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Quel giorno che Dio era ubriaco

Nel 1986 Astor Piazzolla era in cerca di un’interprete per un nuovo allestimento di ‘Maria de Buenos Aires’, una ‘tango operita’ (opera-tango) la cui prima rappresentazione aveva avuto luogo al Teatro Colón di Buenos Aires l’8 maggio del 1968. Alla fine, per via della ‘pasionalidad’ e per le caratteristiche vocali (“una voce in cui risuonano il sassofono e il violoncello”), il Maestro individuò in Milva l’interprete ideale e ‘Maria de Buenos Aires’ finalmente sfolgorò dopo gli incerti bagliori dell’esordio. Non ci risulta che l’opera sia mai stata messa in scena in Italia. Ma stralci di essa hanno potuto essere apprezzati dai fortunati spettatori di ‘Che tango ! – L’idillio di un incontro’, uno spettacolo andato in scena a Bitonto domenica scorsa e di cui sono stati protagonisti Benedetta Lusito (voce e canto) e i Projectango, ensemble composto dai bravi Giovanni Battista Iacovone (sassofoni, clarinetto), Pasquale Gadaleta (contrabbasso), Luca Lorusso (percussioni) e Alessandro Amato (pianoforte e diamonica). Consensi per questo spettacolo in cui si prova a mettere a fuoco la genuinità che il tango, una volta abbandonata la milonga, ha smarrito fra le seduzioni artificiose e acrobatiche di innovative (e dannose) scuole di pensiero. Una genuinità in linea col pensiero musicale di Piazzolla, un pensiero ‘curioso’ e in controtendenza da cui prese vita un sentire nuovo, diverso e moderno, un sentire persino travisato, il che addirittura costò al Maestro l’accusa di tradimento. Il canto della Lusito e il testo (ancora suo) che s’insinua fra canzoni ed esecuzioni strumentali, raccordandole, contribuisce a comporre un quadro ultra-argentino, che guarda all’America latina e al sud del mondo. Opportuni perciò i richiami a ‘Cent’anni di solitudine’ di Marquez. Altri richiami, di natura più squisitamente musicale, retrocedono anche ben oltre il grande scrittore colombiano, per cui viene tirato in mezzo anche l’Alighieri de ‘Il convivio’, là dove il Poeta annota che “la musica trae a sé gli spiriti ameni, che sono vapori del cuore”. Ma le citazioni più belle attengono al testo di Maria de Buenos Aires : “”Ecco lo sento, maledetto e sublime, il suono del bandoneon inciso a fuoco nelle mie carni… il giorno in cui sono nata Dio forse era ubriaco”. ‘Che tango!’ non considera danzatori. L’assenza non pesa, essendo il vuoto compensato dal movimento della Lusito, che, quando non impegnata al canto o alla recitazione, scivola muta e lieve tra i musicisti infiammati dallo spartito esprimendo pathos e sensualità misurati. Sicché sembra di rivedere lo spettro di Maria condannata per espiazione a percorrere i bassifondi ‘infernali’ di Buenos Aires sino all’incontro fatale e ‘ingravidante’ con la parola del poeta folletto… Lo spettacolo sarà replicato martedì 24 agosto a Valenzano e venerdì 3 settembre a Palazzo Pesce a Mola di Bari.

 

Italo Interesse

 

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