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Riflessioni a posteriori sulla visita del Pontefice con il teologo don Nicola Bux

E’ passato circa un mese dalla visita del Santo Padre a Bari, una giornata di preghiera per la pace in Medio Oriente.  Un incontro che, come ben si sa, ha avuto un grande risalto mediatico a livello internazionale. Quali sono stati i suoi effetti da un punto di vista spirituale? Il parere del noto teologo Don Nicola Bux.

Qual è il Suo giudizio su tutto l’evento, la visita, il momento di preghiera, l’incontro fra i vari Patriarchi nella Basilica di San Nicola? Ecco, come valuta tutto questo momento di incontro?

<<Ho visto le foto, quella del Papa inginocchiato alla tomba del Santo, in raccoglimento, e poi l’altra, del tavolo circolare, simile a quello del consiglio di sicurezza dell’ONU, al centro della Basilica (che era stata sgomberata da tutti i banchi), intorno al quale si sono radunati i patriarchi orientali. Domando: si può ottenere la pace attorno a un tavolo, imitando i grandi della politica? Pesa il monito di Cristo: la mia pace non è come quella che dà il mondo.

Poi, si è tenuta la preghiera pubblica sulla rotonda del lungomare, dove i patriarchi sono intervenuti a turno recitando brani e formule, a cui i presenti hanno cercato di rispondere. In verità, c’è chi ha osservato che i fedeli rispondevano più con gli applausi che con le preghiere…Si è notata l’astensione dalla preghiera del delegato russo, a motivo del contenzioso che oppone il patriarcato di Mosca a quello di Costantinopoli. I cristiani dovranno fare ancora un lungo cammino per raggiungere l’unione al loro interno, affinché possano essere credibili quando la esibiscono all’esterno>>.

 

Si è parlato diffusamente del concetto di ecumenismo, e lo ha fatto anche, improvvisandosi teologo, il Sindaco di Bari Antonio Decaro. Ma nell’essenza, ci spiega da un punto di vista religioso il concetto di ecumenismo? E come è da intendersi la figura di San Nicola? Qualcuno, secondo Lei, ha travisato il messaggio del Santo?

<<L’ecumenismo è un termine entrato nel linguaggio religioso, per significare il cammino dei cristiani attualmente separati, verso il recupero delle verità di fede, al fine di tornare uniti. Il Sindaco di Bari va compreso, perché probabilmente non sapeva quello che diceva; forse le sue dichiarazioni erano dettate da  motivi campanilistici. In questo campo, conviene essere equilibrati e parlare con cognizione di causa. Negli ultimi decenni si è assistito ad una trasformazione, più che altro, deformazione, della figura di San Nicola. Dagli studi svolti fino ad oggi, in specie dal domenicano Gerardo Cioffari, si sa poco di San Nicola, anche perché non abbiamo suoi scritti né fonti a lui coeve, ma di qualche secolo posteriori.  Abbiamo però alcuni dati storici, da cui si ricava che il Santo è storicamente esistito: si tratta un vescovo vissuto a cavallo tra terzo e quarto secolo, ossia il periodo tra le persecuzioni di Diocleziano e quello dell’imperatore Costantino il Grande. Dai racconti – per esempio,della liberazione dei tre ufficiali e della provvista di grano a Mira, – si deduce che il Santo avesse un carattere mite ma severo. Se non si vuol credere allo schiaffo dato ad Ario, la sua partecipazione al concilio di Nicea e la sua incarcerazione a motivo della opposizione all’eresia ariana, dimostrano che era lontano da comportamenti della serie: a ciascuno la sua verità, perché la verità oggettiva non esiste. Se così fosse, sarebbe una caricatura ritenerlo patrono dell’ecumenismo. Era un uomo di fede, prima di tutto, fede sicura, apostolica e cattolica, aderente al Credo, che ricevette la prima formulazione proprio nel concilio di Nicea. Quindi, non era ben visto da altri vescovi ariani, molti all’epoca: era, si direbbe oggi, il contrario di un “buonista”, tanto è vero che i colleghi vescovi lo fecero privare delle sue insegne dall’autorità imperiale.

Allora, dire che San Nicola è il Santo dell’ecumenismo, ed altro, è un anacronismo: sarebbe più corretto dire che San Nicola, santo Orientale,  è stato portato provvidenzialmente in Occidente, al fine di tenere desta – come disse san Giovanni Paolo II a Bari nel 1984 – la nostalgia dell’unione. Infatti, Bari è diventata un luogo di pellegrinaggio dei cristiani orientali, principalmente i russi che venerano San Nicola, a differenza dei greci che hanno ignorato la traslazione, poiché si sono sentiti in certo senso privati delle reliquie, perché l’Asia minore, nell’XI secolo era nell’impero bizantino, sebbene in condizioni precarie per le progressive invasioni islamiche. Non bisogna,dunque, strumentalizzare la figura di questo Santo – stiano attenti gli ecclesiastici – facendola diventare un antesignano di qualche cosa che oggi assomiglia molto al relativismo religioso e morale, quasi che egli ne sia il patrono. Spesso la parola ecumenismo è usata come sinonimo di “relativismo”, ma è concetto assolutamente estraneo al movimento dell’unione dei cristiani.

Piero Ferrarese

 

 

 

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