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Quando la periferia è protagonista: San Paolo Interview Project

Il quartiere San Paolo, una centralità periferica, un paesaggio che appartiene alla città di Bari, ma che allo stesso tempo appare distante. Esedra Coop sociale, in collaborazione con il Comune di Bari e Apulia Film Commission, lancia un nuovo progetto “San Paolo Interview Project”, avviato già a partire dal 2011 e che proseguirà fino al 2013, grazie al prezioso contributo della Fondazione con il Sud. “Il quartiere San Paolo è il chiaro esempio di come una periferia possa diventare protagonista. Numerosi sono gli interventi che ne hanno modificato l’aspetto, trasformandolo in un quartiere strategico, soprattutto grazie alle nuove infrastrutture, come la metropolitana, l’aeroporto, il Parco di Lama Balice e la zona industriale. Il San Paolo – ha spiegato Vitandrea Marzano, sociologo dell’Università degli Studi di Bari – è anche un quartiere popolare, che ha le sue difficoltà. La cronica assenza di servizi pubblici, il diffuso degrado edilizio, la povertà economica e relazionale, sono solo alcune delle criticità che caratterizzano il quartiere”. Proprio in virtù di questo è stato ideato il progetto “San Paolo Interview Project” (www.sanpaolointerviewproject.it), un sito al cui interno saranno ospitate 50 interviste ad altrettanti abitanti del quartiere, con l’obiettivo di fornire una narrazione realistica dell’odierna condizione del San Paolo. “Si tratta di un progetto che si colloca sulla scia dell’iniziativa estera ideata dal regista David Lynch, il quale ha realizzato un’iniziativa simile negli Stati Uniti e in Germania. Chiaramente, si tratta di un progetto simile, legato però ad un solo quartiere. Protagonisti assoluti dell’iniziativa – ha spiegato Angelo Villani, di Esedra Coop sociale – sono stati dieci ragazzi, di età compresa tra i 10 e i 12 anni, delle scuole “Ungaretti” e “Lombardi”, che hanno avuto il compito di selezionare i testimoni, intervistarli al fianco di tecnici ed operatori competenti per poi e riassumere tutto in 50 testimonianze”. Dunque, un progetto che ha riportato molteplici vittorie, prima fra tutte un bacino di utenza superiore rispetto alle stime previste. “Ci aspettavamo 5mila utenti in due anni, quindi 25mila all’anno. Solo nel primo ne abbiamo avuti 27mila. Inoltre – ha proseguito Angelo Villani – possiamo contare su un partenariato cospicuo. Inizialmente vi erano 32 partner, oggi i soggetti sono diventati 43”. Mentre, le 54 azioni previste nel progetto, sono aumentate arrivando a 65, sintomo di un maggiore coinvolgimento cittadino e di un maggiore interesse nei confronti dell’iniziativa. Uno degli obiettivi perseguiti, è senza dubbio quello di voler trasformare il quartiere San Paolo in una piattaforma strategica, in un laboratorio sociale che coinvolga non solo i residenti, all’interno di un progetto che mira a recuperare l’identità comunitaria del quartiere stesso, attraverso le testimonianze dei residenti stessi. Una riqualificazione che mira a valorizzare prima di tutto le infrastrutture e le ricchezze già presenti sul territorio, per poi implementare la sua evoluzione con una maggiore animazione culturale e con la promozione della legalità, per mezzo delle politiche del welfare.

 

Nicole Cascione

 

 

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