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Quel dormitorio abusivo all’ex fabbrica Peroni

Alla finestra un paio di cartoni per evitare sguardi indiscreti, ma soprattutto per riparare dai primi freddi in arrivo, con la brutta stagione; a lato le macerie di un’ancor più brutta (e pericolosa) discarica a cielo aperto con erbacce e mattoni forati gettati alla rinfusa: siamo in via Giovanni Amendola al civico 50, un paio di isolati prima di arrivare a via Giuseppe Capruzzi, all’ingresso dell’ex fabbrica Peroni. Ed è proprio là, a un tiro di schioppo dal bellissimo mercato coperto inaugurato ieri mattina dal primo cittadino che c’è un minuscolo dormitorio abusivo. Una stanzetta buia e maleodorante con dentro una mezza dozzina di extracomunitari che ci passano la giornata, alternandosi notte e giorno su alcuni materassi luridi tra bottiglie, carte da gioco e pacchetti di sigarette vuoti dappertutto, per terra. La porticina d’ingresso in via Amendola n. 50 è sempre aperta e nella stanzetta alle tre del pomeriggio regna un silenzio un po’ sinistro, mentre accanto ci passa una città fredda e frettolosa che non vede, non sente e non parla. Gli occupanti a quell’ora saranno in giro per qualche lavoretto oppure, più probabilmente, a racimolare qualche spicciolo davanti ai supermercati. Una vita da cani per chi è giunto da queste parti con altre speranze e che, magari, non sa – …non vuole o neanche conosce – che in questa città ci sono centri di accoglienza e dormitori gestiti da Comune e Prefettura che danno anche qualche pasto caldo. Un paio di volte al giorno… (fdm)

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