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Radio Muti, rivale di Radio Bari

Nel settembre del 1943 l’ex Stazione Eiar di Bari diventava la prima emittente dell’Italia libera. Data la sua funzione dichiaratamente antifascista incontrò subito un antagonista. Radio Muti che trasmetteva da Roma (allora in mano a Tedeschi e collaborazionisti) era frutto di un’idea del Ministro della Cultura Popolare Mezzasoma ; si chiamava così in memoria di Ettore Muti, Segretario del Partito Nazionale Fascista morto nell’estate del 1943 in circostanze misteriose. La caratteristica di questa emittente era creare finti collegamenti in diretta con le montagne dell’Aspromonte e le più impervie zone dell’Appennino per dare ad intendere che il fascismo era ben vivo e ‘resistente’ anche nelle zone formalmente occupate dagli Alleati. Altre caratteristiche erano i toni enfatici, l’espediente dell’interruzione delle trasmissione per l’arrivo dei “nemici” e l’esaltazione della figura (immaginaria) dell’Anonimo Scugnizzo, preteso capo di queste ‘squadre tecniche’ in trasferta. Disponendo di un trasmettitore molto potente, Radio Muti poteva così diffondere falsità tendenziose. Ad esempio, il deragliamento di un treno avvenuto per problemi tecnici era invece da attribuirsi ad un’azione di guerra, una comune scaramuccia tra militari britannici e cittadini baresi veniva presentata come un principio d’insurrezione, la morte di un bambino per denutrizione era annunciata in termini tali da far pensare a un’epidemia di colera diffusa deliberatamente dalle forze alleate… (si capisce che al compito di reperire in loco notizie che si prestavano ad essere ‘trattate’ provvedeva un ben organizzato gruppo di persone). Con l’andare del tempo l’azione di Radio Muti cominciò a rivelarsi insidiosa. Gli alti vertici di Radio Bari decisero di correre ai ripari. Dopo infruttuosi tentativi di disturbare il segnale di frequenza, si passò il 15 gennaio alla pubblica denuncia. In una ‘conversazione’ del 15 gennaio Antonio Piccone Stella mise in guardia gli ascoltatori. Certamente in possesso di materiale fornito dallo spionaggio alleato, Piccone Stella fu in grado di fare alcuni nomi. Tra questi spiccava quello del Principe Valerio Pignatelli che insieme alla consorte Maria agiva in Campania in qualità di spia della Repubblica Sociale Italiana col secondo obiettivo di tessere una trama eversiva creando contatti con gli italiani che a Sud erano rimasti segretamente fedeli al regime di Mussolini. La ‘conversazione’ bastò a delegittimare l’operato di Radio Muti e dei suoi uomini. Cominciò così il declino di Radio Muti, che ebbe termine con la riduzione al silenzio definitivo nell’aprile del ’44.

Italo Interesse

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