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Quella brutta copia sull’Asse Nord Sud

Doveva essere il simbolo su cartolina della Bari che morde il futuro con le manie di “grandeur”, quell’enorme  ponte ‘strallato’ sull’Asse Nord-Sud, proprio davanti al nuovo cimitero. Un ponte che invece, ben lontano dalla consegna, rischia di rinfocolare altre polemiche a causa dei materiali usati dalla ditta appaltatrice (diversi da quelli promessi in progetto) dopo che già a novembre 2012 erano tornati prepotentemente alla ribalta, a proposito dei lavori in corso, gli <<…imbarazzanti ritardi a cui sono soggetti>>. Eggià perché, al di là di denunce, dubbi e sospetti, un fatto è certo: sono stati mutati radicalmente in corso d’opera sia i materiali usati per costruirlo (da cemento armato ad acciaio) il ponte “Tatarella”, che architettura, tempi e costi. Una serie infinta di cambiamenti deliberati da sindaci, tecnici e assessori, per affrontare nuovamente, appunto, il problema principale di questi benedetti lavori. Che riguardava, ad esempio, le indagini preliminari effettuate sul suolo su cui si stanno realizzando i plinti. Indagini che, per indisponibilità  di alcune aree, sono state fatte in due tempi diversi, obbligando  i progettisti a rivedere i calcoli strutturali. E cosi’, a novembre di quattro anni fa, la Giunta Comunale aveva dovuto approvare due perizie di variante, di cui una relativa ai nuovi calcoli, dando il via alla riapertura del cantiere che secondo gli ultimi comunicati diramati dal Palazzo di Città dovrebbe chiudere i battenti con la consegna dell’opera entro fine anno. Tuttavia, al di là di chi vede ancora troppe tinte fosche, riavvolgiamo un poco il nastro di progetti, appalti e aggiudicazioni. Siamo a marzo 2013, quando il cantiere che doveva essere già aperto e a pieno ritmo, risulta chiuso. Facendo sorgere altri inquietanti interrogativi. <>. E dire che nel 2010 era stata l’ex assessore ai Lavori Pubblici Simonetta Lorusso a rendere noto che era stata aggiudicata alla grande impresa “Cimolai” da Pordenone la gara per la costruzione di quest’opera ‘mastodontica’ per Bari. E la Cimolai, azienda ‘leader’ nella costruzione di – si badi, metallici! – in tutto il mondo, aveva offerto un ribasso del 31,198% sull’importo dei lavori a base d’asta, pari a 26milioni 125mila euro. “All’inizio del 2009 – spiegava ancora la Lorusso – prenderà il via un’opera di straordinaria importanza sotto il profilo della viabilità urbana, progettata secondo criteri di indiscutibile qualità. Bari potrà così fregiarsi di una struttura di grande rilevanza architettonica e ingegneristica; uno dei più bei ponti del Mezzogiorno d’Italia sarà costruito proprio nella nostra città. Soddisfatto all’epoca anche l’allora deputato Antonio Decaro, che si occupava dell’appalto per conto del Comune: “E’ stata una corsa contro il tempo, ma ce l’abbiamo fatta. Finalmente, con la costruzione del ponte sull’Asse Nord Sud, si completerà uno degli assi portanti della mobilità urbana previsti da Quaroni con un’opera architettonica di pregio europeo”. Sarà. Per adesso è certo che il ponte tuttora vagheggiato è stato progettato da un gruppo di professionisti – composto da RPA di Perugia, Net Engineering di Padova, studio Carlos Fernandez Casado di Madrid e Consorzio Uning di Bari – che si sono aggiudicati la gara pubblica alla quale avevano partecipato quindici associazioni temporanee. Ma ora quel progetto è stato quasi completamente stravolto dalle perizie approvate dal Comune (e avallate dall’ingegner Gaetano Ranieri, direttore dei lavori, zio di Luigi, quest’ultimo nel consorzio Uning, tecnico di fiducia e ‘longa manus’ dell’attuale primo cittadino) per risparmiare, come da prima delibera di variante, appena 40mila euro. E il ‘grande pregio architettonico, il cui elemento caratterizzante stava proprio nella configurazione dell’antenna (dell’altezza di circa 78 metri) di questo super-ponte, passato da cemento armato a sezioni rastremate in acciaio? E i tempi per la realizzazione, dilatati peggio d’una fisarmonica, pur mettendoci in mezzo quelle due varianti al progetto iniziale? Progetto che, pur avendo convinto la commissione ad aggiudicare il concorso, alla fine risulterà praticamente stravolto? Insomma, oltre mille giorni in più in agenda per il ponte dei sogni baresi, che arriverà, forse, a fine 2016. Aggiungendo ritardo a ritardo, proclami a proclami e, forse, spese a spese a carico del Pubblico Erario…

 

 

Francesco De Martino

 

 

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