Cultura e Spettacoli

Rachmaninov e il suo meraviglioso rimpianto

Lugansky in concerto al Petruzzelli sabato scorso 20 gennaio

“Chi è stato Rachmaninov? Il più grande pianista russo di sempre. Ma non basta. Il più grande compositore russo di sempre. Sì, ma non basta. L’ultimo romantico in un mare di guai. Sì, è proprio lui.” Così ci racconta Stefano Martufi del pianista più famoso di tutti i tempi. Ed è proprio dalla Russia che è arrivato a Bari, in concerto al Petruzzelli lo scorso sabato 20 gennaio, uno dei più grandi interpreti di Sergej Rachmaninov al mondo: Nikolay Lugansky, eseguendo le sue variazioni su un tema di Chopin op. 22 e i Preludi n. 1, 9, 3, 7, 4, 5, op. 23. Rachmaninov considerava Chopin il primo compositore ad avere avuto parte attiva nell’evoluzione della musica mitteleuropea. Queste variazioni sono estranee a qualsiasi architettura di carattere classico, orientate verso una sorta di libero andamento rapsodico. Già dalla prima è evidente quanto lo stesso Rachmaninov abbia puntato a sperimentare diversi stili formali, si passa da una reminiscenza bachiana quasi dissolta in una sorta di farneticazione melodica. Per eseguire questi pezzi è necessaria una tecnica solidissima che richiede l’abilità di entrambe le mani, con variazioni continue che si erigono a potenti inni che comunicano tutta la forza di una potente disperazione. Lugansky dá in questo contesto prova di grande capacità espressiva con l’incrocio delle mani che permette al pianista di sfruttare appieno tutti i registri della tastiera, alternandoli continuamente in un’armonia molto originale e che permette di assaporare tutte le sfumature di un racconto articolato in un climax emozionale adesso. Eseguite anche di Felix Mendelssohn 6 Lieder ohne Worte e di Fryderyk Chopin la Ballata n. 3 in La bemolle maggiore, op. 47, Notturno in Re bemolle maggiore, op. 27 n.2, Ballata n. 4 in fa minore, op. 52. Opere romantiche per eccellenza quelle di Mendelssohn, che spesso costituivano un omaggio a parenti e amici in particolari occasioni. Gli fu spesso proposto di dotarle di un testo, dato il loro carattere spiccatamente lirico, cosa che rifiutò sempre. Sono di certo i brani che lo hanno reso famoso in vita, suonati per tutto l’Ottocento. Nelle ballate chopiniane predomina l’influenza che temi cavallereschi e romantici ebbero su Chopin, con un linguaggio epico e trasognato, sempre profondamente spirituale, alla ricerca di un eroismo sonoro che si intreccia felicemente con la poetica di sottofondo. Racconti epici a forma aperta che comunicano leggerezza e desiderio di fantasticare. Nella quarta ballata dell’Opera 52 si avverte un tono più riflessivo, capace di giungere all’apice del dramma in una successione di tematiche impreziosita da una maggiore ricerca timbrica sul pianoforte, nonché da una sperimentazione sul contrappunto. Sono sonorità che catturano animo e mente dell’ascoltatore e che Lugansky ci trasmette come se fossero eleganti carezze. Straordinaria davvero la sua capacità di coinvolgere il pubblico, sia da un punto di vista musicale, che tecnico e visivo. Non a caso Nikolai Lugansky ha ricevuto numerosi premi discografici e altrettanti riconoscimenti artistici internazionali. Collabora regolarmente con direttori del calibro di Kent Nagano, Yuri Temirkanov, Manfred Honeck, Gianandrea Noseda, Stanislav Kochanovsky, Vasily Petrenko, Lahav Shani ed è invitato dalle più grandi orchestre internazionali, tra cui Berliner Philharmoniker, London Symphony Orchestra, Netherlands Philharmonic Orchestra, Orchestre Philharmonique de Radio France, Swedish Radio Symphony Orchestra, Oslo Philharmonic Orchestra e l’Orquestra Nacional de España. A nostro avviso tra i musicisti che hanno saputo raccogliere magistralmente quella eredità di rimpianto tanto cara a Rach, che animò  una delle sue prime composizioni, e che lo legava fortemente alla sua terra d’origine e al senso poetico e nostalgicamente romantico di tutta la sua produzione. Seppe farne dono eterno e intimo, poesia vera che la magia dell’arte e della musica hanno regalato ai posteri.

Rossella Cea


Pubblicato il 24 Gennaio 2024

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