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Regione, in aula la maggioranza di Emiliano è evanescente

Alla Regione Puglia la maggioranza di centrosinistra che sostiene il presidente Michele Emiliano (Pd) nell’Aula di via Capruzzi ormai potrebbe essere solo sulla carta, perché nei fatti forse non c’è più. A sostenerlo è un consigliere regionale dell’opposizione di centrodestra fittiana, Francesco Ventola, che è anche coordinatore pugliese del partito di Raffaele Fitto, ovvero Direzione Italia. Infatti, il responsabile regionale di Dit con una recente nota afferma: “Fin dall’inizio era apparso chiaro che questa sarebbe stata una legislatura con una ‘finestra’ più sulla carriera politica del presidente che nell’interesse dei pugliesi” tanto che – rileva Ventola – “al giro di boa” di metà mandato “appare chiaro che il centrosinistra alla Regione Puglia è diventato ‘fluido’ ed Emiliano non riesce più a porre rimedio” a quanto si verifica nell’Aula al piano terra del Palazzo di via Capruzzi, per cui sovente i Consigli regionali si sciolgono per mancanza del numero legale, al di là degli argomenti. Ed il timore del coordinatore di Dit è che anche in futuro accadrà sempre più spesso la stessa cosa, mano a mano che si avvicina la scadenza elettorale delle politiche. “Le correnti del Pd – ha poi commentato Ventola nella nota – e le scissioni a sinistra stanno provocando masse di aria gelata nel Consiglio regionale provocando tensioni continue”, ma – rileva ancora l’esponente regionale fittiano della Bat – “peggio sarà fino alle politiche”, perché Emiliano – secondo Ventola – pur arrancando “non riesce nemmeno a  mettere la toppa” per cui “continua a rimediare figuracce politiche”. E cita gli ultimi risvolti giudiziari e politici negativi dell’azione del governo regionale e sulla la quale ha avuto torto ai massimi livelli. Infatti, – ha sottolineato Ventola – “La Consulta lo bacchetta sulla Tap ed il Consiglio dei Ministri impugna la legge sulla Partecipazione”, ricordando inoltre che entrambi questi temi sono stati “cavalli di battaglia delle sua campagna elettorale” nel 2015. Ma per il coordinatore di Dit non sono soltanto queste le sconfitte politiche del governatore Emiliano, perché anche il Governo centrale (da non dimenticare) pure a guida Pd, “lo ignora sull’Ilva e sulle Trivelle e leggi regionali come il Red sono ferme al palo, il ciclo dei rifiuti mai chiuso, mentre le file d’attesa (ndr – nei presidi sanitari) si allungano ed i servizi sanitari per i pugliesi peggiorano”. Quindi, ha concluso il fittiano Ventola, “Emiliano ha non solo fallito la scalata nel Pd nazionale, ma con la leadership regionale del centrosinistra è andata anche peggio”. Però, ha precisato l’ex sindaco di centrodestra di Canosa di Puglia, di ciò “poco ci importerebbe se tutto questo non provocasse un danno alla Puglia”. Infatti, ha terminato: “Il girone di andata è quasi finito con risultati pessimi; speriamo che quelli del girone di ritorno non siano tali da farci retrocedere”. Fin qui l’analisi e le critiche di Direzione Italia al governo regionale ed, in particolare, al presidente Emiliano. Ma ciò che forse più interessa ai pugliesi è sapere anche quali sono le proposte ed i programmi alternativi delle forze di opposizione al governatorato di Emiliano in consiglio regionale, perché diversamente si tratta di un’azione polemica di routine fatta nel rispetto dei ruoli, ma che nulla aggiunge a ciò che è già noto dalle cronache e, soprattutto, dalle quotidiane lamentele di molti pugliesi, che spesso patiscono le conseguenze negative di un Ente regionale con un Presidente praticamente a mezzo servizio, a causa della sua contestuale ed a volte prevalente attività di leader del Pd, troppo impegnato a scalare il partito ed a programmare le sue future tappe politiche personali. Un copione, questo, già visto e vissuto dai pugliesi con il precedente governatore di centrosinistra, Nichi Vendola, di cui si conoscono bene pure i risultati di governo. Ma si conosce pure come sono andati i “fatti” ed i “risultati” politici nel 2015, alla fine dell’era Vendola. Per cui, forse, non c’è neppure di che meravigliarsi tanto, se alla Regione Puglia la maggioranza di centrosinistra arranca e le opposizioni alla fine della legislatura non riuscissero (come alle penultime regionali del 2010 ed alle ultime del 2015) a ribaltare i ruoli.

 

Giuseppe Palella

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