Cultura e Spettacoli

Remember You, una mostra per ricordarci chi siamo davvero

L'artista pugliese Grazia Guida presso lo spazio De.Ma. in via Cardassi. Un interessantissimo viaggio simbolico tra alchimia, psicologia e sociologia

“Non sono né i miei pensieri, né le mie percezioni sensoriali, né le mie esperienze. Sono lo spazio nel quale tutto si produce. Sono la coscienza. Sono il presente. L’ Io Sono.” Così Eckhart Tolle cercava di definire quello spazio indefinibile di cui tanto parlavano i maestri taoisti nelle loro meditazioni, e che va al di là dei ruoli e delle definizioni stereotipate in cui  ognuno di noi, ogni giorno, è intrappolato. Quello che in qualche modo troppo spesso definisce la nostra identità proiettandoci in un passato o in un futuro che ci allontanano dal presente. Ma possono arte e creatività fungere da veicolo alla scoperta della nostra vera essenza? Se l’è chiesto l’artista pugliese Grazia Guida, in arte GraGu, nel corso di una ricerca intrapresa molti anni fa, fin dal suo interrogarsi sul senso sociologico di ciò che caratterizzava i comportamenti umani. Il prossimo 23 maggio, alle ore 19:00, si inaugura a Bari presso lo spazio De.Ma. in via Cardassi la mostra  Remember You, l’esposizione personale di alcuni suoi lavori, ispirati alla pop art e ai suoi studi (relatrice Daniela Porcelli). Un interessantissimo viaggio simbolico tra alchimia, psicologia e sociologia. “ La mia esperienza nasce nell’ambito dell’astrattismo, che inizialmente mi serviva come veicolo anche per tirare fuori le mie emozioni e stati  d’animo del momento, successivamente sono passata all’esplorazione della pop art , provando interesse verso le sue potenzialità unite ad un mio particolare figurativo. Cercavo di dare delle risposte a domande che mi ponevo fin da quando ero bambina, interrogandomi, come faceva anche Warhol, sul senso dell’orientamento che la società che mi circondava assumeva, nei più disparati strati sociali. In tutto ciò intravedevo uno specchio dei meandri interiori dell’umanità. L’arte mi ha aiutato a comprendere che dietro le maschere e i ruoli che ognuno di noi veste ogni giorno, c’è qualcosa di più. Un’essenza pura, che non ha nulla a che vedere con imposizioni, stress o ansia, e che non può essere definita o identificabile con le nostre esperienze passate, stereotipi o educazione ricevuta. Un’ energia pulita che fa capo ha qualcosa di più importante e grande, che dovremmo tutti riscoprire.” Spiega l’ artista, parlando della sua personalissima poetica, che si esprime sulla tela attraverso collage pittorici che raffigurano spesso soggetti di opere d’arte del passato, insieme a simboli o personaggi moderni perfettamente riconoscibili, passando a volte attraverso citazioni alchemiche. Sullo sfondo delle sue opere vi è spesso poi un recupero del percorso intrapreso, una sorta di legame con il significativo preludio artistico del passato legato all’astratto. Un’ arte insomma, che fa del simbolo il suo elemento d’ elezione, ma radicata nella modernità, che rispecchia perfettamente il momento storico molto particolare che stiamo vivendo, quello in cui l’attenzione e il bisogno di spiritualità, sta portando a riconoscere i limiti del modello newtoniano, aprendo la via a nuove meravigliose scoperte scientifiche, e restituendo la dovuta importanza a tematiche esistenziali che erano sempre state appannaggio solo di filosofia e religioni orientali. “ Il più grande regalo che fino ad ora credo di aver ricevuto attraverso la mia arte è la pace interiore, insieme alla compassione verso chi, purtroppo, non è ancora riuscito a compiere quel passo fondamentale che può portare verso la piena consapevolezza e  realizzazione di sé”, conclude l’ artista, illuminata da un sorriso sereno.

Rossella Cea


Pubblicato il 17 Maggio 2024

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