Cronaca

Rischio idrogeologico: ora tutti chiedono più risorse per il territorio

Ci sono voluti i torrenti di fango e i poveri morti di Ischia per risvegliare l’attenzione sugli ‘stupri’ del cemento sulla natura e sull’ambiente. E in Puglia non va certo meglio. “Nella prossima legge di bilancio bisognerà tenere conto del problema relativo al dissesto idrogeologico, affinché vengano destinate più risorse che siano dedicate, in particolar modo, alla pulizia dei canali e dei boschi”, afferma il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Renato Perrini. Pronto pure ad annunciare la presentazione d’un emendamento a riguardo. “In tal senso è opportuno sapere se l’assessore all’Assetto del territorio, Maraschio, è in contatto con i Comuni che stanno lavorando sui Pug per sapere se questi stanno prestando le dovute attenzioni al tema del dissesto idrogeologico dei territori di loro competenza, specie per quel che riguarda il rilascio delle concessioni edilizie. Perché sia la Regione Puglia che i Comuni sono ormai chiamati ad attualizzare i piani relativi al contrasto del dissesto idrogeologico e ad aumentare i controlli in modo capillare. Il clima sta cambiando repentinamente, le condizioni metereologiche ci mettono di fronte sistematicamente di fronte a eventi avversi di violenta portata, inimmaginabili fino a qualche anno fa, ma con i quali, ormai, dobbiamo imparare a convivere. La prevenzione, quindi, è fondamentale per evitare catastrofi che possano mietere vite umane e provocare ingenti danni. Intervenire sui territori pugliesi a rischio e farlo con stanziamenti di risorse congrui alla soluzione dei problemi è un atto dovuto che la Regione deve porre in essere con celerità. In tal senso, chiedo che si presti attenzione anche alla provincia di Taranto. Perché se è vero che, da un lato, ci sono territori pugliesi dal conclamato dissesto idrogeologico, è altrettanto opportuno non sottovalutare né tralasciare nessun aspetto di rischio anche in quei territori dove, in caso di fenomeni metereologici disastrosi, si potrebbero verificare danni catastrofici”, conclude Perrini.  Eppure solo pochi mesi, all’inizio di quest’anno, la Regione stanziava circa 38 milioni di euro per finanziare un centinaio di interventi di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, di messa in sicurezza di edifici e viabilità. Il 2022 apriva il varco un fiume di soldi -per fortuna non di fango…- approvato dalla Giunta su indirizzo dello stesso Emiliano. Insomma, ingenti somme d’intesa col Commissario di governo per contrastare -come detto – il dissesto idrogeologico in Puglia. Nel dettaglio, alla Città metropolitana di Bari sono stati finanziati lavori per 150mila euro all’Auditorium comunale di Locorotondo, oltre a 270 mila euro per il cavalcavia di Via Lezzi a Noci e 130 mila euro a Polignano a Mare per la manutenzione straordinaria del campanile del Palazzo dell’Orologio. Ma in attesa di vedere terminati i lavori anche nella provincia Barletta-Andria-Trani per 300mila al Comune di Minervino Murge (messa in sicurezza della Villa Faro) e in provincia di Brindisi, a Cellino San Marco per la manutenzione straordinaria degli alloggi “ex Macello” e a Villa Castelli per ripristinare le strade danneggiate dalle calamità naturali. La fetta più grossa dei fondi regionali dirottati ai comuni e province in provincia di Foggia, con decine di lavori e interventi tra immobili e scuole fatiscenti, ma soprattutto per decine di strade comunali in cattivo stato di manutenzione. E quindi a rischio calamità naturali come per la scuola elementare “Frassati” di Via Ascoli e 150 mila euro per l’impermeabilizzazione della copertura a terrazzo del complesso Scuola secondaria di primo grado; a Rocchetta Sant’Antonio, per il muro di contenimento della strada vicinale “Fontana d’uva” e 150 mila euro per l’immobile denominato ex Chiesa di San Giovanni. E tanto altro.

Antonio De Luigi


Pubblicato il 1 Dicembre 2022

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