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“Pugliesi amanti del bello e dell’eleganza, con la passione per i dettagli”

Pugliesi amanti del bello, dell’eleganza con la passione per i dettagli. Lo dice in questa intervista al Quotidiano Andrea Broggian, direttore generale del noto brand milanese Vhernier, uno di quelli maggiormente ricercati ed affermati nel mondo, associato alla prestigiosa fondazione Altagamma che raggruppa le firme più prestigiose. “Questi ultimi quindici mesi stati mesi difficili, per tutti. Il virus ha riscritto le regole della socialità, ci ha dato altre priorità, ognuno si è trovato a fare dei sacrifici. Ma ai gioielli non rinuncerà nessuno. Poiché un gioiello è un segno di distinzione, un elemento di stile, e della narrazione di sé. E poi c’è una forte componente simbolica legata ai sentimenti, alle celebrazioni, alle occasioni importanti. L’emergenza che abbiamo vissuto non solo non ha cambiato, ma ha addirittura rinforzato il percepito del gioiello e tutta questa sua carica simbolica. Certo, la vera sfida è riuscire rendere il gioiello rilevante per soddisfare questa necessità di espressione personale nel contesto in cui ci troviamo oggi, profondamente cambiato rispetto a due anni fa, e non ancora assestato. Vhernier nasce dalla volontà di creare ‘il gioiello che ancora non c’era’: un gioiello che si basa su una ricerca incessante, su forme che devono possedere una vestibilità eccezionale, e su materiali che devono dare un vero contributo di innovazione. È sempre, totalmente, concepito e realizzato a mano nel nostro paese: un esempio di Made in Italy visionario.

In quanto al business globale di Vhernier, certamente l’Italia e gli US stanno dando dei segnali importanti. Inoltre, per via del fatto che i viaggi non sono stati praticabili ci sono alcune regioni che stanno andando bene grazie a una clientela locale alto spendente: ad esempio la boutique Vhernier a Dubai ha superato le aspettative e così pure quella di Kuwait City, aperta da poco”.

 

 

Qual è la situazione in Sud Italia e in Puglia in particolare?

 

“Ci sono segnali importanti di ripresa, in Italia e soprattutto dal Sud Italia. Rispetto al resto dell‘Europa il nostro Paese si è rimesso in moto con maggiore vigore perché è la culla della bellezza: noi italiani continuiamo a ricercare il bello e ben fatto, amiamo circondarci di creazioni che esprimono sapienza artigianale e che allo stesso tempo guardano avanti, scrivono le regole di un nuovo stile che verrà. Tant’è che tutti gli altri Paesi ci guardano, proprio per sapere che cosa c’è di nuovo nel design, nella moda, nella gioielleria, nell’arte. 

In Puglia, in particolare, c’è una grande passione per il gioiello, che è accompagnato a una grande competenza nel saper valutare quando una creazione è estremamente ben realizzata; ecco perché siamo così orgogliosi che il pavé Vhernier di diamanti, così lucido e morbido che viene infatti utilizzato come punto di riferimento nel design del gioiello, sia così amato. 

In questa regione poi si respira un senso innato di eleganza: i pugliesi hanno uno stile raffinatissimo e mai convenzionale. Hanno la passione per quei dettagli che fanno tutta la differenza. Nei gioielli amano le forme importanti ma pulite, senza fronzoli, e sono molto inclini a sperimentare abbinamenti e materiali nuovi. Amano l’essenzialità e l’innovazione di Vhernier – che ha in Milano la sua ispirazione – e sono abilissimi nel saper contaminare il moderno con l’antico, ad abbinare il classico con l’inatteso: sono decisamente molto più avanti rispetto a tante altre regioni d’Europa”.

 

 

Che effetti ha prodotto la pandemia?

 

“Dal punto di vista dei comportamenti di consumo la pandemia ha portato le aziende ad accelerare sul digitale: pur se i negozi continuano a mantenere la loro centralità, l’esperienza e-commerce è diventata via via più significativa. A questo proposito, riportando l’esperienza Vhernier, posso dire che abbiamo notato due comportamenti: da un lato ci sono clienti totalmente e-commerce, che amano acquistare esclusivamente online; diversi sono stranieri, ma ci sono anche degli italiani. Dall’altro lato ci sono clienti che iniziano a dialogare con il Customer Service del nostro e-commerce e poi si spostano nei negozi, dove avviene la vendita. In questo senso l’e-commerce è un ulteriore touchpoint che ci ha consentito di far entrare nuovi clienti nei negozi, sia che si tratti di boutique monomarca che dei nostri concessionari.

Questo periodo di forzata pausa ha anche portato a una crescente riflessione sui temi sociali e ambientali e dunque una maggiore sensibilità dei clienti verso i comportamenti etici delle aziende. Per un’azienda che, come è il caso della gioielleria, proprio dalla natura ricava gemme e altre materie prime è doveroso utilizzare i materiali naturali a condizione che l’approvvigionamento consenta il mantenimento dell’ecosistema. Questo è un impegno che Vhernier ha preso sin dalla sua fondazione e che è stato inderogabilmente mantenuto nel tempo. Una sostenibilità che si traduce innanzitutto in un approvvigionamento sostenibile di risorse: il nostro oro, ad esempio, proviene esclusivamente da banchi metalli che sono certificati RJC (ossia Responsible Jewellery Council), l’organizzazione che certifica le pratiche responsabili nella lavorazione dei gioielli in oro e diamanti. Questi ultimi inoltre sono esclusivamente naturali e provengono da fornitori che garantiscono l’eccellente qualità richiesta da Vhernier (mai meno di F per il colore, VVS per la purezza; eccellenti per proporzioni simmetria e finitura del taglio).

La sostenibilità deve travalicare i materiali e toccare tutta la catena produttiva: ecco perché Vhernier chiede ai suoi partner e fornitori, con cui ci sono rapporti consolidati e improntati all’assoluta trasparenza, il rispetto di condizioni che riguardano, fra le altre cose, la situazione dei laboratori, lo svolgimento del lavoro, le condizioni e il trattamento dei dipendenti”.

 

 

 

 Che cosa si prevede per il futuro

 

“Dal punto di vista del prodotto possiamo dire che i grandi classici, i gioielli più tradizionali, resteranno, ma sappiamo che c’è spazio per un gioiello nuovo e soprattutto più appropriato, in armonia con i nostri tempi. La fedeltà dei clienti e il crescente spazio che Vhernier ottiene sul mercato, in quanto marca che propone un gioiello diverso da tutti, lo testimoniano.

Sempre di più in futuro il gioiello dovrà essere appropriato nelle forme, perché le persone vogliono qualcosa di nuovo e di facile portabilità. Per vincere le sfide del futuro un gioiello dovrà anche poter essere indossato in diversi contesti e abbinato con facilità: espressione di quella multi-occasionalità che è un requisito fondamentale dell’oggi.

Il gioiello in cui crediamo noi, il gioiello simbolo di questa appropriatezza, ha un forte segno di creatività e utilizza, accanto all’oro e ai diamanti, dei materiali più understated. Come l’ebano abbinato ai diamanti, che Vhernier ha proposto già da diversi anni nell’iconica collezione Calla, oppure l’innovativo titanio nero con l’oro, come nella linea Trottola, o ancora il cristallo di rocca  che, abbinato all’oro, ai diamanti e alla pietre di colore è un ingrediente fondamentale della nostra collezione Palloncino di cui ha appena debuttato il nuovo anello: un gioiello giocoso, per celebrare quella quotidianità più libera e serena che finalmente stiamo iniziando a rivedere”.

 

 

Bruno Volpe

 

 

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