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Roghi e incendi, ma i piromani chi li prende? Ogni anno solito andazzo…

Incendi e roghi estivi, un’emergenza che non finisce mai. “Mentre le fiamme continuano a divorare boschi e campagne, dal Salento alla Murgia al Gargano, la Giunta Emiliano dorme. A differenza di altre Regioni, la Puglia non si è ancora attivata per la richiesta dello stato di emergenza per gli incendi, passaggio fondamentale per la successiva richiesta dello stato di calamità naturale”, denuncia il consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo <<Puglia Domani>>. Infatti il fuoco sta riducendo in cenere ettari ed ettari di patrimonio boschivo, terre e campi coltivati. Un dramma che, in Salento, si aggiunge alla devastazione causata dalla Xylella, facendo terra bruciata e deserto di quello che era un paradiso. “Di fronte ad un disastro ambientale di tali proporzioni, che richiederà molti anni per poter ridare ossigeno al territorio -continua Pagliaro – faccio appello al Governo regionale affinché non perda altro tempo e richieda subito lo stato di emergenza. E affinché attivi la Protezione civile per la conta dei danni, che sono davvero ingenti e rischiano di dare il colpo di grazia ad un’agricoltura già fortemente danneggiata e ad un paesaggio sempre più sfigurato e bisognoso di rigenerazione”. In effetti la Protezione civile pugliese non è solo fatta dalla Regione Puglia, ma dall’insieme delle componenti dello Stato: prefetture, corpi di polizia, vigili del fuoco, il ministero degli Interni, Corpo Forestale. Ed è solo grazie alle nuove apparecchiature che si è in grado di fare osservazioni con le nuove tecnologie, individuando talvolta gli incendi prima che si sviluppino. “Abbiamo fatto uno sforzo economico notevole per mettere in condizione i Vigili del fuoco di avere il massimo di quello che potevamo permetterci, abbiamo investito ancora di più rispetto a quanto avevamo fatto negli anni precedenti. Tutto questo per salvaguardare il patrimonio boschivo, per limitare le emissioni di CO2 ma soprattutto per dare alla Puglia quella sicurezza turistica che è necessaria soprattutto d’estate. In una terra controllata, dove tutto viene vigilato, si può realizzare meglio qualunque altra attività, quindi tutto l’investimento sulla sicurezza ricade anche sulle attività turistiche ed economiche estive”, parola di Paolo Pagliaro. Ed ora i numeri più recenti sulla maledizione/incendi nella nostra regione: nel 2020 sono stati eseguiti 5.568 interventi anti-incendio rispetto ai 4.181 del 2019, di cui 183 incendi boschivi rispetto ai 166 del 2019. La provincia di Lecce, nel 2020, è stata la più colpita con 2.718 interventi su 5.568, segue la provincia di Bari con 795 operazioni antincendio. Il comune più colpito è stato quello di Lecce, con 241 interventi. E comunque dal tragico incendio di Peschici del 2007 a oggi, il sistema di Protezione civile pugliese ha realizzato passi in avanti, dotandosi di piani di prevenzione funzionali alla prevenzione e alla lotta attiva contro gli incendi boschivi. Da qualche tempo è stata anche inaugurata la Sala operativa unificata permanente (Soup) nella sede della Protezione civile nella zona industriale di Modugno (Bari) in cui si concentrano tecnologie e analisi dei dati come quelli cartografici disponibili, sovrintendendo alla vigilanza del territorio, monitorando le segnalazioni di allarme e, infine, guidando le operazioni di spegnimento degli incendi e di soccorso. “Da giugno a settembre – ha spiegato non molto tempo fa il dirigente della protezione civile pugliese Mario Lerario – si dichiara solitamente il periodo di massima pericolosità per incendio boschivo sul territorio regionale. La Protezione Civile si è organizzata per salvaguardare il nostro patrimonio boschivo e il territorio. Ogni anno c’è un volume di incendi elevato, tra i 4/6mila interventi. E per questo è importante la partecipazione da parte di tutti, anche perché oltre il 95% di questi interventi è frutto di combustione non spontanea, quindi molto spesso ci sono abitudini che mettono a rischio il nostro patrimonio”. Insomma, quella degli incendi estivi è una tragedia annunciata che ci troviamo a dover fronteggiare ogni anno, e finché non si investiranno risorse adeguate nella prevenzione, schierando più uomini e mezzi per presidiare il territorio e fermare la mano criminale dei piromani, “…ci ritroveremo – conclude il consigliere pugliese Pagliaro – a pagare un prezzo sempre più alto in termini economici e ambientali. Un prezzo che non è più sostenibile, per il futuro della nostra regione”.

Francesco De Martino

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