Cronaca

Regione: dopo lo scontro sulla legge elettorale, l’opposizione insorge sulla Sanità

Dopo le polemiche del centrodestra  per le paventate “minacce di non ricandidatura” dell’aspirante governatore del centrosinistra, Michele Emiliano, ai consiglieri regionali del Pd che, sulle modifiche alla legge elettorale, non obbediranno al suo diktat, un altro motivo di scontro politico tra maggioranza ed opposizione alla Regione Puglia è quello provocato dal pesante giudizio negativo della Corte dei Conti sui bilanci del 2012 delle sei Asl pugliesi. Infatti, a calcare la mano su questa bocciatura dei Giudici contabili è intervenuto il capogruppo di Forza Italia nell’Aula di via Capruzzi, Ignazio Zullo, che in una nota ha sottolineato: “Quando eravamo noi a denunciare il 
disastro del centrosinistra anche nella Sanità, spuntavano i ‘soldatini’ e i difensori dello sfascio come Losappio (ndr – capogruppo di Sel alla Regione) e Romano (ndr – capogruppo del Pd nello stesso Ente) ed altri. Oggi arriva, impietosa, la spietata certificazione della Corte dei Conti sulla Sanità di Emiliano e Vendola con bilanci delle Asl giudicati disastrosi”. “E’ una notizia – commenta il presidente del gruppo consigliare Azzurro in via Capruzzi – che non ci sorprende” ricordando che “Già i revisori bocciarono i bilanci delle aziende sanitarie del 2012”. E, proseguendo, Zullo rileva: “La Corte registra e conferma lo stato di devastazione contabile che si riflette sui servizi, quasi inesistenti, offerti ai cittadini”, facendo inoltre presente che secondo lui “la Sanità di questi dieci anni può riassumersi con due immagini: la prima, quella del disinfettante pagato 1.600 Euro che, in realtà, ne costa 50; e l’altra dei ticket e delle tasse che, nonostante ciò, sono stati imposti a tutti i cittadini”. “Non possiamo dimenticare – afferma ancora Zullo – anche il capolavoro sulle liste d’attesa: tante chiacchiere e soliti annunci, senza aver ridotto di un centimetro liste che restano chilometriche e che si traducono spesso in un diniego del diritto alle cure”. E conclude: “Vista questa ennesima e sonora bocciatura che si scatena sul centrosinistra, sarebbe opportuno che tutti gli esponenti della maggioranza cominciassero a fare un bagno di umiltà”. Anche il vice presidente consigliare espressione della minoranza in Regione, Nino Marmo (Fi-Pdl), è intervenuto a commentare l’analisi della Corte dei Conti dei rendiconti del 2012 delle Asl pugliesi. “Sanità usata come mercantificio elettorale, buona solo ad assicurare posti di rilievo ai capi cordata o ai procacciatori di voto” ha affermato Marno nella sua nota di intervento sulla vicenda. Ed ha proseguito: “Una sorta di bancomat a servizio non del diritto alla salute e alle cure dei cittadini, ma della febbre elettorale dei signori della maggioranza”. E, proseguendo nel commento sulla bocciatura della Corte dei Conti alle sei Asl della Puglia, il vice presidente Marmo ha inoltre rilevato: “Accuse pesanti come macigni che i giudici contabili, confermando la veridicità di tutte le nostre denunce, scagliano contro la Sanità di Emiliano e Vendola. Bilanci falsi, proroghe contrattuali eccessive, mancanza di gare e affidamenti diretti a ‘go go’, consulenze, boom di straordinari”. In fine, commentando: “Poi, quelli senza santi in paradiso, devono aspettare, se va bene, un anno per fare una risonanza magnetica. E’ questo il sistema che la sinistra ha offerto alla Puglia ed Emiliano fa sorridere quando tenta, goffamente, di scrollarsi ogni responsabilità, quando la sua mano é stata la prima a orientare il servizio sanitario regionale”. Un commento che Marmo ha concluso ricordando che “Quasi tutti gli assessori alla salute, infatti, provengono dal Partito Democratico”.  Quindi, il maggior partito di opposizione alla Regione, Forza Italia per l’appunto, dopo dieci anni di contrasto al governo Vendola, fatto forse soprattutto a colpi di comunicati, ora pare che si appresti ad iniziare la campagna elettorale sperando, evidentemente, in un consistente recupero di consensi che potrebbero provenire al centrodestra dal malcontento dei pugliesi per le  disfunzioni della Sanità. Un malcontento che, come si ricorderà, nel 2005 fu uno degli elementi imprevedibili, ma determinanti, per la sconfitta dell’allora governatore di centrodestra uscente, Raffaele Fitto, che all’epoca infatti fu sconfitto da Nichi Vendola nelle urne non tanto dai voti dell’utenza sanitaria scontenta del servizio, quanto da quelli degli operatori sanitari in rivolta per i pesanti tagli introdotti da Fitto nel suo Piano di riorganizzazione del settore. Ma la situazione di adesso della Sanità pugliese è considerata, da molti addetti ai lavori, ancor più disastrosa di allora. Un disastro che sarebbe ancor più cocente per i pugliesi se si considera che, secondo alcuni dati diffusi recentemente dall’Istat, nel 2013 la Puglia è stata la penultima regione d’Italia, appena al di sopra della Calabria risultata ultima, per Pil procapite (appena 16.200 euro annui ). Infatti, il precipitare di gran parte degli indicatori economici più significativi lascia presumere uno scenario ancora più cupo e inquietante di quello attuale per la Puglia, a prescindere dall’attuale stato di salute della Sanità, ma anche di chi vincerà le prossime elezioni regionali.   

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 11 Febbraio 2015

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