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Puff! e la megera finì scorticata

Da un po’ di tempo la tecnologia sembra venire incontro ai limiti dell’arte dell’affabulazione pura. Se il narratore da falò o da caminetto ha fatto il suo tempo, ecco le meraviglie della scienza offrire il ritorno attraverso la finestra a quanto cacciato dalla porta. Per esempio in ‘C’era una volta un re’, che domenica scorsa è stato in cartellone al Nuovo Abeliano, la figura narrante c’è e consiste in un folletto o giù di lì. Solo che Puff (personaggio interpretato con simpatia da Tina Tempesta) è realtà virtuale che appare ‘appesa’ al velario dietro cui si svolge la scena. Velario, davvero imponente, sul quale vengono proiettati boschi, interni regali o popolari. In mezzo a tanta scena, Puff, questo il nome del nostro Contastorie, fa capolino apparendo a sorpresa da porte, finestre o varchi tra fronde… Fa capolino per raccordare scene, per anticipare fatti o integrare accadimenti. Una presenza preziosa e fresca, leggera e suadente, che inframmezza, alleggerendola, una fiaba dai contorni grevi (le due megere, di cui la prima condannata a morta e la seconda scorticata viva…). ‘C’era una volta un Re’ è fiaba ‘pugliese’, nel senso che riprende la nostrana ‘Scortica scortica’, a sua volta variante locale di un topos letterario risalente forse al medioevo e già ‘trattato’ dal Basile nel suo celebre Cunto. Una coppia di megere malissimo in arnese (gli spassosi Enzo Vacca ed Enzo Sarcina) è il perno intorno a cui ruota la vicenda di Re Capafresca (Pino Signorile) che in sella al suo fido destriero (Ernesto) scorre il regno in cerca dell’anima gemella. La troverà grazie all’intervento di Fata Desiderio (la seducente e versatile Betty Lusito). Si canta e si balla parecchio in questo allestimento Nuovo Abeliano (per la rassegna ‘A teatro con mamma e papà’ che è curata da Flavio Albanese) diretto da Vito Signorile. Se il cantare svaria, a sorpresa, tra pop e blues, il danzare omaggia più opportunamente la tradizione pugliese ; il che consente alla Lusito di mettere in luce buoni numeri. In definitiva una messinscena gaia e leggera che ha entusiasmato una platea gremitissima. – Prossimo appuntamento per questa serie d’appuntamenti riservati a piccoli e grandi, domenica 16 dicembre con ‘Desdemona e Cola Cola’, un testo di R. Nigro, diretto da Vito Signorile con le coreografie di Mimo Signorile ; costumi di Francesco Capece, musiche di Gianni Giannotti , visual di Luca Ruzza. – Per la rassegna Actor, invece, il prossimo appuntamento è venerdì prossimo, con repliche sabato e domenica, con ‘La parola Padre’, drammaturgia e regia di Gabriele Vacis. Una produzione Cantieri Teatrali Koreja.

Italo Interesse

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