Cultura e Spettacoli

Quando la musica riconcilia con il mondo

Procede presso la Sala Fato di Castellana Grotte la 44esima stagione concertistica organizzata dall’Associazione Amici Della Musica. Il prossimo appuntamento è fissato alle 18:30 di domenica 25 febbraio. In cartellone è un omaggio a Ottavio De Lillo in occasione del settantesimo anniversario della nascita. L’evento (otto le composizioni in programma) sarà presentato dalla musicologa Fiorella Sassanelli e dal compositore e didatta Mario Rucci. Sarà anche l’occasione per parlare di un libro edito da Cafagna che raccoglie ventuno interventi di altrettanti addetti ai lavori a proposito di Ottavio De Lillo. Curata da uno dei tre figli (Massimo) del talentoso compositore barese prematuramente scomparso, ‘Ottavio De Lillo, quando la musica riconcilia col mondo’ è pubblicazione doppiamente preziosa. Chi sappia di spartiti può trovarvi ampie ragioni di riflessione e studio. Chi invece sia curioso più del lato umano che di quello tecnico è parimenti servito. Vibrano in queste pagine accenti di autentica stima e gratitudine verso l’uomo, in qualche modo insolito, che fu Ottavio De Lillo. Questo “baresissimo compositore – scrive Nicola Scardicchio – aveva l’umiltà dei veri galantuomini”. “L’umiltà dei grandi – sembra precisare Giuseppe Digena, che trova ammirevole – quel suo binomio di dolcezza interiore e rigore professionale”. Aldo Tramma ne ricorda la “naturale, pudica timidezza, il tono di voce sempre pacato, sereno”. Un uomo “simpatico –  dice Francesco Scoditti – con quel mezzo sorriso sempre stampato sul volto intelligente, arguto”.  De Lillo, per il quale “la musica era una necessità irrinunciabile” (Giuseppe La Malfa), sapeva individuarla ovunque, persino nel gioco del calcio, nel quale da ragazzo si era distinto. Per lui “il calcio è come la musica… e giù teorie in cui le tattiche di gioco assurgono al rango di modulazioni e divertimenti di una fuga” (Mario Rucci). Come tutti i personaggi di spessore, aveva le sue bizzarrie. Una di queste era la cura scrupolosissima posta nella scrittura dello spartito. “Da vero artigiano della musica lui amava scriverla con le matite ben temperate sempre della stessa marca e con le stesse ben calcolate punte, con la gomma per cancellare, con i righelli. Ed era bello vederlo scrivere perché la sua grafia era di una chiarezza sconcertante, di un ordine e di una proporzione ineguagliabili” (Gianni Fratta). Mario Rucci parla di “un quotidiano, certosino esercizio… operato con pennini alloggiati sul banco di prima mattina e riposti nel borsellino al termine delle lezioni. Una misura per le palline delle note, una per le stanghette, una per i tagli delle crome…”

Italo Interesse

 


Pubblicato il 23 Febbraio 2018

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio