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Qualcosa da prendere a calci

Chi abbia voglia di praticare il calcio per diletto può farlo senza arrangiare nulla : l’attrezzatura necessaria oggi ha costi più che accessibili ;  quanto a terreni di gioco, non c’è che l’imbarazzo della scelta, sono tutti in erba sintetica, dispongono di parcheggi e spogliatoi con docce, vi si può giocare anche di sera… Non si vedono più ragazzi con calzature inadatte e indumenti smessi affannarsi per strada o sulla polvere dei terreni in abbandono ai margini delle città tirando calci a palloni resi bitorzoluti dall’uso prolungato. I palloni, già. Quelli di oggi, prodotti industrialmente e perciò alla portata di tutte le tasche, sono perfettamente rotondi, del tutto idrorepellenti, addirittura soffici in superficie. Cioè l’esatto contrario dei loro antenati, sfere realizzate a mano componendo dodici o diciotto strisce di cuoio ricavate da un ritaglio di ‘vacchetta’ di 40×60 cm2.Palloni talora imperfetti quanto a peso e misura, che quando si giocava sotto la pioggia si appesantivano mortalmente ; palloni da ‘nutrire’ con grasso animale se si voleva farli durare il più a lungo possibile. Sfere quasi indistruttibili. Si prenda invece un pallone di nuova generazione, anche della migliore qualità, e lo si impieghi lontano dalle ‘vellutate’ distese di erba sintetica. Un fondo campo diverso, diciamo all’antica, li macinerebbe in un paio d’ore di gioco. Ne sanno qualcosa i bambini dei paesi del terzo mondo, cui associazioni umanitarie fanno giungere insieme a cibo e medicinali anche palloni. Ma nei posti disgraziati della terra non esiste il foot-ball bensì lo street-ball, ovvero il calcio praticato sull’asfalto (quando c’è) o su campacci sassosi. Siccome a contendersi un solo pallone sono, a turno, decine e decine di ragazzini, quelle povere sfere non durano più di un giorno. Ma da meno di un anno a questa parte c’è One World Futbol, una sfera di gomma riempita all’interno da una schiuma dura. Non avendo bisogno di cuciture, può essere prodotta senza schiavizzare alcun piccolo. Invulnerabile alle forature, è praticamente indistruttibile. E difatti il suo costruttore, il californiano Tim Jahnigen, la garantisce per trent’anni. Tornando agli storici palloni in cuoio, chi li produceva ? Erano artigiani specializzati, ‘autori’ di sfere che per il fatto d’essere prodotte a mano erano tutte irripetibili. Molti di questi artigiani lavoravano in casa, alcuni addirittura dietro le sbarre. Abbiamo saputo che fino ai primi anni sessanta un detenuto di Carbonara rinchiuso nel carcere di Bari lavorava in cella per una ditta prestigiosa. Guadagnava trecento lire a pallone. La stessa ditta rivendeva quel pallone per tremila lire. Una cifra. E ancora una cifra (250/300 euro) costano i palloni artigianali fabbricati dai pochi appassionati che hanno riscoperto quest’altra forma di amarcord. Una volta di più, la qualità si paga.

 

Italo Interesse

 

 

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