Cronaca

Roghi tossici: ogni anno è un’emergenza annunciata

La Regione inaugura nuove sale e monitor per maggiori controlli, ma la situazione non cambia

Roghi tossici tra Valenzano e Bari, emergenza che non finisce mai e che, però, non sembra interessare più di tanto enti e autorità competenti. E così il Sindaco di Valenzano è tornato a chiedere l’intervento al Comitato Provinciale di Ordine e Sicurezza Pubblica, sperando che qualcosa cambi. In effetti già all’inizio di questa settimana Gianpaolo Romanazzi ha incontrato in Prefettura il Comitato per chiedere espressamente <<maggiori controlli e massima allerta>> sui roghi nelle aree di confine tra i comuni di Valenzano e Bari. <<Abbiamo avuto modo di riepilogare tutte le azioni già condotte dal Comune per assicurare la sicurezza dei residenti e, al contempo, per arginare un fenomeno di cui tutta la popolazione è particolarmente stanca, per l’aria irrespirabile e per la paura di ripercussioni sulla salute>>, ha precisato Romanazzi. Che ha avuto modo di sottolineare come la portata di quanto sta accadendo alle porte di Valenzano renda necessario uno <<sforzo congiunto di istituzioni e forze di polizia>>. Da solo, infatti, il Comune può intervenire solo entro limiti territoriali, con competenze esclusive affidate dalla legge. <<Le tante segnalazioni dei valenzanesi che abbiamo portato a ulteriore riprova della situazione mi hanno permesso di tracciare con precisione i contorni di una vicenda che ci colpisce tutti, a partire dal sottoscritto. Confido -ha proseguito Romanazzi rivolgendosi alle autorità competenti – in una stretta che possa arginare il fenomeno, individuare responsabilità e far tornare l’aria salubre, a beneficio di tutti. Per il resto continueremo a presidiare il territorio fin dove ci è possibile e a far tesoro di tutte le segnalazioni dei cittadini, con l’impegno di porre al più presto la parola fine a questa maledetta vicenda>>. Incendi e roghi estivi, dunque, autentica emergenza che non finisce mai. In realtà sono diverse le componenti dello Stato che dovrebbero alzare il livello di attenzione su un fenomeno fin troppo sottovalutato: prefetture, corpi di polizia, vigili del fuoco, ministero degli Interni, Corpo Forestale. Tutto questo per salvaguardare il patrimonio ambientale di comuni grandi e piccoli che, spesso, sono costretti a fare i conti con piromani improvvisati, cercando di limitare le emissioni di CO2. Da tempo è stata anche inaugurata la Sala operativa unificata permanente (Soup) nella sede della Protezione civile nella zona industriale di Modugno in cui si sono concentrate tecnologie e analisi dei dati cartografici disponibili, sovrintendendo -bene precisarlo – alla vigilanza del territorio. Ma anche monitorando tutte le segnalazioni di allarme con lo scopo di guidare le operazioni di spegnimento degli incendi e di soccorso. Da giugno a settembre – ha spiegato l’ex dirigente della Protezione Civile pugliese Mario Lerario – si dichiara solitamente il periodo di massima pericolosità per incendi sul territorio regionale e l’Ente Regionale s’è organizzato per salvaguardare il nostro territorio. Insomma, quella degli incendi estivi è una vera emergenza annunciata che ci troviamo a dover fronteggiare ogni anno, e finché non s’investiranno risorse adeguate nella prevenzione, affiancando maggiori controlli e interventi mirati – magari schierando più uomini e mezzi per presidiare il territorio e fermare la mano criminale dei piromani – ci ritroveremo a pagare un prezzo troppo alto, in termini economici e ambientali.

Francesco De Martino


Pubblicato il 28 Giugno 2024

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