Cultura e Spettacoli

Risvegliare i borghi antichi

Un po’ dappertutto si cerca di svegliare i borghi antichi dal torpore in cui sono caduti. Domani ci provano a Carovigno (nell’immagine, uno scorcio del rione Terra, la parte antica di questo comune del brindisino).  ‘Bellofatto’ vuol essere un tour tra briganti, abitanti e bristoranti (sic). Voluto da Vito Carenza, patrocinato dal Comune di Carovigno e da ‘Mordi la Puglia’ col sostegno dell’Istituto Brandi-Morelli, di Iolanda Cito e di Vito Pizzolante, l’evento mira a condurre turisti e visitatori lungo un percorso cittadino alla riscoperta delle bellezze architettoniche e della storia locale. Giovani studenti contraddistinti da una coppola colorata saranno le ‘enfatiche’ guide di questo tour che si concluderà in un ristorante del posto per una degustazione di polpette ‘di tradizione’(l’appuntamento è mercoledì 1 maggio alle 10:30 nell’atrio del Castello di Carovigno ; info ; 3317269066). Ciò detto, perché questa iniziativa si chiama Bellofatto? Carovigno ha spesso dato i natali a figure che amavano andare in controtendenza. Specie nel periodo immediatamente postunitario. Celebri sono rimasti personaggi come Giuseppe Nicola Laveneziana, altrimenti noto come Lu Figghiu di lu rRe, e Giuseppe Valente, alias Nenna Nenna, i quali tra il 1862 e il 1863 guidarono formazioni di ‘resistenti’ contro le forze del neonato Regno d’Italia. Tra i tanti altri insorti di cui si conserva qualche traccia ci fu pure Oronzo Barco, detto Bellofatto, Costui, contadino 27enne, nel novembre del 1862 venne accusato dell’uccisione di tale Oronzo Felice Vincenti per una faccenda di giornate di lavoro non pagate. Per evitare il rigore della Giustizia il Barco si rifugiò nella stalla di Luigi Brandi. E lì pernottava la notte del 21 novembre quando le forze del Sergente Romano, del quale erano luogotenenti sia il Laveneziana che Nenna Nenna, invasero il paese. Sentito rumore di spari, Bellofatto si portò in piazza, dove il Laveneziana, riconosciutolo, l’obbligò ad arruolarsi. Ma il Nostro restò poco ‘in servizio’. Quando il piccolo esercito del Romano l’1 dicembre subì un pesantissimo rovescio alla masseria Monaci, posta tra Noci, Alberobello e Mottola, la maggior parte dei superstiti abbandonò la lotta. Oronzo Barco fu tra questi. Raggiunta San Vito dei Normanni, si costituì. Venne poi condannato dalla Corte d’Assise di Bari a venti anni di lavori forzati e cinque di “sorveglianza speciale”. E gli altri? Giuseppe Valente venne catturato a Lecce il 22 dicembre, per essere poi condannato ai lavori forzati a vita. Il Laveneziana cadde insieme al Romano nello scontro nel bosco di vallata, nel gioiese, del 5 gennaio 1863. Per la cronaca, si ha notizia di altri due carovignesi coinvolti in quei fatti sanguinosi : Francesco Esposito e Vincenzo Palmisano. Carovigno, però, non diede vita solo uomini di guerra nell’Ottocento. Negli stessi anni in cui il Mezzogiorno d’Italia conosceva la guerra civile, Salvatore Morelli metteva in luce il suo talento di scrittore e giornalista. Di lì a poco si sarebbe distinto durante la carriera parlamentare per la strenua difesa dei diritti delle donne. Salvatore Morelli nacque a Carovigno l’1 maggio 1824. Dopodomani ricorrerà il 195esimo anniversario della sua nascita. Il Bellofatto-tour sarà occasione per ricordare le profonde contraddizioni della Storia.

Italo Interesse

 

 


Pubblicato il 30 Aprile 2019

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