Rifiuti, la Puglia rafforza la strategia contro gli abbandoni illeciti
Ciliento: "Continuiamo a unire forze e competenze". Al via anche l'aggiornamento del Piano regionale Amianto

Pianificare “azioni che siano sempre più incisive contro l’abbandono illecito dei rifiuti e per il controllo del territorio” e “lavorare sull’aggiornamento del Piano regionale Amianto che risale al 2012”, sia per mappare il territorio sia per testare lo stato dei manufatti già censiti ovvero la loro integrità a seguito di interventi di contenimento effettuati negli anni scorsi. Sono questi i principali obiettivi della cabina di regia, prevista nell’Accordo di Programma Quadro ‘Tutela ambientale’, che si è riunita ieri su iniziativa dell’assessora regionale all’Ambiente e al Clima della Puglia, Debora Ciliento.
Hanno partecipato rappresentanti della Legione Carabinieri Puglia, del Comando Carabinieri Forestali Puglia e dei Carabinieri del Noe di Bari e Lecce, del Comando Regionale della Guardia di Finanza, del Cnr e di Arpa Puglia. L’Accordo di Programma Quadro attualmente in vigore è stato firmato a marzo 2025, ha durata di 3 anni ed è finanziato con risorse derivanti dalla riscossione dell’ecotassa.
L’Accordo valorizza strumenti operativi quali il software Perimsiti, finalizzato alla perimetrazione dei siti oggetto di abbandono, alla circolarità delle informazioni tra le istituzioni coinvolte e al supporto delle attività di verifica, rimozione e quantificazione dei rifiuti illecitamente smaltiti. Dopo l’aggiornamento stabilito nell’ambito della cabina di regia “potremo avanzare richiesta di risorse ministeriali da destinare alla rimozione e riqualificazione” ha spiegato l’assessora Ciliento. Altra azione ritenuta “prioritaria” è la messa a sistema dei dati, per avere database aggiornati e rapidamente consultabili.
“Dobbiamo lavorare insieme perché abbiamo l’obiettivo comune di tutelare la natura e la salute dei cittadini ma soprattutto di riportare la legalità – ha aggiunto l’assessora -. Questa Cabina affronta il grande fenomeno di illegalità legato al traffico e allo smaltimento delle ecoballe, ma anche il diffuso fenomeno dell’abbandono dei rifiuti da parte dei privati a bordo strada o nelle campagne. Dobbiamo capire dove avviene il corto circuito, se è un problema di sensibilizzazione ed educazione, su cui questo assessorato investe tanto, o se è il sintomo di un malcontento che allora dobbiamo decodificare e risolvere”.
Pubblicato il 1 Agosto 2026



