Quale “rotta” il sindaco Leccese vuole imprimere al governo della città di Bari?
A distanza di un anno dall'insediamento della nuova amministrazione cittadina, le principali "questioni" sono ancora tutte da affrontare, a cominciare dall'Urbanistica

A distanza di un anno dall’insediamento di Vito Leccese sulla poltrona più alta del Comune di Bari, però a molti cittadini del capoluogo non è chiara ancora quale è effettivamente la “rotta” che il successore di Antonio Decaro vuole imprimere al governo della città. Ed a tentare di capire la linea di gestione del nuovo sindaco non sono soltanto i semplici cittadini, ma figurano anche degli autorevoli veterani ed esperti della vita politica ed amministrativa di questa nostra città, quale è – ad esempio – l’ex deputato socialista Pasquale Diglio (in passato più volte assessore comunale a Bari e poi sottosegretario di Stato nell’ex governo Ciampi) che, in un recente intervento pubblicato dalla principale testata giornalistica pugliese, ha ricordato che “il ruolo istituzionale di sindaco presenza non si concretizza solo nell’abituale nelle cerimonie di rappresentanza”, bensì nell’intervenire con chiarezza sulle problematiche presenti nella comunità e sulle istanze che provengono da questa. Invece, è sicuramente riduttivo, per i doveri di un Primo cittadino, limitarsi a dichiarare insoddisfacente la situazione (vedi – ad esempio – la pessima situazione del servizio di igiene urbana in diverse aree della città!), senza un intervento significativo e realmente risolutivo delle “questioni” per cui ci si dichiara “insoddisfatti”. L’amministrazione Leccese, dopo i primi 12 mesi di governo della città, appare agli occhi di molti tutt’altro che innovativa e rinnovativa delle quotidiane pratiche di gestione del Comune rispetto a quelle del predecessore. Una gestione, quella di Decaro, che – come è ormai noto – si è rivelata opaca e, quindi, non trasparente, da quanto emerso dalle risultanze della Commissione ministeriale di accesso agli atti e dai conseguenti provvedimenti prefettizi su ben tre partecipate del Comune di Bari. Ma alcuni importanti “punti oscuri” della ex-amministrazione Decaro – a detta di molti baresi – continuano a persistere anche con l’amministrazione Leccese. Primo fra tutti quello dell’urbanistica, sulla quale ancora oggi non dato sapere alla Città che cosa l’attende per il futuro, atteso che il modo di procedere della nuova amministrazione Leccese è pressocché lo stesso di quello dell’ex sindaco Decaro. Ossia di effettuare solo annunci, senza mai addentrarsi in chiarimenti essenziali per la pianificazione e lo sviluppo futuro della Città di Bari. Da non dimenticare, infatti, che a tutt’oggi non sono noti i contenuti di un Piano urbanistico generale (Pug) redatto sulla base di un Dpp (Documento preliminare programmatico) discusso ed approvato dal Consiglio comunale nell’ottobre del 2011, pronto dal 2014 e regolarmente pagato ai tecnici esterni che lo hanno eseguito, ma poi stranamente chiuso nei cassetti del precedente sindaco e dell’attuale, oltre che della Ripartizione competente, visto che dal 2014 ad oggi non è mai stato portato a conoscenza pubblica e, quindi, dei cittadini e degli operatori (liberi professionisti ed imprese) di settore. Analogo rilievo è sollevabile per le istanze presentate con le pratiche Zes (Zona economica speciale), che a Bari attendono di essere assoggettate a Piani urbanistici esecutivi di cui, però, non si conoscono ancora i contenuti, in quanto la neo-amministrazione Leccese ha già dato notizie di aver avviato l’iter per un ulteriore nuovo Pug, senza aver mai chiarito, in modo convincente alla Città, né i motivi di accantonamento di quello già pronto, né le ragioni della necessità di quello da ridefinire. Lasciando spazio così a dubbi e sospetti in un settore, l’Urbanistica per l’appunto, tra i più delicati e “pelosi” affidati – come è noto – alla competenza dei Comuni. Stando così i fatti, diventa anche difficile da decifrare l’affermazione dell’ex sindaco Decaro (di cui l’odierno Primo cittadino – da non dimenticare! – è stato capo di Gabinetto) che a suo tempo, in sede di approvazione del Piano per “Costa sud”, ebbe ad affermare semplicemente che “era anticipatore del nuovo Pug”. Un Pug che – come detto – conosceva però solo lui e gli Uffici comunali competenti! Ed ora, forse, verrebbe anche ironicamente da chiedersi: “Anticipatore di quale Pug: quello accantonato o quello ulteriore da elaborare?”. Ma nel settore urbanistico le opacità dell’amministrazione Leccese finora restano le stesse di quella che l’ha preceduta, con un continuismo impressionate nel modo di gestire il governo della Città di Bari che pressocché identico a quello di Decaro. Ovvero una gestione basata essenzialmente sulla esaltazione esagerata di un’attività che, in realtà, è scarsamente trasparente ed effettivamente risolutrice dei problemi cittadini. Vedi – ad esempio – gli alloggi dell’housing sociale di “Parco Gentile” a Santo Spirito, i parcheggi, il Brt, i costi inutili ed esagerati di un inesistente decentramento e quant’altro di cui si lamentano quotidianamente e puntualmente i cittadini, senza che l’amministrazione Leccese sia stata finora in grado di mettere punti fermi. Ma questo è certamente solo l’inizio di una gestione che, c’è da augurarsi, sappia nel proseguo affrancarsi da tutto ciò che di negativo ha prodotto chi l’ha preceduta. Ai baresi scontenti non resta che attendere con fiducia l’esito concreto degli annunci del neo-sindaco e dei suoi “collaboratori” in giunta e delle forse della sua coalizione politica.
Giuseppe Palella
Pubblicato il 15 Luglio 2025



