Rastelli nuovo allenatore e Minadeo candidato come direttore sportivo
Dario Rocco, ex allenatore della Primavera del Napoli, sarà il vice

Il nuovo Bari comincia finalmente a prendere forma. Dopo settimane di attesa e riflessioni, il club biancorosso ha iniziato a definire l’assetto tecnico e dirigenziale, dal quale dovrà ripartire il progetto di rilancio. La prima tessera è stata quella più attesa: la scelta dell’allenatore. Massimo Rastelli è stato ufficialmente nominato nuovo tecnico della formazione biancorossa, firmando un contratto fino al giugno 2027 con opzione di rinnovo in caso di promozione.
Per Rastelli si tratta di una nuova e stimolante sfida in una piazza esigente come quella barese. Nato a Torre del Greco nel 1968 e irpino d’adozione, il tecnico campano porta con sé un bagaglio di esperienza costruito in tanti anni di calcio, prima da attaccante e successivamente in panchina. Dopo aver concluso la carriera da calciatore, ha iniziato il proprio percorso da allenatore proprio in Campania, muovendo i primi passi alla guida della Juve Stabia.
Nella stagione 2009-2010 centrò subito un risultato importante, conquistando la promozione in Prima Divisione. Successivamente approdò al Brindisi in Seconda Divisione, prima di trasferirsi al Portogruaro, formazione appena retrocessa in Lega Pro, che riuscì a guidare verso un tranquillo piazzamento di metà classifica.
La vera consacrazione arrivò però nel 2011 con l’Avellino, dove costruì uno dei cicli più importanti della sua carriera. Alla guida degli irpini conquistò il campionato di Lega Pro Prima Divisione e la Supercoppa di categoria, riportando il club in Serie B. Nei due campionati successivi consolidò la squadra nelle zone alte della classifica cadetta, sfiorando il sogno della Serie A, grazie al raggiungimento delle semifinali playoff.
Le qualità di Rastelli emersero soprattutto nella capacità di dare una precisa identità tattica alle proprie squadre e di valorizzare il gruppo a disposizione, caratteristiche che gli valsero, nel 2015, la chiamata del Cagliari. Anche in Sardegna il tecnico riuscì immediatamente a lasciare il segno, vincendo il campionato di Serie B e riportando i rossoblù nella massima serie già al primo tentativo. L’anno successivo arrivò anche una brillante salvezza in Serie A, ottenuta con largo anticipo e impreziosita dall’undicesimo posto finale.
Negli anni successivi Rastelli ha continuato ad allenare in piazze importanti del calcio italiano, maturando ulteriori esperienze alla guida della Cremonese e tornando anche ad Avellino, dove ha dimostrato di saper incidere positivamente sul rendimento della squadra, anche subentrando a stagione in corso. Il Bari punta dunque su un allenatore che abbina conoscenza della categoria, capacità di gestione del gruppo e una consolidata etica del lavoro, elementi ritenuti fondamentali per affrontare un percorso di ricostruzione, che si annuncia particolarmente impegnativo.
Ad accompagnarlo in questa nuova avventura ci sarà Dario Rocco, scelto come viceallenatore. Classe 1980, Rocco arriva in Puglia dopo un lungo percorso sviluppato quasi esclusivamente in Campania. Fino alla scorsa settimana era alla guida della Primavera del Napoli, incarico ricoperto dal 2024. Con il settore giovanile azzurro ha conquistato la promozione nel campionato Primavera 1, lavorando anche con giovani calciatori già conosciuti in Puglia come Turi, cresciuto nel vivaio biancorosso, e Colella, proveniente dal settore giovanile del Foggia. Nelle due stagioni trascorse sulla panchina partenopea ha collezionato un bilancio di 32 vittorie, 17 pareggi e 27 sconfitte in 76 incontri ufficiali.
Il suo curriculum comprende inoltre le esperienze maturate nei settori giovanili del Benevento tra il 2020 e il 2024 e dell’Avellino, dove ha lavorato nelle stagioni 2014-2015 e successivamente dal 2016 al 2019. Nel mezzo anche una parentesi alla guida del Sorrento nel campionato di Eccellenza 2015-2016. Per Rocco quella con il Bari rappresenta la prima esperienza professionale lontano dalla Campania e anche l’occasione per confrontarsi con il calcio dei grandi in una piazza dalle grandi ambizioni.
Parallelamente alla definizione dello staff tecnico, prosegue anche la costruzione dell’organigramma societario. Dopo l’arrivo di Pierpaolo Marino nel ruolo di direttore generale, il club è ormai vicino a completare anche la casella del direttore sportivo. Il nome in cima alla lista resta quello di Antonio Minadeo, dirigente che conosce profondamente il calcio di Serie C e che nelle ultime stagioni ha ottenuto risultati positivi con il Lecco.
Nel biennio trascorso in Lombardia ha contribuito al raggiungimento di un tredicesimo e di un quarto posto nel campionato di terza serie, confermandosi un profilo affidabile per la categoria. In precedenza Minadeo aveva lavorato con buoni risultati anche al Legnago, mentre il suo percorso professionale è strettamente legato anche all’esperienza di Campobasso. Proprio nel club molisano ha condiviso un’importante esperienza lavorativa con Davide Teti, oggi segretario generale del Bari, particolare che potrebbe aver favorito i contatti e accelerato la scelta della società biancorossa.
La definizione dell’organigramma rappresenta soltanto il primo passo di un’estate che si preannuncia decisiva. Il vero banco di prova arriverà infatti sul mercato, dove la nuova area tecnica sarà chiamata a costruire una rosa competitiva praticamente da zero e in tempi estremamente ridotti. Con il ritiro estivo ormai alle porte, il fattore tempo rischia di diventare il principale avversario del nuovo corso biancorosso. Serviranno idee chiare, rapidità nelle trattative e poche possibilità di errore per allestire un gruppo in grado di competere ai vertici.
La tifoseria osserva questa fase con inevitabile attenzione. Le ultime stagioni hanno lasciato delusione e sfiducia in una piazza che continua a chiedere soprattutto fatti. Non c’è uno scetticismo preconcetto nei confronti del nuovo progetto, ma una prudenza comprensibile maturata dopo le recenti vicende societarie e sportive. Per questo motivo la nuova squadra dirigenziale, composta da figure chiamate a collaborare per inaugurare un nuovo ciclo, dovrà conquistare credibilità attraverso le scelte di mercato e i risultati sul campo. Solo così il Bari potrà trasformare il nuovo organigramma in un progetto realmente capace di restituire entusiasmo e ambizioni a una piazza che attende da troppo tempo un rilancio all’altezza della propria storia. (ph. Avellino Calcio)
Tess Lapedota
Pubblicato il 7 Luglio 2026



