Cultura e Spettacoli

Pupetta: una seconda possibilità

E’ in cartellone al Bravò la nuova produzione di Dino Loiacono e delle Battagliere

Come un sorso d’acqua, una seconda possibilità non si nega a nessuno. E’ di questa idea la buona Sorte che un giorno decide di svegliare la povera Pupetta dal coma profondo in cui è caduta. La donna ignora, come tutti del resto, che la sua è una missione: rimettere ordine nel caos della famiglia Malacarne (nomen omen). Il lavoro non le mancherà. Tra un marito meschino, una figlia ermafrodita, un altro figlio a trazione drag queen, una sorella monaca e viziosa, una velenosa consuocera araba e, non bastasse, nonne bigotte, badanti rapaci, infermiere isteriche, guappetti e terroristi, c’è di che rimboccarsi le maniche e soffrire. L’impresa è ai limiti dell’impossibile, ma Pupetta è Pupetta. Questa Wonder Women in versione Barivecchia ha paura di niente e nessuno. Lo dimostrerà piombando su questo guazzabuglio domestico con la stessa energia del Deus ex machina, quella divinità della tragedia greca che abbandonava l’Olimpo per scendere tra i mortali a dare soluzione a situazioni altrimenti irrisolvibili. ‘Una seconda possibilità’, questo il nome dell’ultimo parto drammaturgico di Dino Loiacono, si segnala per una maggiore attenzione assegnata all’intreccio: più personaggi e situazioni convergono in un viluppo dove il colpo di scena è sempre dietro l’angolo. Una volta di più quest’altro veterano della baresità riconferma la necessità di un teatro popolare che non prescinda dalla più elevata funzione sociale. Perché è proprio fra risate e risatacce, acuti grevi, improvvisazioni goliardiche e ‘aggressioni’ alla platea, che il richiamo al buon senso contro l’inarrestabile degrado dei costumi in atto, quando opportunamente pilotato, trova la leggerezza necessaria a librarsi e centrare il bersaglio, ovvero il cuore (blindato) dell’uomo della strada. Dino Loiacono si guarda attorno e scava tra il peggio della miseria umana. Presi di mira taluni disvalori, intorno ad essi traccia un percorso lastricato delle peggiori intenzioni ma che per paradosso conduce al sofferto lieto fine. Una volta delineato il soggetto (definizione dei testi a cura di Silvia Lapomarda), Loiacono getta su questa strada sé stesso e compagni d’avventura: i bravi Gianni Sardella, Maria Poliseno, Nicola Carella, Oronzo Di Landro e Renzo Deandri. Appena sei figure in tutto, ma di fatto in scena è un piccolo popolo, assemblato con la tecnica del ruolo multiplo, in cui riescono ad eccellere per duttilità Maria Poliseno e soprattutto Oronzo di Landro e Nicola Carella. Al di là di caratterizzazioni talora esasperate (non di meno graditissime dal pubblico), sotto la buccia ora ruvida, ora sguaiata, ‘Una seconda possibilità’ nasconde un disegno forse tenero, non originalissimo tuttavia essenziale: Infondere coraggio, tenere in vita la speranza. Non è poco.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 3 Aprile 2024

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