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Regionali, il segretario pugliese del Pd da’ fuoco alla polemica nel centrosinistra

In Puglia l’attività politica di preparazione alle regionali del prossimo anno non si è fermata neppure nel periodo di ferie di metà agosto. Anzi, proprio nelle due settimane centrali del mese in cui quasi tutte le attività si fermano per la tradizionale pausa ferragostana, alcuni politici locali sono stati più presenti del solito nella cronaca regionale. E tra i politici in frenetica attività anche durante le ferie  c’è il segretario pugliese del Pd, Michele Emiliano, che pur di mantenere accessi i riflettori sulla sua corsa alla candidatura per la presidenza della Regione non ha esitato a lanciare frecciate critiche sui dieci di governo Vendola, in cui il partito da lui rappresentato è sempre stato la forza della coalizione, sia in termini numerici che politici, che ha avuto maggior peso nella maggioranza. Da non dimenticare, inoltre, che lo stesso Emiliano in precedenza era già stato segretario regionale del Pd da ottobre del 2007 fino a fine novembre del 2009 ed a seguire presidente pugliese del partito fino a febbraio scorso, quando è ritornato a ricoprire l’incarico da segretario. Quindi, sono apparse paradossali, oltre che illogiche, le critiche di Emiliano al governo Vendola ed alla maggioranza che lo sostiene, visto che negli ultimi sette anni è stato lui stesso uno dei massimi dirigenti del Pd pugliese, che di Vendola ha condiviso e sostenuto finora tutte le azioni di governo. Infatti, il primo a reagire alle critiche del segretario pugliese del Pd è stato proprio il governatore Vendola che non ha esitato a dichiarare ironicamente che “Emiliano a volte straparla”, in quanto è stato sin troppo evidente che l’attacco politico dell’ex sindaco di Bari era mirato non certo a colpire la coalizione di centrosinistra di cui lui stesso fa parte, ma verosimilmente a demolire politicamente la figura di colui che tale coalizione l’ha guidata per dieci anni alla Regione. Ossia il governatore uscente e leader di Sel, Vendola per l’appunto, che alle primarie pugliesi del centrosinistra, per la scelta del nome da candidare come presidente alle regionali del 2015, il 30 novembre prossimo sosterrà il senatore Dario Stefano. Ma è pure probabile che le critiche di Emiliano non avessero come unico obiettivo il presidente Vendola, ma forse anche l’assessore regionale Guglielmo Minervini (Pd) che, insieme a Stefano, sarà un diretto concorrente di Emiliano alle primarie e che in questi dieci anni di governo regionale del centrosinistra è stato ininterrottamente uno degli uomini di giunta più fidati del governatore. A tentare di spegnere il fuoco delle polemiche acceso dal segretario del Pd pugliese è intervenuto il presidente del consiglio regionale, Onofrio Introna, che, nel ricordare ad Emiliano di non aver mai mosso critiche al governo Vendola né da sindaco né da dirigente del Pd, ha pure fatto presente che i battibecchi “in casa” sono sempre pericolosi e controproducenti. Inoltre, il presidente dell’Assemblea regionale ha fatto notare che “Vendola ha garantito dieci anni di amministrazione efficace” ed il quadro regionale è stato un modello di riferimento anche per molte Giunte locali. Introna ha poi concluso il suo intervento con l’appello ai candidati alle primarie a preoccuparsi esclusivamente di proposte e contenuti, senza demolire i compagni di viaggio, da cui potrebbero sorgere soltanto guerre fratricide e contrasti insanabili che disorienterebbero gli elettori pugliesi. A difesa di Emiliano è intervenuto invece il capogruppo del Pd alla Regione, Pino Romano, che in una lunga nota ha giustificato le critiche del segretario pugliese del partito ai dieci anni di governo Vendola, sostenendo che “Solo chi non lavora non sbaglia mai” e che anche il maggior partito della coalizione, il Pd per l’appunto, non è esente da responsabilità. In definitiva, Romano da ragione ad Emiliano per le critiche mosse a Vendola ed al centrosinistra pugliese e tenta di giustificarlo con la motivazione che solo riconoscendo gli errori commessi in passato si può evitare di commetterne altri, migliorando l’azione di governo. E par di capire che l’uomo giusto, sempre secondo Romano, per migliorare il centrosinistra e la sua azione di governo sia proprio Emiliano che, a detta dello stesso Romano, è una “risorsa” ed “un’opportunità importate per la nostra regione”. Ma proprio su questa considerazione di Roma c’è chi nel centrosinistra pugliese avanza qualche dubbio. Infatti, non sono pochi coloro che nel centrosinistra paragonano Emiliano ad un gladiatore che, pur di vincere, mena fendenti a dritta ed a manca. E quando l’ avversario dello schieramento opposto è ancora incerto (come è forse in questo caso) non esita a colpire anche i compagni certi di cordata al sol fine di mostrarsi combattivo. Intanto, il vero pericolo all’orizzonte delle prossime regionali per Emiliano pare sia il Movimento politico di Beppe Grillo, che da qualche giorno ha aperto le porte anche in Puglia ai rappresentanti di associazioni, movimenti e liste civiche che, senza iscriversi al M5S, potranno contribuire a far fronte comune contro le coalizioni tradizionali di partito. Una novità che alle regionali toglierà sicuramente terreno sotto i piedi al segretario del Pd pugliese, qualora fosse lui effettivamente il candidato del centrosinistra per succedere a Vendola alla guida della Puglia.           

Giuseppe Palella

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