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La ricaduta della pandemia sulle attività scolastiche, culturali e sportive

Si è svolta in modalità agile una Commissione congiunta della 3^ e 4^ Commissione Consiliare Permanente del Comune di Bari per affrontare argomenti in materia di “Ricaduta delle criticità del sistema sanitario, durante l’emergenza COVID, sulle attività scolastiche, culturali e sportive”.I lavori sono stati condotti dal Presidente della commissione Culture, Giuseppe Cascella che ha introdotto l’illustre presidente Anelli, Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri e dell’Ordine dei Medici della provincia di Bari, dott. Filippo Anelli che si è soffermato a lungo  sulle criticità derivanti dall’emergenza generata dalla diffusione del Covid.All’audizione consiliare congiunta hanno preso parte anche i componenti della commissione Sanità presieduta dal consigliere Giuseppe Neviera.

Il Presidente dalla commissione Culture ha aperto i lavori dichiarando: “Cultura, sport e scuola, materie di competenza della Commissione che presiedo, sono stati i primi settori a subire il colpo di questa esperienza – ha sottolineato Cascella, che ha anche ribadito come nell’ultima settimana si sia verificata un’impennata preoccupante con oltre 9000 casi e un trend medio di 1200 contagi al giorno, con numeri sempre in crescendo per le terapie intensive, senza tener conto dei dati relativi agli ospiti delle Rrsa che fanno terapia intensiva e pre-intensiva. La notizia del vaccino ci rincuora ma ci induce ad essere ancora  più prudenti.  Vanno incrementate  ulteriormente le restrizioni sportive, scolastiche e culturali   proprio nei prossimi  mesi che ci separano dall’arrivo del suddetto vaccino. Non possiamo permetterci di bloccare altri ricoveri, (questa mattina il Professor Vacca mi diceva che dei 44 posti a sua disposizione erano tutti occupati da pazienti COVID due piani 22 per piano). La vera emergenza  non è tanto legata all’espansione dell’infezione, quanto alla possibilità di garantire assistenza a tutti i malati, anche quelli non contagiati da Coronavirus, infine da medico di medicina generale, sostengo che noi medici di famiglia dobbiamo essere messi in condizione di curare i pazienti  per tutte le patologie e non solo Covid, e per questo ritengo che ci dovrebbe essere una task force di medici a parte per evitare che le patologie no Covid possano essere non curate e peggiorare.”

Il presidente Cascella, terminato il suo intervento ha dato la  parola al presidente Neviera che ha dichiarato di essere molto preoccupato e che si augura che l’incontro possa essere in grado chiarire gli innumerevoli quesiti posti dai cittadini.

“La situazione non è piacevole, per il quadro che si va caratterizzando per il numero dei decessi, indicatore che purtroppo continuerà ad aumentare. Gli interventi effettuati sono tesi a tenere conto del sistema sanitario nazionale e regionale e per la tenuta dei pazienti non Covid. Il riferimento del presidente Cascella, al reparto del prof. Vacca è una testimonianza drammatica perché riferita a pazienti con patologie neoplastiche gravissime, con ricadute sull’altra fascia della popolazione. Per queste motivazioni, il sistema non può assistere solo malati Covid, ma deve essere tarato per assistere sia i pazienti Covid sia tutti gli altri. Se la curva non diminuisce, la preoccupazione dei medici è che non ci saranno più posti per curare tutti in maniera adeguata. È comprensibile che la richiesta di zona rossa metta in crisi una comunità, ma è necessario un intervento drastico e immediato. La situazione nella nostra regione  è di una sanità in guerra – vedasi l’ospedale da campo che è stato allestito a Barletta, che porterà alla scelta nella priorità di trattamento. D’intesa con gli anestesisti ci si è dati delle regole per trattare i pazienti nel caso in cui non ci dovessero essere più risorse. Non si vorrebbe assistere a quanto accaduto a Bergamo. Condivido la proposta del Presidente Emiliano che ha richiesto la zona rossa per la BAT e Foggia; è un provvedimento saggio, data la situazione, e ritengo che andrebbe richiesta anche per la città di Bari. Nelle prime due settimane i dati si sono raddoppiati e questo non è un buon segnale, di contro in Italia sembra esserci una deflessione, seppur lenta. Il grave problema sarà dopo Natale con l’insorgere dell’influenza e a quel punto, il sistema sanitario non terrà – ha dichiarato il Dott. Anelli”.

Il Presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Bari, ascoltati i diversi quesiti posti dai consiglieri comunali presenti, ha sottolineato le notevoli difficoltà che attualmente sta affrontando il Dipartimento di prevenzione perchè l’organizzazione era stata pensata per un’assistenza ordinaria, mentre adesso la situazione ha un carico straordinario, a dir poco abnorme e pertanto l’organizzazione è andata in crisi. “Nel rapporto con i medici di famiglia, alcune cose potrebbero essere migliorate. Attualmente il sistema è farraginoso. Attualmente il cittadino che ha avuto contatti con un positivo viene segnalato al Dipartimento, che provvede al tracciamento con successivo provvedimento di quarantena. Questa procedura potrebbe essere demandata ai medici di famiglia, abbreviando i tempi. Anche la prenotazione dei tamponi potrebbe essere messa a disposizione dei medici, snellendo le prenotazioni. Altra questione riguarda le USCA, che soprattutto durante l’estate sono state utilizzate per fare i tamponi, tracciamento, ecc. di contro allo stato attuale quel personale serve per tornare a fare assistenza domiciliare. Sarebbe opportuno impiegare i neolaureati per le attività di tracciamento e per fare i tamponi, o di effettuare i tirocini nel Dipartimento, servirebbe ad alleggerire il sistema. Fondamentale sarebbe istituire una cabina di regia con gli addetti al lavoro, da persone che sono coinvolte quotidianamente nei processi assistenziali. Altro importante fattore sarebbe il coinvolgimento dei Sindaci, nodo strategico fondamentale. L’Ordine della provincia di Bari ha stipulato un protocollo d’intesa con tutti i Sindaci. Valido esempio è Bari, dove all’interno del COC, è presente un esponente dell’Ordine, con una forte interazione tra i componenti. Per quanto attiene alla scuola, fermo restando la funzione importante, se manca un sistema di tracciamento valido, e vi è un caso di contagio, il sistema entra in crisi, pur dando merito ai presidi del grande lavoro svolto all’interno degli istituti. Sono stati anche stanziati 240 milioni in periodo precedente al Covid  per la diagnostica. Oltre che di strumenti, bisognerebbe dotare gli studi medici di famiglia di infermieri, per il funzionamento delle apparecchiature e di personale di segreteria. Tutto ciò alleggerirebbe il medico di base da ulteriori aggravi. La medicina generale è stata abbandonata a se stessa e mai potenziata. È  necessario un investimento vero sulla sanità del territorio. L’obiettivo del Governo è l’utilizzo dei fondi del recovery fund e attuare una riforma vera della medicina generale, dove riunire le varie professioni in un posto adeguato per offrire risposte ai cittadini”.Il dott. Anelli ha ribadito che al momento la soluzione è il lockdown. Nelle regioni che hanno istituito la zona rossa, la curva è in lieve discesa.

Marina Basile

 

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