Cronaca

Puglia da cartolina: via alla piattaforma per le strutture ricettive

La nostra regione pilota a livello nazionale per censire alberghi, 'b&b' e affitta-camere

Entra ufficialmente in funzione la Banca dati nazionale delle strutture ricettive e in locazione breve per finalità turistica, un’innovativa piattaforma digitale realizzata da Ministero del Turismo di concerto con Regioni e Province Autonome. Una sperimentazione partita proprio dalla Puglia, regione-pilota. Allo scopo di censire appunto alberghi, ‘b&b’ e tutte le altre strutture ricettive, comprese gli affitta-camere, un’iniziativa che ha immediatamente attirato l’attenzione degli addetti ai lavori. Infatti, a poche ore dalla partenza dell’iniziativa l’altro ieri, il portale allestito dal Ministero al Turismo ha registrato quasi trecento accessi e una novantina di richieste per avere il codice identificativo nazionale. Insomma, un buon inizio per una sperimentazione che punta soprattutto a combattere abusivismo e strutture improvvisate o fantasma -come richiesto a tamburo battente dalle maggiori associazioni di categoria – e mai dichiarate al fisco. Infatti, chi si ritroverà spiazzato o in ritardo, non avendo il codice identificativo che gli albergatori pugliesi stanno conoscendo per primi, rischia multe salate, ma soprattutto non potrà pubblicare il proprio annuncio sui maggiori siti turistici. Il test per lasciare il codice identificativo che sarà poi portato a conoscenza alle altre regioni durerà per tutta la stagione estiva, consentendo a conti fatti agli albergatori pugliesi di entrare con tre mesi di anticipo nella piattaforma nazionale -come ha dichiarato l’assessore pugliese al Turismo Lopane – ponendo la nostra regione all’avanguardia nel panorama turistico italiano e per la tutela del consumatore, della concorrenza e della trasparenza del mercato, facilitando la mappatura e il monitoraggio del panorama ricettivo nazionale. Attraverso la piattaforma, con un processo semplificato, è possibile richiedere il Codice identificativo nazionale (Cin), da utilizzare per la pubblicazione degli annunci e per l’esposizione all’esterno delle strutture ricettive e degli immobili in locazione breve o turistica. E una volta effettuato l’accesso alla piattaforma digitalmnte, i titolari delle strutture e i locatori di immobili in affitto ai turisti potranno visualizzare le strutture collegate al proprio codice fiscale, integrare gli eventuali dati mancanti e ottenere il Cin. Il processo d’ingresso della Bdsr si articola in due fasi: una fase sperimentale per lo sviluppo del modello di interoperabilità e una fase a regime. La fase di avvio sperimentale nelle Regioni interessate consente ai cittadini che lo desiderano di adeguarsi fin da ora agli obblighi correlati al Cin, con le norme contenute nel decreto-legge e che, comunque, saranno applicateli solo dopo due mesi dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Avviso attestante l’entrata in funzione della Bdsr su scala nazionale. Insomma, c’è ancora tempo per i circa 500mila affittuari che, secondo i dati Aigab, ricorrono attualmente ‘online’ a pubblicizzare il proprio sito. E – come detto – chi proporrà una volta scaduti i termini per mettersi in regola, in locazione una struttura senza codice identificativo rischierà una multa tra 800 e 8mila euro, mentre chi non utilizzerà il codice negli annunci online, rischierà una sanzione tra 500 e 5mila euro.

Antonio De Luigi


Pubblicato il 5 Giugno 2024

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