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Raccolte più di tremila firme in pochi giorni per l’Autonomia di Palese e Santo Spirito

Sono state raccolte più di 3000 firme in meno di due settimane (e solo nella ex frazione di Palese Macchie!) nella petizione popolare in corso nel territorio del V Municipio di decentramento amministrativo di Bari, per chiedere con un’istanza al Consiglio regionale della Puglia di istituire il Comune di Palese e Santo Spirito, staccando da Bari entrambe le ex frazioni a nord del capoluogo. Ma anche a Santo Spirito e nei neo quartieri esterni di Catino e San Pio, pur non essendo in possesso ancora di dati precisi, come per Palese, la raccolta di firme per chiedere di assurgere a realtà comunale sembra che procede favorevolmente alla causa. E’ questo il bilancio ancora provvisorio dell’iniziativa che, a differenza di dodici anni or sono, questa volta è partita dal basso, ossia dai cittadini che in maniera spontanea hanno assunto l’iniziativa, per rendere indipendente dal Comune di Bari una comunità, quella di Palese e Santo Spirito per l’appunto, che conta ormai oltre 30mila abitanti in pianta stabile ed oltre 50mila, con i residenti stagionali, nel periodo estivo. Infatti, da tempo sulle pagine locali dei social, le lamentele di palesini e santospiritesi si stavano moltiplicando a dismisura, per la mancanza di autodeterminazione amministrativa di questo territorio, e quando un pugno di cittadini quasi in sordina hanno deciso di predisporre i moduli per la sottoscrizione di un’istanza da inoltrare alla Regione Puglia per rimettere in moto l’iter istitutivo che, nel febbraio del 2010, durante l’ultima seduta dell’VIII Legislatura regionale si bloccò al foto finish, dopo che era stato già approvato a scrutinio segreto l’articolo istitutivo del nuovo Comune di Palese e Santo Spirito, a seguito della confusione  e delle tensioni che si erano create nell’allora aula consigliare di via Capruzzi, sia per via di una ormai avviata campagna elettorale di rinnovo del Consiglio regionale, sia soprattutto per le incertezze che riguardavano un concomitante progetto di distacco amministrativo che riguardava le ex frazioni di Carbonara-Ceglie e Loseto, che era arrivato al voto dell’Aula regionale pur non avendo avuto, nel referendum consultivo del 19 Aprile del 2019, un gradimento dei residenti (appena il 50,03% di “Sì”) non analogo a quello registrato in pari data a Palese e Santo Spirito, dove invece a dire “Sì” all’istituzione del Comune autonomo era stato il 79,82% dei partecipanti al voto. Una tendenza che a distanza di ben 11 anni – stando alle notizie fornite da molti di coloro che si stanno adoperando nella raccolta delle firme – sembrerebbe essersi consolidata, se non addirittura rafforzata, poiché tra i cittadini contattati casualmente in strada, nei negozi o nelle associazioni, per sottoscrivere la richiesta del Comune autonomo di Palese e Santo Spirito, statisticamente solo uno ogni dieci favorevoli si mostra contrario o indeciso, perché vorrebbe saperne di più. Quindi, la stragrande maggioranza accoglie l’invito favorevolmente e, il più delle volte, si adopera per invitare altri concittadini a sottoscrivere la suddetta petizione, o si adopera per portare parenti ed amici a firmare l’apposito modulo presso qualcuno dei centri di raccolta presiti sul territorio delle ex frazioni in vena di distacco da Bari. Ma a chiedere a Palese e Santo Spirito di staccarsi amministrativamente da Bari in passato non sono stati soltanto i cittadini col referendum consultivo del 2009, perché anche l’organo rappresentativo del decentramento comunale di Bari su questo territorio, e che fino al 2014 assumeva il nome di “Prima Circoscrizione”, in passato si è più volte espresso ufficialmente a favore dell’istituzione del Comune autonomo. Infatti, come risulta da ben tre delibere della ex Prima Circoscrizione (la n.68/2003; la n.118/2005 e la n. 44/2009), votate da altrettanti Consigli di diversa composizione e colore politico, talvolta anche contrapposto, tutti i cinque Presidenti susseguitisi alla guida dell’organo di decentramento comunale di Palese e Santo Spirito dal 1999 e fino al 2019 avevano chiesto di potersi staccare da Bari con l’istituzione del Comune autonomo. E tra coloro che in consiglio di Circoscrizione avevano detto “Sì” all’istituzione del Comune autonomo di Palese e Santo Spirito figuravano anche personaggi politici locali che successivamente sono passati ad occupare un seggio nell’aula “Dalfino” al Comune di Bari. Uno di questi – come nell’odierno V Municipio in molti ancora ricordano – è stato l’ex circoscrizionale Massimo Maiorano, in seguito eletto al consiglio comunale di Bari per ben tre volte consecutive (dal 2004 fino al 2019) che nel 2003 in Circoscrizione fu addirittura relatore della delibera con cui si chiedeva l’istituzione del Comune di Palese e Santo Spirito. Ma, poi, eletto a Bari cambiò idea e nella seduta consigliare del 30 novembre del 2009 si schierò contro l’istituzione del nuovo Comune, votando a favore del parere negativo voluto dall’allora maggioranza consigliare barese. Però, a Palese e Santo Spirito ormai gran parte dei cittadini sa bene che per molti dei politici locali gli emolumenti a loro erogati e le prebende che possono conseguire a livello personale dal Comune di Bari valgono molto, ma molto di più del “Bene comune” di questo territorio e, quindi, dei loro stessi elettori. Per cui molti non si meravigliano affatto, se quasi i politici del posto che dal 2014 siedono nell’Aula di Palazzo di Città, Michelangelo Cavone (Pd) e Michele Picaro (ex Fi, ex Lega ed ora Misto -Fdi), sulla “questione” dell’Autonomia sono stati finora ufficialmente silenti, rifuggendo da ogni intervento al riguardo. Analogo atteggiamento da parte dell’attuale vertice del V Municipio, il presidente Vincenzo Brandi, a quasi tutti i dieci consiglieri municipali, con le sole eccezioni di Francesca Maiorano eletta al consiglio municipale nel 2019 in quota M5S e che è dimessa il 19 agosto scorso, oltre che dal Municipio anche Movimento che l’aveva candidata, sostenendo l’inutilità politico-amministrativa dell’istituzione di cui era rappresentante. Rinunciando così a quelli che sono i lauti compensi di un istituto che di fatto a Bari è un semplice “gettonificio”, per chi vi fa parte. Tesi, questa, condivisa pienamente da colui che le doveva subentrare nel seggio del M5S al consiglio municipale di Palese e Santo Spirito, Michele Matera, e che infatti rinunciato al subentro, perdendo anch’egli la possibilità di percepire per i prossimi tre anni l’indennità “obolo” del Comune di Bari. Un “obolo” per il quale quasi tutti i consiglieri nel solo mese di agosto scorso nel V Municipio pare abbiano accumulato ben 24 sedute da remoto, tra commissioni e consiglio. Altro che….Autonomia comunale! Per chi di questi politici è (velatamente o espressamente) contrario all’indipendenza ed autodeterminazione amministrativa di Palese e Santo Spirito stare ancora sotto Bari vale molto di più che assumersi effettive responsabilità gestionali, in cambio, per giunta, di emolumenti di gran lunga inferiori di quelli attuali, perché l’eventuale nuovo Ente di cui potrebbe far parte politicamente sarebbe un Comune di altra fascia, rispetto a quello barese, per i compensi.

Giuseppe Palella

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