivolte a Governo e Parlamento, avanzate sempre nel corso dell’audizione in Senato: “modifiche normative e interventi specifici per risolvere lo squilibrio finanziario di parte corrente delle Province, che ammonta a oltre 920 milioni di euro. Ma soprattutto servono risorse strutturali per continuare ad investire sui territori. Le province chiedono, quindi, “d’istituire un fondo pluriennale di 1,5 miliardi per gli investimenti nella modernizzazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici e un fondo pluriennale di 300 milioni annui per la realizzazione di un monitoraggio del rischio delle gallerie insistenti sulla rete viaria provinciale e per i conseguenti interventi di messa in sicurezza. Serve poi un piano di investimenti per la riduzione dei divari sociali, economici e infrastrutturali delle aree interne e marginali del Paese, che può essere costituito destinando a questo scopo parte dei fondi di coesione non utilizzati”. “Resta ancora irrisolta – la conclusione del presidente Lattuca – la situazione critica istituzionale delle Province, che governo e parlamento non sembrano più interessati a voler risolvere. Chiediamo di sapere se entro la fine della legislatura si interverrà, anche parzialmente, per restituire alle Province un quadro certo di funzioni e di governance. Un intervento che non serve agli amministratori locali: serve al Paese”.
Antonio De Luigi
Pubblicato il 7 Novembre 2025



