Riconfermato il bitontino Gennaro Sicolo alla presidenza
Assemblea elettiva di Cia-Puglia. Nella relazione ai delegati evidenziato come la regione resti leader nazionale nel comparto, ma con diverse criticità ancora da affrontare e risolvere

L’assemblea regionale di “Cia-Agricoltori italiani”, svoltasi ieri in un hotel alle porte di Bari, ha confermato il bitontino Gennaro Sicolo per altri quattro anni alla guida pugliese dell’organizzazione di categoria fondata dal socialista partenopeo Giuseppe Avolio nel 1977. Sicolo, che è anche uno dei vice presidenti nazionali di Cia e presidente del consorzio “Italia olivicola”, è stato rieletto per acclamazione, al termine dell’assemblea elettiva di “Cia-Puglia” con la quale sono stati anche rinnovati tutti gli organismi dirigenti regionali dell’organizzazione. Il riconfermato presidente nella sua relazione all’assemblea ha effettuato una disamina approfondita sullo stato dell’agricoltura pugliese, con l’indicazione di prospettive e necessità per sostenere il comparto in uno dei momenti storici più difficili degli ultimi anni, poiché caratterizzati da un’impennata dei costi di produzione, a causa delle diverse guerre che hanno destabilizzano anche il quadro internazionale dei traffici commerciali.
La Puglia, secondo quanto riferito da Sicolo, si conferma una delle cinque regioni italiane più importanti per il comparto Primario, poichè esprime il 25% del Pil pugliese, restando così la regione leader in Italia nel comparto agricolo, sia per il valore complessivo della produzione, che ammonta a circa 4,4 miliardi annui, che per il numero di aziende e occupati, che rappresentano l’8,4% dell’intera forza lavoro della Puglia. Nonostante questi dati molto positivi, l’Agricoltura pugliese presenta diverse criticità, a cominciare dal fatto negli ultimi 10 anni ha perso un terzo delle sue imprese agricole. Un altro punto debole del settore primario pugliese è rappresentato dalla carenza di manodopera. Infatti, ha rilevato inoltre il riconfermato presidente di Cia-Puglia, nella nostra regione si registra uno scarso ricambio generazionale, poichè solo il 6,8% dei capi d’azienda ha meno di 40 anni d’età, contro una media nazionale del 9,5%. La propensione agli investimenti è ancora bassa, anche per le difficoltà di accesso al credito.
Quindi, per Sicolo, “Occorre incentivare la trasformazione dei prodotti, le filiere corte, gli agriturismi e la multifunzionalità in agricoltura, perché diversificano e ampliano le fonti di reddito delle aziende agricole, creano innovazione e occupazione qualificata”. Il presidente pugliese di Cia ha anche rilevato che “la Puglia produce il 51% dell’olio d’oliva italiano, ma esporta 4 volte di meno della Toscana”. E per Sicolo “questo significa che c’è un enorme possibilità di ulteriore sviluppo per l’olivicoltura, con un impegno che passa anche dal ripristino del potenziale produttivo nelle zone colpite dalla Xylella”. Però, “per bloccare definitivamente la diffusione del batterio, completare il ciclo dei reimpianti e lasciarci alle spalle 13 anni di difficoltà – per Sicolo – serve un “Piano olivicolo” pienamente operativo e, in aggiunta, un commissario e un piano straordinario anti-Xylella, che investa 2 miliardi per ricerca scientifica, prevenzione, contrasto e reimpianti”. Ma oltre alla “questione Xylella”, in Puglia il comparto agricolo presenta altre importanti problematiche. Infatti, a preoccupare i produttori agricoli pugliesi, per Sicolo, sono anche i continui eventi calamitosi causati dai cambiamenti climatici ed un’insufficiente manutenzione del territorio.
L’operatività della Cun per il grano e delle misure di Granaio Italia, su cui la Cia ha condotto una battaglia serrata, sono un primo e importante passo. Però, ha rilevato ancora Sicolo nella sua relazione ai delegati territoriali di Cia-Puglia, per il rilancio della cerealicoltura il lavoro da fare è ancora tantissimo, in quanto servono meccanismi di controllo, trasparenza e tracciabilità, che tutelino e possano valorizzare il lavoro dei cerealicoltori pugliese ed italiani. Per i prodotti di tutte le filiere, restano fortemente squilibrati i rapporti di forza e la distribuzione della catena del valore, a tutto vantaggio della Gdo (grande distribuzione organizzata). Inoltre, ha osservato Sicolo, gli ulteriori recenti tagli alla Pac (Politica agricola comunitaria) e il via libera al Mercosur, creeranno all’agricoltura pugliese nuove difficoltà e problemi enormi da risolvere. Un’altra “questione” ancora aperta per il mondo rurale pugliese è quella gestione dell’acqua e del fabbisogno irriguo, per le quali – ha osservato ancora il rieletto presidente di Cia-Puglia – servono una visione strategica, infrastrutture e manutenzione del territorio che chiamano in causa gli ex Consorzi commissariati e la piena operatività del Consorzio unico Centro-sud Puglia.
E, per fortuna, le piogge persistenti degli ultimi mesi sembrano scongiurare la drammatica crisi idrica del 2025. Sulla nota contribuzione obbligatoria (ndr – contributo 630) agli ex Consorzi di bonifica, Cia Puglia sostiene da tempo la necessità di un saldo e stralcio per le cartelle pregresse e l’attuazione di nuovi piani di bonifica e di classifica. Infatti, ha affermato Sicolo, “serve grande attenzione sui cambiamenti climatici, sulle opere di riassetto idrogeologico, sulla manutenzione dei corsi d’acqua e la pulizia dei canali. Poiché quanto accaduto in questi ultimi giorni in tutta la Puglia, con allagamenti, frane, strade e ponti che cedono è inaccettabile. Pertanto, la Cia-Puglia a trazione Sicolo auspica che la questione dei cambiamenti climatici e dei sempre più frequenti eventi calamitosi venga affrontata in modo strutturale. Il presidente Sicolo ha concluso la sua relazione all’assemblea elettiva di Cia-Puglia sostenendo che l’organizzazione da lui rappresentata è favore delle energie rinnovabili, a patto che non sottraggano spazio alle colture.
Esprimendo, in tal senso, soddisfazione per l’accoglimento delle proposte dell’organizzazione su tale questione da parte della Regione Puglia. L’Ufficio legislativo di Cia-Puglia – ha evidenziato Sicolo – ha fatto un ottimo lavoro anche sulla questione dei rifiuti abbandonati illecitamente nelle campagne a danno degli agricoltori, però servono risorse per le bonifiche. In fine, la situazione delle strade rurali, spesso disastrate, contribuisce ad aumentare l’isolamento di queste aree, che sono di frequente prese di mira da una criminalità sempre più feroce. Pertanto, anche la sicurezza nelle campagne va rafforzata, così come il welfare e la sanità territoriale per le aree rurali. Temi e problemi, questi evocati da Sicolo su cui “Cia-Puglia – ha assicurato il presidente – non mollerà di un centimetro”. Con l’auspicio, ovviamente, che tali battaglie possano essere vinte.
Giuseppe Palella
Pubblicato il 3 Aprile 2026



