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Regionali, un’altra fumata nera per il “conclave” del centrosinistra pugliese

 

Un’altra fumata nera per il “conclave” del centrosinistra pugliese convocato dal segretario regionale del Pd, Marco Lacarra, per tentare di ricondurre all’unità la coalizione sulla data delle primarie. E, quindi, sul candidato da presentare per la guida della stessa alle elezioni regionali del prossimo anno. Infatti, l’invito di Lacarra a partecipare al tavolo del centrosinistra, previsto per lunedì 22 luglio, era stato respinto al mittente da alcune sigle ed esponenti di centrosinistra già da sabato scorso, quando i rappresentanti di “Sinistra italiana”, dell’Associazione “La giusta causa”, facente capo al noto penalista barese Michele Laforgia, de “La Puglia in più” del senatore dem Dario Stefano ed altri due esponenti di spicco del Pd pugliese, Elena Gentile e Fritz Massa, ed il consigliere regionale Mimmo Santorsola di “Noi a sinistra per la Puglia” si sono incontrati per sottoscrivere un documento con cui si sono dati appuntamento a Bari il 21 Settembre, per un’assemblea con gli “Stati generali” delle rispettive organizzazioni, per stilare una bozza di programma da presentare alle regionali del 2020 e decidere anche l’eventuale (ma, forse, molto eventuale) adesione alle primarie per la scelta del nome da candidare a governatore, qualora fosse accettata la loro richiesta di svolgerle nel febbraio del 2020. Trattandosi, questo, di uno dei punti di maggior contrasto con quella parte del centrosinistra pugliese che invece ha accolto l’invito di Lacarra per la riunione di ieri, lunedì, però disertata da coloro che hanno condiviso il documento di sabato scorso. La decisione dei dissidenti di disertare l’incontro voluto da Lacarra ha verosimilmente innervosito non poco il governatore Michele Emiliano che, intervenendo sulla situazione del centrosinistra pugliese in vista delle elezioni regionali del 2020, ha dichiarato: “Il tavolo del centrosinistra è compatto” e “c’è una organizzazione ulteriore che sta tentando di mettere insieme una candidatura per le primarie”. Fatto, quest’ultimo, giudicato positivamente dallo stesso Emiliano che contestualmente ha rilevato: “Se poi qualche studio legale, o qualche organizzazione politica ci vuole far perdere le elezioni, può anche farlo. Ma non sarà facile”, perché “io mi batterò come so fare”. Infatti, ha poi spiegato il governatore, “l’unità del centrosinistra è importantissima “ perché “la Puglia è una delle poche regioni dove il centrosinistra può vincere le elezioni”. “Ma mi pare – ha proseguito Emiliano – che qui ci sia qualcuno che con la scusa di ricostruire la sinistra vuole farci perdere le elezioni. Se viceversa si candideranno alle primarie e le vinceranno, io sarò pronto a dare una mano così come feci con Vendola. Salvo che non si tratti di lobbisti mascherati che vogliono farci perdere perché non gradiscono la nostra posizione sull’Ilva, la nostra posizione sulle Trivelle nel mare, sul gasdotto, sulla scuola pubblica. Io darò un sacco di fastidio a questi lobbisti”. “Non mi fermerò mai – ha concluso il presidente della Regione Puglia – davanti agli interessi privati che cancellano gli interessi generali”. Ma sarà sufficiente questo monito, lanciato recentemente da Emiliano, a far cambiare idea ai dissidenti del tavolo portato avanti da Lacarra? Probabilmente no. Ma non è da escludere che nelle prossime settimane il pressing del governatore su alcuni di coloro che non si sono presentati all’incontro di lunedì con le altre forze del centrosinistra già allineate con Emiliano si faccia più insistente e che prima dell’Assemblea barese indetta dai dissidenti per il 21 Settembre prossimo qualche novità possa far riaprire il dialogo nel centrosinistra. Per intanto i responsabili delle forze politiche che hanno partecipato al tavolo indetto dal segretario del Pd pugliese hanno approvato un documento in cui, dopo aver analizzato le criticità dell’attuale quadro politico nazionale e regionale, hanno deciso di “individuare i processi partecipativi della costituzione di partiti e movimenti civici senza pregiudizi e preclusioni se non quelli legati alla trasparenza ed alla legalità, fissando un momento partecipativo e democratico per le Regionali e le Amministrative 2020, nonché per la designazione definitiva del candidato
Presidente, che dovrà essere concluso non oltre il novembre” prossimo. In sostanza, ai dissidenti l’incontro è stato lanciato un vero e proprio ultimatum sui tempi entro cui concludere il percorso di individuazione del nome da candidare unitariamente per il centrosinistra. Che poi il termine possa slittare a dicembre è possibile. Sempre che dall’altra parte del centrosinistra ci sia la volontà effettiva  di trovare un’intesa sull’unitarietà del candidato. Ma, forse, è ancora troppo presto per capire come andrà a finire la “questione” anche per lo stesso governatore uscente.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 23 Luglio 2019

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