Cultura e Spettacoli

Res Extensa, vent’anni nel nome di Tersicore

E’ andato in scena al Nuovo Abeliano ‘Resextensa Calling’, una rassegna di danza che ha visto in scena la forze di tre compagnie

Si dolgano gli assenti. Non era appuntamento da disertare quello di giovedì scorso al Nuovo Abeliano. In cartellone era un’intrigante rassegna : ‘Resextensa Calling’, uno spettacolo allestito da Res Extensa Company Porta d’Oriente, il Centro nazionale di produzione della danza fondato da Elisa Barucchieri. La rassegna ha visto in scena le forze di tre compagnie: Botti du Shcoggiu, Collettivo La Casa Oscura e Collettivo Nanouk, rispettivamente impegnate con ‘Tavolo 19’, ‘Akmé’ e ‘The old man’ (tutte performance in prima regionale). Disegnato e danzato dalla brava Lunella Chierchi, ‘Tavolo 19’ ha il suo embrione nella nostalgia lacerante del passato, tant’è che dopo un’apertura cupissima trovano spazio stralci di video famigliari i quali scorrono forse allo stesso modo in cui (dicono) scorre velocemente il vissuto agli occhi del moribondo. La visione, volutamente frammentaria e disturbata, prelude a un’esplosione rabbiosa, anarchica. Poi, in un clima da incubo che in qualche modo evoca violenze da elettrochoc e letto di contenzione, una ninna remota, lenta e consolatrice s’inerpica nell’aria ad alleviare una pressione pesantissima : Una memoria lieta sembra l’unico antidoto al vuoto di un presente intollerabile. Una performance appassionante, per quanto di non facile fruizione. Altra atmosfera avvolge ‘Akmé’ (di cui nell’immagine un momento), che si avvale di un contributo collettivo : Sabino Barbieri e Nùria Argilés (coreografia e interpretazione), Sabino Barbieri (drammaturgia) e Artemis Danza (co-produzione). Spettacolo dal gesto potente, ai limiti dell’acrobatico, Akmé esplora i limiti dell’umano e ispira la complicità d’amore, sentimento che si fa più intrigante quando attraverso i suoi appassionanti interpreti il movimento assume cadenze evocative o si veste di colori metropolitani. Infine ‘The Old Man’, lavoro che, sostenuto dall’Associazione House of  IVONA, vede autori e interpreti Linda Pasquini, Marianna Basso e Daniel Tosseghini . ‘The Old Man’ di fatto impugna il testimone lasciato dall’iniziale ‘Tavolo 19’ per il fatto di tornare sul tema del tempo e della memoria. Prigioniero del ricordo, un uomo abita a fatica un limbo sospeso tra presente e passato. Solo quando il passato mette giù la maschera, e il Tempo svela la sua inconsistenza, le tre figure si fondono. Allora il movimento, nell’assumere un respiro finalmente corale ed appagante, sembra come chiudere un cerchio. Un lavoro delicato e introspettivo, dal colore intimo, perciò, opportunamente, interpretato senza esuberanza, quasi con un velo di pudore. Nell’insieme, un trittico felicissimo, applaudito senza preferenze e che in modo degno celebra il ventennale di Res Extensa, questa compagnia di danza riconosciuta dal Ministero dei Beni e delle attività Culturali e della Regione Puglia e che con passione, coerenza ed esemplare senso del sacrificio omaggia Tersicore, musa della danza.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 8 Ottobre 2024

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