PugliAccessibile: “Angoli ancora da smussare, per un Brt a misura di disabile”
Al tavolo per la metropolitana di superficie comitati e associazioni delle persone con disabilità

C’è un aspetto di cui si parla poco e niente e si sa ancor meno nell’annunciata rivoluzione ‘mobile’ che riguarda Bari col ‘Bus Rapid Transit’ – in acronimo Brt- e l’altro giorno una delegazione di associazioni delle persone con disabilità (Disabili Attivi, Aila, SiI.Di.Ma., Una Città per Tutti, Strade Sicure) s’é seduta al tavolo comunale dove c’erano l’assessore ai Lavori Pubblici Scaramuzzi col dirigente di settore Laricchia, mentre associazioni e comitati erano rappresentate dall’ingegner Africano e dall’architetto Skoff. Delle tracce di quest’incontro ne parliamo con Giorgio Carrassi, presidente ‘PugliAccessibile. <<Tanto per cominciare ad alcune categorie é stata confermata la presa d’atto a favore delle persone cieche ed ipovedenti e persone sorde circa misure e rimedi specifici quali lodges, mappe tattili, citofoni collegati a centri di servizio, rete wireless su frequenze per apparecchi per sordità, sistema Fm che trasmette il suono direttamente dalla sorgente sonora all’apparecchio acustico. Insomma, tutto ciò che qualificherebbe il sistema dei trasporti agli standard europei…vandali permettendo>>.
Vabbè, tutto rose e fiori col Comune…
<<Beh, alcune divergenze hanno riguardato il metodo applicato nella determinazione delle percentuali di pendenza delle rampe, ciò che le norme prevedono nel loro caso (pendenza massima del 5%, ma in casi estremi flessibile fino all’8% – ma anche ben oltre – come attestato dai rilievi effettuati sui cantieri Brt aperti e quando esse debbano intendersi come passaggi pedonali obbligatori per tutti e per le quali é prevista la pendenza massima tassativa del 5%. Ebbene, su questo ci sono forti contrapposizioni, determinati dall’applicazione d’una norma ormai vetusta: norma che va rivista e che consente ai progettisti di considerare la massima pendenza come una determinazione di “default”, generalizzata e applicata massivamente a dispetto di quelle istanze universalmente riconosciute, provenienti dalle stesse aule universitarie internazionali da dove la progettazione “No Barrier” basata sui principi dell’accessibilità universale senza barriere, trova la sua barriera culturale in Italia e soprattutto nei politecnici dove si devono produrre laureati per il mercato, piuttosto che per migliorare la qualità della vita dei cittadini e dei più fragili fra questi>>.
Insomma, nodi che si possono sciogliere in vista della non imminente, ma nemmeno lontanissima partenza di questa benedetta metropolitana di superficie?
<<Lo speriamo: abbiamo trovato delle sensibilità negli amministratori, con l’impegno a re-incontrarci sui cantieri a completamento dei lavori per alcune verifiche. Ma abbiamo anche convenuto con assessore, direttore e consigliere delegato alle politiche sociali Italo Carelli d’aprire un tavolo/osservatorio per una più puntuale comunicazione sulle esigenze dei cittadini con bisogni speciali e non generalizzabili, soprattutto nell’applicazione di misure meno massimaliste e di “buon senso”, allorquando si devono interpretare delle norme, come detto. Guardi, servono impegno e buona volontà di tutte le parti coinvolte in questo grande progetto sulla mobilità cittadina, ma serve anche coraggio affinchè vengano opportunamente riviste e aggiornate alcune misure in funzione delle persone con disabilità, sempre nell’interesse del bene comune e civile confronto>>.
Francesco De Martino
Pubblicato il 9 Settembre 2026



