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Roberto Canestrari: “Sono tifoso del Bari e del mio amico Cornacchini”

Domani sera scenderà in campo il Bari di Giovanni Cornacchini per il primo test ufficiale della stagione 2019-2020 per la Coppa Italia e l’avversaria sarà la Paganese. Anche se sono stati venduti poco più di 2500 tagliandi, sicuramente tifosi non faranno mancare il proprio apporto, dato che come abbonamenti in vista di un campionato durissimo e per nulla scontato, sono state già sottoscritte oltre cinquemila tessere. Il Bari che parte favorita, dovrà pero sudarsi la promozione giocando contro altre avversarie blasonate dal Catania, al Catanzaro, alla Ternana, alla Reggina di Bellomo e Reginaldo ed al Teramo, tutte squadre attrezzate che hanno il vantaggio di partire a fari spenti e con minore pressione. Il Bari, tuttavia, nel precampionato ha dimostrato di fare sul serio, sbaragliando avversarie di categoria quali Pisa e Salernitana, ma anche Reggina, Ac Pinè e pareggiato contro la Fiorentina delle Riserve allenata da Emiliano Bigica. Noi, dal canto nostro, abbiamo interpellato un addetto ai lavori, ex calciatore, di ruolo stopper, ma anche allenatore e dirigente sportivo, ovvero Roberto Canestrari, classe 1953 e nativo di Pesaro. Con l’ex Bari dei primissimi anni Ottanta, oltre a parlare del suo passato, ci siamo soffermati anche sul presente e su un suo caro amico che conosce molto bene, Giovanni Cornacchini.

Mister, partiamo dal suo esordio con l’Alma Juventus Fano, lei da stopper, invece dieci anni più tardi da attaccante e soprannominato ‘Il Condor’, Giovanni Cornacchini che nel 2009 ha anche allenato il Fano?

“Certamente l’Alma Fano è una squadra che è stata fondata nel lontano 1906 ed averci giocato esserci cresciuto, sarò per sempre grato a chi mi ha dato tale opportunità. E’ stata la stessa squadra di un giovanissimo Cornacchini che da attaccante ha fatto una carriera di successo giocando con Van Basten e facendo tantissimi gol con le maglie del Perugia, Bologna e del Vicenza, con quest’ultima vinse anche una Coppa Italia. Da allenatore altrettanto ha fatto molto bene sin qui, allenando anche il Fano che l’ha lanciato nel calcio professionistico. Quanto al sottoscritto, incarnavo il vecchio ruolo dello stopper, ho segnato col contagocce, ma ero uno che in campo si faceva rispettare e non tirava mai indietro la gamba. Vi svelo, inoltre un aneddoto mentre mister Cornacchini allenava il Fano portandolo alla finale playoff, io ricoprivo il ruolo da responsabile del settore giovanile, ho avuto anche modo di interfacciarmi con lui in quel periodo”.

Nella sua carriera ha toccato l’apice con la maglia del Cagliari, arrivando a giocare anche in A con calciatori del calibro di Virdis, Franco Selvaggi, ma soprattutto realizzando tre reti fondamentali per la conquista della promozione nella massima serie avvenuta nella stagione precedente. Raccontaci.

“Ricordo tutto come se fosse ieri quelle reti, rispettivamente alla Sambenedettese firmai il gol del due a uno, poi il gol del vantaggio contro il Rimini, ed infine, correva l’anno 1979, in particolare il 25 febbraio, segnai il gol vittoria ad un grande Genoa. L’anno dopo ebbi modo di giocare in ‘A’, con campioni come Franco Selvaggi, Pietro Paolo Virdis, ma di incrociare gente come Altobelli, Ciccio Graziani, insomma campioni di altri tempi che hanno detto la loro anche con la Nazionale. Ricordi che conservi per tutta la vita”.

Subito dopo Cagliari, a campionato in corsa arrivasti a Bari, nella stagione 1980-1981, esattamente un anno prima del ‘Bari dei baresi’, anche se nel tuo Bari c’erano già Onofrio Loseto, Angelo Frappampina, Giorgio De Trizio su tutti. Hai rimpianti?

“Rimpianti? Qualcuno. In trenta partite segnai anche due gol, arrivato peraltro a stagione in corsa. Ma quel Bari era stato costruito per vincere il campionato ed invece alla fine dei giochi arrivammo ottavi, con il cambio di due tecnici, prima Catuzzi e poi Renna. Ci fu un po’ di confusione in quella stagione, qualcosa non andò come sarebbe dovuto andare. Alla fine in ‘A’ andarono Milan, Genoa e Lazio, rimasero, invece, fuori dai giochi squadre come la Lazio, la Samp, Pescara, Pisa e poi noi. Rimpianto si, quello di non aver avuto l’opportunità di dimostrare il mio valore. Ma sono sempre stato uno obiettivo e sportivo, il Bari con la colonia dei baresi, chi scelse di attuare quella politica, i risultati gli diedero ragione, ed io sono tifoso del Bari, non posso che essere felice, perché conservo un ricordo sempre vivo e seguo il Bari anche se distante”.

E’ inevitabile chiederle sul Bari che affronterà il prossimo campionato con alla guida un confermatissimo Cornacchini, che l’anno scorso dai i più critici ha subito critiche per il gioco non brillante, nonostante a fine girone di andata avesse totalizzato già 42 punti ed ha vinto il campionato con tre giornate di anticipo e conquistando tanti record. La sua opinione in merito?

“Sono amico di Giovanni Cornacchini e vi posso dire che non solo da giocatore ha fatto bene, ma anche da tecnico. E’ un allenatore che sa sempre ciò che vuole, ha le idee chiare e sa adattare anche il materiale a disposizione che gli viene consegnato. L’anno scorso la società era all’anno zero e lui con un gruppo dir agazzini e senior, ha compattato un gruppo e raggiunto l’obiettivo prefissato. Difficile pretendere anche il ‘bel gioco’ senza che ha svolto una normale preparazione e nella categoria in cui ha giocato. Quest’anno già dalle prime battute in amichevoli, si è visto un gruppo coeso che gioca a memoria e fa vedere un’identità, caratteristiche che nel difficile campionato di serie C, saranno fondamentali. Il Bari parte favorito sicuramente, ma ha dalla sua un tecnico capace ed una società seria. Io tiferò sempre per il Bari che porto nel cuore”.

Ultima domanda, Virtus Francavilla vs Bari, entrambi squadre del suo passato per chi tiferà?

“Risposta scontata, non me ne vogliano i tifosi del Francavilla. Tiferò per il Bari. Nel capoluogo pugliese sono stato soltanto una stagione, anche se ho già detto avrei messo la firma per restare ancora altri anni. Ma la piazza, la sua storia, Bari merita la massima serie ed auguro al mio amico Giovanni Cornacchini di essere l’artefice insieme ai tifosi della rinascita del Galletto. Cornacchini, non tutti sanno che ad Ancona, con una squadra non certo di campioni, fu capace di ammazzare il campionato e portare in Lega pro meritamente quella squadra. Siete in buone mani, parola di Roberto Canestrari!”

Marco Iusco

 

 

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