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Renzi: “Se il Pd avesse accettato la candidatura della Bellanova avremmo vinto a mani basse”

Oggi è l’ultimo fine settimana per la campagna elettorale regionale e quella referendaria sulla legge di riforma costituzionale che taglia il numero dei parlamentari previsto nella Costituzione dal 1948. Infatti, il prossimo sabato – come è noto – non potrà essere utilizzato né per la propaganda elettorale delle regionali, né per quella referendaria a favore del “SI” o del “NO” alla riforma, poiché trattasi del giorno che precederà la consultazione e, quindi, riservato – secondo legge – alla pausa di riflessione per gli elettori. Quindi, questo weekend sarà verosimilmente di “fuoco” in Puglia, dove sono attesi molti “big” della politica nazionale (alcuni sono presenti nella nostra regione già da ieri) per sostenere i rispettivi candidati governatore. E che la principale battaglia politica sia quasi esclusivamente quella sul voto delle regionali anche per i “big” nazionali dei partiti è dimostrato dal fatto che finora nessuno di questi (tranne qualche eccezione) nei precedenti appuntamenti pugliesi ha fatto sentire la propria voce sulla questione referendaria, a conferma che quest’ultima è del tutto secondaria rispetto al voto delle regionali, che in tal modo sono state e saranno verosimilmente, per tutte le forze politiche in campo, l’unico vero terreno di scontro anche in quest’ultima settimana di campagna elettorale. Una tornata, questa, che è di per sè insolita per il periodo in cui si tiene ed anche anomala a causa delle limitazioni previste per il Covid ai tradizionali e noti modi di fare campagna elettorale, con sale gremite o piazze piene di pubblico, che però non è stato possibile realizzare per alcuno. Infatti, le poche riunioni od incontri di piazza hanno dovuto tener conto sia degli obblighi previsti per il Covid, che a dire il vero non sempre vengono rispettati perfettamente (distanza minima e mascherina) da tutti i partecipanti, sia delle limitazioni nel numero dei presenti, che è soggetto alla particolarità dei luoghi prescelti per l’incontro. Tra gli appuntamenti politici più attesi di quest’ultimo fine settimana prima del voto, c’è sicuramente la presenza a Bari nel tardo pomeriggio di oggi di due importanti leader del centrosinistra, l’ex premier Matteo Renzi ed il suo ex ministro al Mise, Carlo Calenda, i quali sono stati, in Puglia, fautori di una candidatura di centrosinistra a presidente della Regione alternativa a quella del governatore uscente, Michele Emiliano, che invece è sostenuto dal Pd. Ed a sostegno del proprio candidato governatore di centrosinistra, Ivan Scalfarotto, il leader di “Italia Viva” ha già ieri, venerdì, intervenendo dal palco fiorentino della Leopolda, ha fatto un’anticipazione su ciò che sarà uno dei contenuti del suo discorso barese agli elettori e simpatizzanti della propria formazione politica. Infatti, ha già dichiarato Renzi a Firenze: “Ivan Scalfarotto in Puglia combatte una battaglia di valori e ideali contro Michele Emiliano e Raffaele Fitto. Ci dicono che ci vuole il voto utile”, ma – ha sottolineato l’ex segretario Dem – “c’era un voto utile in Puglia, quello di candidare tutti insieme Teresa Bellanova”, ministro alle Politiche agricole nell’attuale governo giallo-rosso a guida Conte e “che – a detta dello stesso Renzi – avrebbe vinto e consegnato” la regione “saldamente nelle mani del centrosinistra”. Invece, ha sottolineato il leader di Iv, “hanno detto no, per scegliere un populista come Emiliano che ci ha accusato di aver ammazzato i bambini a Taranto, di aver distrutto gli ulivi, che ha bloccato la Tap”. Quindi, ha ribadito l’ex premier, “c’era un voto utile in Puglia, quello a Teresa Bellanova. Ci hanno detto di no e Ivan oggi è in prima linea”. Quindi, come lo stesso Renzi ci ha tenuto a sottolineare nel corso del suo recente intervento alla trasmissione televisiva “L’aria che tira” su “La7”, dove ha affermato: “In Puglia, se perde, perde il Pd che ha candidato Emiliano”, perché “se avessero candidato Teresa Bellanova avrebbe vinto a mani basse e sarebbe stata un’altra storia”. Di diverso avviso, ovviamente, il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, che a distanza ha già risposto a Renzi da Trani, dove è intervenuto, insieme al governatore pugliese uscente Emiliano, a un comizio a sostegno del sindaco uscente, Amedeo Bottaro. Infatti, il segretario Dem e governatore del Lazio ieri a Trani in serata ha dichiarato: “Io spero e penso che Emiliano vincerà le elezioni per il bene dei pugliesi innanzitutto, non per un tema nazionale. Perché se si governa bene, come in questa vostra città, si vive meglio”. In altri termini, Zingaretti ha messo sullo stesso piano il governo della Puglia degli ultimi cinque anni all’Amministrazione comunale uscente di Trani. Ma il segretario del Pd avrebbe dovuto, forse, anche chiedersi: “Ma la Puglia è come Trani?” Probabilmente ci penseranno Renzi e Calenda (ma verosimilmente anche altri!) in questo fine campagna a rispondere a tale interrogativo.

 

Giuseppe Palella

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