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Rinviato l’incontro al Policlinico: la sanità pubblica volta le spalle ai paraplegici

Ieri si doveva tornare a discutere il rilancio di quel reparto che rappresentava una 'eccellenza' a Bari

Dopo il rinvio del tavolo fissato per ieri mattina con i vertici dell’azienda consorziale Policlinico, per riprendere il discorso sull’unità spinale unipolare, si torna a parlare di totale fallimento nei confronti delle attese di pazienti con lesione del midollo spinale. Gianni Romito, rappresentante delle associazioni che raccolgono famigliari e sofferenti, da anni è in prima linea per far rivivere nel Policlinico un punto di riferimento non solo a livello regionale. E invece dal periodo post/pandemia l’unità spinale è stata trasferita in un reparto con una mezza dozzina di posti letto situata in un corridoio dell’ortopedia con ambulatori all’ex banca del sangue: una struttura praticamente inaccessibile, priva di bagni attrezzati e non idonea ai pazienti in carrozzina. E ieri, come detto all’inizio, una rappresentanza delle persone con lesione midollare doveva incontrare e discutere con direttore generale e direttore sanitario del Consorziale Policlinico di Bari per avere finalmente risposte <<chiare e concrete>> sulla riattivazione del reparto. E adesso, dopo che l’appuntamento è saltato per rinvio ‘a data da destinarsi’, la sensazione è che non esista una strategia di condivisione fra la struttura ospedaliera e il territorio. Da una indagine svolta addirittura una decina di anni fa dall’associazione ‘Apate’ di Gianni Romito, fra pazienti para-tetraplegici (miolesi) da lesione midollo spinale pugliesi, all’unità spinale unipolare del Policlinico di Bari, emergeva che non esisteva alcun coordinamento Istituzionale tra il reparto e le altre unità specialistiche. Con l’amministrazione sanitaria pubblica eternamente assente, su problemi così gravi, ieri come oggi. E già nel lontano 2013 le persone Para-Tetraplegiche richiedevano invano un incontro all’assessore alla sanità dell’epoca, Elena Gentile, proprio per informare su come venivano usati e a chi girati i fondi per i progetti inerenti alle patologie dei mielolesi. Ma né dall’esecutivo regionale affidato a Nichi Vendola, né tanto meno da chi è venuto dopo, sono giunte risposte: un silenzio che conferma la totale indifferenza alle problematiche delle persone para-tetraplegici da lesione midollare in Puglia. Un silenzio che ricopre ancor più di vergogna persone e personaggi che avevano promesso ben altro, quando sono entrate nelle stanze dei bottoni della sanità pugliese, negli ultimi vent’anni.

Francesco De Martino


Pubblicato il 15 Febbraio 2024

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