Riccardo, lo schiaffo allo stereotipo
Da stasera a domenica 15 sarà in cartellone al Piccinni un allestimento di ‘Riccardo III’ diretto da Antonio Latella

‘Misurarsi’ con una figura come quella di Riccardo III è diventato oggi prodigio di equilibrismo prossimo allo stesso esercizio di prudenza e coraggio cui è chiamato un artificiere alle prese con una bomba d’aereo inesplosa. Rappresentare l’ultimo sovrano d’Inghilterra di casa York come descritto da Shakespeare (e come confermato – sembra – dal recente ritrovamento dei resti del sovrano), vuol dire esporsi agli infiniti strali mediatici pronti ad essere scagliati da un popolo di intransigenti, accecati da un’idea ossessiva e censoria del ‘politicamente corretto’. E vuol dire pure tenere il sacco al più vieto luogo comune, quello che vuole la malvagità abbinata alla deformità (‘Guardati dai segnati da Dio’, si diceva ad alta voce ieri, e ancora oggi si sussurra). Allora via, si faccia tabula rasa di scoliosi, gobbe, arti atrofizzati e andature zoppicanti e si ‘vesta’ il vilipeso monarca addirittura della bellezza. E’ quanto fa Antonio Latella nel suo ‘Riccardo III’, che da stasera a domenica sarà in cartellone al Piccinni nell’ambito di Umano Collettivo, la stagione di prosa 2025/2026. Tirando uno schiaffo allo stereotipo, il teatrante campano si affida all’eleganza del gesto e della postura impeccabile di Vinicio Marchioni, teatrante romano che non ha bisogno di presentazioni. Giustamente. La storia insegna che il Male è trasformista e mimetico, fuorviante e ingannatore, puparo e narcisista ; solo evitando di venire allo scoperto, può subornare le sue vittime e trarne profitto (fosse vicino ad un mostro, l’Anticristo troverebbe come agire nascondendosi dietro più rassicurante figura). Coerentemente con tale approccio, Atella fugge pure ambientazioni di maniera e al facile senso di cupezza che esprime un castello cadente preferisce la solarità di un giardino, anche se in realtà si tratta della rappresentazione del camposanto dove troveranno sepoltura le persone massacrate da Riccardo ; scene di Annalisa Zaccheria. Anche i costumi ribadiscono questa impostazione : Invece che di scuro, Riccardo veste di bianco e i personaggi che gli orbitano attorno sfolgorano di colore (costumi di Simona D’amico). Si annuncia uno spettacolo di qualità in cui si coniugano innovazione e spunti originali. In una parola, uno spettacolo ambizioso, come ambizioso oltre ogni limite è il suo bieco protagonista. L’adattamento, dello stesso Latella e di Federico Bellini (di quest’ultimo la traduzione), riduce l’opera a due atti di complessivi 155’ impegnando complessivamente undici interpreti : Silvia Ajelli, Anna Coppola, Flavio Capuzzo Dolcetta, Sebastian Luque Herrera, Luca Ingravalle, Giulia Mazzarino, Candida Nieri, Stefano Patti, Annibale Pavone e Andrea Sorrentino. Drammaturgia : Linda Dalisi ; musica e suono : Franco Visioli ; assistenza alla regia e movimento scenico : Alessio Maria Romano.
Italo Interesse
Pubblicato il 11 Febbraio 2026



