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Quando si procede all’assunzione degli idonei del concorso ‘Ripam’?

Non è certo passata inosservata la deliberazione adottata dalla Giunta regionale (n. 1322) nemmeno due mesi fa e precisamente il 18 luglio per mezzo della quale è stato modificato il piano assunzionale della Regione Puglia per l’anno 2018. Un provvedimento col quale l’esecutivo pugliese ha previsto l’introduzione (non prevista originariamente nella Delibera n. 497 del 27 marzo 2018) di un concorso pubblico per una mezza dozzina di funzionari di categoria D, riservato per il cinquanta per cento a personale interno. Cosimo Borraccino (Liberi e Uguali)ha subito drizzato le antenne: <<Ci chiediamo quale bisogno impellente c’era di ricorrere già nell’anno in corso all’espletamento di un nuovo concorso per l’assunzione di personale dall’esterno, quando esiste una graduatoria valida ed efficace approvata a seguito del concorso RIPAM che contiene ancora numerosissimi candidati ritenuti idonei a seguito di numerose prove scritte e orali, e pertanto già pronti per essere assunti. Il rischio che intravediamo è che non si vogliano rispettare gli impegni presi dalla Giunta regionale in ordine alla necessità di esaurire la graduatoria degli idonei prima di ricorrere ad assunzioni dall’esterno>>. Per Borraccino la via di esaurire la graduatoria che rimane ancora in piedi per assumere funzionari tecnici e amministrativi, celebrato nel 2015, sarebbe senza dubbio la strada maestra da intraprendere con <<convinzione e determinazione>>, procedendo subito all’assunzione dei primi cinquantacinque idonei di quel concorso oramai conosciuto da tutti con l’acronimo ‘RIPAM’ e al successivo scorrimento di quella stessa graduatoria. Pensando, rimarca ancora il consigliere di Minoranza, di avviare un nuovo concorso pubblico solo quando quest’ultima sarà esaurita. Gli idonei di quel concorso rappresentano una risorsa preziosa da cui attingere, a disposizione della Regione Puglia e non possono veder tradite le aspettative che da tempo nutrono. Su questo punto lo stesso consigliere e il suo gruppo di via Capruzzi chiedanno formalmente rassicurazioni all’Assessore al Personale, Antonio Nunziante, in modo da rasserenare anche la vasta platea di idonei che vive –oramai da diverso tempo – con inquietudine questa condizione di incertezza sul proprio futuro. E dire che un po’ di tempo fa fu proprio il Vice Presidente, nonchè Assessore alle Risorse Umane Antonio Nunziante, a far sapere che, in riferimento alla graduatoria finale di merito del concorso pubblico “RIPAM PUGLIA” per la copertura di ben duecento unità di personale di ruolo-categoria D, relativo ai profili di “Funzionario Amministrativo” e “Funzionario Tecnico”, aveva inviato una nota ai Ministeri dell’Interno, Giustizia, Trasporti e MIBACT. Allo scopo, si capisce, di dare una mano all’Ente e al suo Settore Personale al fine di poter utilizzare <<…un bacino di risorse umane altamente qualificato, già selezionato attraverso una rigida procedura concorsuale>>. Una selezione, precisava ancora Nunziante, svolta da una commissione interministeriale, per cui si era fatta richiesta anche all’ex Ministero della Pubblica Istruzione, pur di valutare la possibilità di attingere, nel caso in cui quegli stessi ministeri erano in procinto di reclutare nuovo personale, dalla graduatoria del concorso regionale. Un modo come un altro, insomma, per ampliare il plettro delle possibilità a vincitori e idonei, per i quali ci si attende da oramai tre anni un provvedimento che, concretamente, indirizzasse le future assunzioni all’interno delle agenzie e degli enti cosiddetti strumentali. Insomma, anche dopo la sentenza della Corte Costituzionale (che ha escluso la stabilizzazione del personale delle agenzie), si attende (ancora…) altro non ha saputo fare l’Assessore alle Risorse Umane Antonio Nunziante (e il nuovo dirigente al Personale, che fa?) a favore dei vincitori/idonei di Cat. D. In effetti bisogna anche dire che si è provveduto all’assunzione di novantaquattro vincitori e di un precario, giustificata “pubblicamente” da Nunaziante con l’intento di scongiurare eventuali ricorsi da parte di quegli altri dipendenti-precari che la Regione sta assumendo dopo anni e anni di tira e molla.

 

Francesco De Martino

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