Cultura e Spettacoli

Ragazzo morso da un ramarro

Ricorre oggi il quattrocentottavo anniversario della scomparsa di uno dei più celebri pittori della storia. Nato nel 1571 a Milano e non a Caravaggio, nel bergamasco, come si è sempre creduto, Michelangelo Merisi viaggiò molto. Non mise mai piede in Puglia però, né in Puglia è conservato alcuno dei dipinti che gli vengono attribuiti. In compenso alcune sue opere sono ‘transitate’ per la nostra terra nel corso di episodiche esposizioni. L’ultima risale all’estate dello scorso anno, quando dall’11 giugno al 24 settembre gli ambienti del Castello Aragonese di Otranto ospitarono una mostra dedicata a Caravaggio e ai pittori caravaggeschi che operarono nell’Italia meridionale. La sezione dedicata al Maestro comprendeva una sola tela : la prima versione di ‘Ragazzo morso da un ramarro’ (l’opera venne realizzata tra il 1595 e il 1596 ed è  conservata presso la Fondazione Longhi, che ha sede a Firenze, mentre la seconda versione, realizzata ancora su tela tra il 1595 e il 1600 e comunque successiva alla precedente, è conservata presso la National Gallerydi Londra). Molto si è detto a proposito – e a sproposito – di questa tela. Sicuramente la scoperta effeminatezza del modello richiama l’atmosfera degli ambienti altolocati (e corrottissimi) che Caravaggio, come molti altri grandi pittori del suo tempo, era costretto a frequentare per spuntare commesse di prestigio e di alta remunerazione. Ma vedere in ogni dettaglio un riferimento sessuale (come nel caso delle due ciliegie sul margine basso del dipinto) è tirare le cose per i capelli. La più grossa in proposito è stata sparata dal divulgatore storico-artistico Andrew Graham Dixon, secondo il quale il dito morsicato alluderebbe al fallo leso, quando non castrato, ad opera della bocca del ramarro, che qui si trasfigurerebbe in una sorta di ‘vagina dentata’ preposta alla punizione dell’eccesso di libidine (volgarità per volgarità, viene qui da osservare che se in quei festini riservatissimi le donne erano bandite, quei denti punitivi andavano posizionati altrove…). ‘Ragazzo morso da un ramarro’ destò subito l’ammirazione dei contemporanei. Nella biografia di Caravaggio scritta nel 1642 da Giovanni Baglione si legge a proposito di questa pittura : “Fece anche un fanciullo che da una lucerta, la quale usciva da fiori e da frutti, era morso ; e parea quella testa veramente stridere, ed il tutto con diligenza lavorato”. Nella stessa biografia si legge che il dipinto venne venduto per 25 giulii (una divisa monetaria introdotta da papa Giulio II), ma a chi non è dato sapere. Caravaggio non passò mai dalla Puglia, dicevamo. L’avesse fatto, forse al posto di quel ‘morbido’ ragazzo sarebbe stata una giovane popolana trafitta dalla tarantola.

 

Italo Interesse

 


Pubblicato il 18 Luglio 2018

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