Rino aveva la ‘febbre’
Due giorni fa, a Bari, nella casa in cui era nato e vissuto, si è spento Rino Bizzarro, poeta, attore, drammaturgo e animatore culturale

Si è detto tutto in questi ultimi due giorni del poeta, dell’attore, del drammaturgo e dell’animatore culturale che fu il nostro Rino Bizzarro (era nato a Bari il 23 luglio 1946). Poco si è detto invece dell’uomo. Figura umile, affabile e disinteressata, Rino aveva il dono principale di trasmettere ‘passione’. Per l’arte scenica in primo luogo e in subordine per i valori della Terra Madre. Chi scrive parla a ragion veduta. Per molti anni ho avuto l’onore, insieme ad altri, di essere in palcoscenico con lui a condividere – senza alcun rimpianto – ricavi magri e sforzi persino disperati. Ma a ripagare tutti, dal tecnico al più giovane degli interpreti, era questa sua ‘passione’ per la Bellezza, questa religione del teatro, questo ‘sacro fuoco’ che egli avvertiva più di tutti e di cui si faceva benefico ‘untore’. Prima o poi questo contagio toccava a chiunque avesse messo piede in compagnia, con modalità diverse a seconda delle circostanze, del colore dell’empatia che si stabiliva con lui e della personale condizione. Io fui toccato da questa ‘febbre’ nel corso dell’allestimento di ‘Toto, stai qua?’, un lavoro del 1981 che segnò il mio debutto in palcoscenico. Durante la prova di una scena, nella vecchia sede di via Quarto, Rino osservò che eravamo “mal dislocati”. Per cui cominciò a disporci diversamente : Vito per piacere un po’ più destra, Anna bene così, Koblan un passo indietro, Vito appena appena più avanti… Restavo io. Dopo una veloce riflessione, Rino mi prese per un braccio per portarmi dove diceva lui. Non vi riuscì, mi ero fermato. E sì perché lui, preso dalla ‘passione’, senza accorgersene mi aveva stretto il braccio in una morsa quasi dolorosa e di cui mai l’avrei ritenuto capace ; Rino era tutt’altro che un energumeno e non sapeva cosa fosse un gesto spropositato. Affettuosamente lo pregai : Scusa Rino… Lo vidi mutare espressione, venir fuori come da un sogno e spalancare gli occhi : Oh, scusa tu, Italo… Mi sorrise con fare cameratesco e lasciò andare la presa mentre da solo, un po’ frastornato devo dire, andavo ad occupare il posto a me assegnato. Il resto sfuma nella vaghezza della memoria. Ricordo solo che quella sensazione di dita strette ad artiglio poco sopra il gomito mi accompagnò fino a sera. Solo più avanti compresi : Rino quella sera aveva la ‘febbre’ e me l’aveva trasmessa. Ci arrivai quando, abbandonata la vita (ovviamente ‘appassionante’) di una compagnia di giro, mi ritrovai restituito al posto da cui egli, a suo modo ‘pescatore’ di uomini, mi aveva strappato : la platea. Non sussistevano più, però le condizioni di partenza. Da comune spettatore che ero stato, ancora adesso siedo in platea nei panni di un ‘appassionato’ cronista. Nel bene o nel male, questo lo stabiliscano gli altri, sono rimasto febbricitante. Caro Rino…
Italo Interesse
Pubblicato il 13 Febbraio 2026



