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Raffaele Bianco: “Sono qui per vincere in una società costruita per farlo”

Di solito se uno nomina la parola ‘vincere’ pensa o al club più titolato d’Italia, o ad Antonio Conte uno dei migliori tecnici in circolazione e forse il più preparato ed amato dalla tifoseria biancorossa che in due sole stagioni ha trasformato una squadra che era alla deriva dopo la disfatta casalinga con il Lecce, in una squadra che giocava con la fame e per vincere sempre ad ogni costo. E nonostante le difficoltà soltanto iniziali nella stagione in cui Antonio Conte ha annichilito ed infranto record su record, il suo Bari arrivó davanti al Parma che era accreditato da tutti come favorita. In quel Bari c’era un certo Raffaele Bianco, prodotto del vivaio bianconero, vincente anche con la Primavera juventina che gioco per ben ventidue volte, non titolare, ma era uno che si adattava e pur essendo mediano l’ultima gara in biancorosso l’ha giocata da terzino, per via di situazioni contingenti ed infortunati. Adesso, dieci anni dopo il centrocampista è ritornato nell’ultimo giorno del mercato e domenica scorsa è subito partito titolare giocando novantaquattro minuti, ieri in conferenza stampa ha detto la sua: “Quando trovi un gruppo affiatato che sa quello vuole è facile inserirsi. Non rientravo più nei piani societari. Il Bari si è fatto avanti e non ho potuto rifiutare l’occasione di tornare dove mi sono subito sentito a casa, ed ho accettato il progetto vincente di questa società, ripartita da zero ma con solide base e persone competenti. Domenica non era semplice perché la serie C l’ho giocata e specie nel girone delle pugliesi, non esiste il calcio champagne. Devi essere pragmatico e pronto, poi è naturale che devi essere sempre pronto, migliorare nel trovare le soluzioni e restare sempre sul pezzo”. Nelle ultime stagioni tra Carpi e Perugia ha segnato otto reti, sette con la maglia della squadra emiliana dove ritrova una persona di sua fiducia: “Certamente si, conoscevo il direttore Matteo Scala, so come lavora, ritrovarlo fa piacere ed è stato sicuramente un motivo in più per accettare”. Al giocatore di esperienza gli è stata chiesta personalità: “Posso giocare in tutte le posizioni del centrocampo, non so o u o velocissimo ma non mi tiro mai indietro. Ai ragazzi posso trasferire il ck certo di vincere se dall’altra parte c’è questa propensione, ma sono nel posto giusto e tutti devono sentirsi utili ed a disposizione del tecnico. È l’allenatore a scegliere il miglior vestito tattico per la squadra, noi dobbiamo rispondere presenti”. Infine, inevitabile parlare della prossima avversaria a quota sette, soltanto uno di più, ma con nove gol incassati ed una difesa ermetica, ma sarà anche l’occasione per ritrovare un talento di Bari che avrebbe fatto carte false per tornare e nel primo anno dei De Laurentiis c’era stato anche qualche contatto ma non è andato a buon fine: “Nicola ai tempi di Antonio Conte era un ragazzino e già si intravedevano in lui grandi potenzialità, penso abbia raccolto meno nella sua carriera rispetto al suo valore. Adesso a Reggio è un leader, ha iniziato alla grande e dovremo fare attenzione”.

Marco Iusco

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