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Ridare il giusto valore al cibo

Dare o meglio ridare il giusto valore al cibo. E’ lo scopo di “slow food”. Il Quotidiano ha intervistato il Presidente barese di slow food, dottor Leonardo Manganelli.

Presidente Manganelli, letteralmente “slow food” significa cibo lento…

“La traduzione in effetti è quella e a livello di idea e concetto parte come forma di contrasto al fast food. A nostro parere la lentezza a tavola, che non è pigrizia, va difesa e protetta. E’ una buona norma assaporare, valorizzare, esaltare i cibi, i sapori, le tradizioni. Un pranzo veloce e in piedi non lo permette “.

Che cosa intende dire?

“Che slow food è difesa dei sapori di una volta, dei territori e delle tradizioni locali. Slow food è saggia protezione dell’ambiente e del concetto di sostenibilità che vale a tavola. Quando si parla, correttamente di protezione del creato, bisogna ricordare che occorre partire proprio dal mangiare”.

Esistono ristoranti slow food, tanto che se ne fa una guida assieme ai vini…

“Noi parliamo non di ristoranti, ma di osterie, meglio ancora cantine secondo la etimologia corretta. A Bari ce ne sono alcune di grande pregio, penso a Perbacco, Est, Le travi a Bari Vecchia, gelose e ottime barriere difensive della tradizione e del mangiare locale. Chiedo scusa se ho dimenticato qualcuna”.

Il consumatore va educato?

“Certo, occorre una rinnovata sapienza alimentare. Ad esempio gli ipermercati non aiutano in questa dimensione, non svolgono una funzione di tutela ambientale, perchè le loro merci arrivano da lontano, bisogna invitare ad un consumo responsabile e consapevole. Penso ad esempio alla carne”.

La carne?

“Se ne consuma troppa. Un uso corretto e intonato alla difesa dell’ ambiente ci deve portare a cibarci moderatamente di animali liberi e non in cattività, una volta alla settimana come si faceva prima. Oggi ne mangiamo troppa e di provenienza non sempre adeguata. A nostro avviso occorre sempre incentivare il cibo del posto. Uso locale e non quell’abusata e non vera espressione a chilometro zero. Occorre in tutti i settori alimentari vivere e degustare in modo slow, una modalità consapevole, genuina e fedele alle sane tradizioni locali”.

Bruno Volpe

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