Cronaca

Quel mercato a Carbonara è un disastro, anzi, un deserto

E’ un parto tormentato quello del mercato coperto di Carbonara, ma il guaio è che, ancora prima di essere completato, già rischia di rimanere soffocato. A rifare la storia della nuova struttura mercatale nell’ex frazione barese, ci pensa Peppino Loiacono, già assessore ai Lavori Pubblici col centrodestra ed ora capogruppo di Minoranza tra i banchi consiliari al Comune. Loiaconom carte alla mano, parte dalla deliberazione di Giunta Comunale n. 163 del 1 marzo 2007, quando fu riapprovato il progetto esecutivo delle opere, fino ad arrivare alla determinazione dirigenziale n. 2007/100/004089 del 10 dicembre ’07 della Ripartizione Contratti ed Appalti, allorquando i lavori furono aggiudicati definitivamente all’Associazione d’Impresa “Geom. Santovito Michele e Fiume Mario & C. s.a.s per l’importo contrattuale di  962.649,91 euro. I lavori furono consegnati all’aggiudicataria a marzo 2008 fissando la data di ultimazione al 22.11.2008 per 250 giorni consecutivi. Tutto risolto? Nemmeno per sogno, perché a luglio di tre anni fa i lavori furono prima sospesi per 287 giorni e poi ripresi solo il 4 maggio 2009, spostando la data di ultimazione dal 22.11.2008 al 4.9.2009. E non è finita: il 31 agosto ‘09 i lavori furono nuovamente sospesi in attesa della definizione della 1^ perizia suppletiva e di variante  con un aumento di costi di 288.479,79 euro. E come non bastasse, come se se il cantiere fosse vittima d’una vera maledizione, l’anno dopo e precisamente il 19 marzo 2010, quei benedetti lavori furono nuovamente sospesi (per due mesi) causa avversità metereologi. Tanto che, a fine agosto, con ulteriore determinazione dirigenziale n. 2010/155/00689 è stata approvata la 2^ perizia suppletiva e di variante con l’aumento dell’importo contrattuale di altri 57.524,00 euro. Per Loiacono a questo punto le opere risulterebbero ultimate in quanto da alcuni mesi il mercato appare completo anche per l’assenza di personale e movimentazioni da parte delle imprese. Ma i dubbi restano. Dubbi formalizzati da Loiacono in una lunga e puntigliosainterrogazione ‘a risposta scritta’ in cui l’ex assessore a sindaco, direttore dei lavori e assessore ai LLPP ha chiesto nero su bianco di sapere se la Direzione Lavori ha formalizzato il verbale di ultimazione lavori; se è stato formalizzato il collaudo tecnico amministrativo e quando il mercato sarà inaugurato ed aperto al pubblico. In effetti l’apertura della nuova struttura mercatale potrà, secondo Loiacono, rivitalizzare le attività dell’attiguo mercato coperto per il quale si registrano numerose rinunce di operatori che gestiscono i box a causa della carenza di parcheggi che rende scarso il numero degli utenti. Ma l’assessore Lacarra dovrà anche spiegare se la recinzione realizzata sul fronte prospiciente Via Trisorio Liuzzi, realizzata in cls. sarà oggetto di  intervento di pitturazione atteso che la stessa si presenta di colore non uniforme e con evidenti problematiche di carattere estetico. 
La maledizione dei mercati a Carbonara
Ma se questo mercato traballa prima dell’inaugurazione, anche l’altro coperto già aperto a Carbonara, è “nato male”, dice chi ci lavorava. Allora, quali sono i problemi d’un mercato costato al Comune quasi 3 miliardi di lire, anche in questo caso con un iter infarcito di sviste e ritardi? In realtà il mercato, inaugurato in pompa magma prima delle ultime elezioni, continua ad avere parecchi problemi, come la mancanza di segnaletica stradale e di indicazione esterna. Fra i problemi più urgenti da risolvere, oltre all’assetto architettonico, c’è l’impossibilità di accesso per i residenti, in quanto contestualmente ai lavori non è stato rivisto il senso di circolazione, né è stato realizzato un collegamento stradale o pedonale con via Trisorio Liuzzi, né tantomeno è stato previsto  un bus navetta. E non è finita: gli esercizi commerciali già aperti, sono un terzo dei box disponibili, box angusti, veri e propri “loculi” per taluni. Una situazione che sta portando alla disperazione operatori che, con il trasferimento, sono costretti a versare oltre 300 euro al Comune, mentre prima erano appena 200 all’anno di tasse per l’occupazione del suolo pubblico. E un ingegnere ha notato che non c’è una via di fuga dalla struttura, con seri problemi per la sicurezza”. Conclusione? Diversi i nodi al pettine, ma meglio non pensare cosa potrebbe accadere se malauguratamente dovesse esserci un fuggi fuggi generale verso l’unica uscita, che poi funge anche da entrata, della struttura commerciale. Forse non bisognava neppure tagliare il nastro per inaugurarlo, quel mercato coperto a via Vaccarella…
 
Francesco De Martino
 
 
 
 
 
 


Pubblicato il 17 Febbraio 2011

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