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“Romizi è l’uomo in più, vi assicuro che non saremo la vittima sacrificale”

Dopo il pareggio di Monopoli e la vittoria nel posticipo della Reggina contro la Ternana, è tempo di concentrarsi esclusivamente sul proprio cammino e sulla prossima partita contro il Picerno, domenica al San Nicola. All’andata i pugliesi raccolsero la prima vittoria della gestione Vivarini, in quel di Potenza, grazie ad un fendente vincente di Simeri, in una partita che risultò molto tirata sino alla fine. Domenica se da una parte vedremo un Bari agguerrito, dall’altra parte sarà opposto un Picerno che sta lottando con il coltello tra i denti per evitare lo spauracchio dei playout. Probabilmente non si vedrà calcio-champagne ma bisogna aspettarsi sicuramente una partita molto combattuta. Abbiamo intervistato il direttore generale ed Amministratore Unico del Picerno, Enzo Mitro, anche socio, del club insieme a Gianvito Curcio, mentre la carica di presidente è ricoperta da Donato Curcio. Si ringrazia per la disponibilità l’Ufficio Stampa del Picerno.

Direttore, rispetto al girone di andata il Bari ha acquisito un’identità ben definita e si è rafforzato nel mercato di gennaio. Affronterete un Bari secondo in classifica e che dopo il pareggio di domenica, ha un solo risultato a disposizione, la vittoria per restare agganciato alla vetta. Che idea si è fatto sul Bari che ritroverete?

“Una squadra che da quando è subentrato Vivarini ha subito una trasformazione. Venti risultati utili non è da tutti. Non solo, una squadra coriacea, che gioca anche un buon calcio, trascinata non solo dai gol di Antenucci e Simeri, con quest’ultimo che all’andata ci ha castigati ed ha poi trovato continuità incredibile. Affronteremo una squadra di vertice che proverà a vincere di fronte al proprio pubblico, ma non saremo la vittima sacrificale, questo ve lo garantisco, perché anche a noi, per un obiettivo diverso ci servono punti preziosi”.

Il Picerno di mister Giacomarro è in ripresa dopo un avvio un po’ difficile, la squadra sta dimostrando di voler mantenere la categoria, anche se molte volte non è riuscita a chiudere delle gare ed ha finito per pareggiare o perdere di misura. Cosa vi è mancato sinora, ed invece, qual è il punto di forza dove bisogna spingere maggiormente?

“Premetto che in squadra sono rimasti sette –otto giocatori che hanno vinto il campionato di D nella scorsa stagione, oltre ad aver mantenuto un’intelaiatura molto giovane. Abbiamo peccato forse di inesperienza, ma con il cammino il mister ha trovato la quadra ed ora siamo in salute. Oltre ad esserci rafforzati nel mercato di gennaio, con rinforzi di qualità, di cui uno conoscete molto bene. Il nostro obiettivo per questa stagione è centrare la salvezza e vorremmo farlo evitando i playout e nella prossima stagione, vorremmo realizzare un campionato nella parte sinistra della classifica dove potremo dire la nostra”.

Questo giocatore è Marco Augusto Romizi, sei stagioni in biancorosso, 146 presenze e 4 gol. Quantità ma soprattutto uno che in campo dà l’anima e forse un lusso per la categoria. Un ulteriore dimostrazione, qualora ce ne fosse bisogno, che il presidente Curcio e tutta la società, vuole centrare l’obiettivo. Ci racconti dell’ultimo colpo di mercato, Romizi, molto apprezzato in Puglia.

“Che tipo di giocatore è Romizi, voi lo conoscete benissimo. E’ uno che non molla mai. Un esempio, un gladiatore ma anche un punto di riferimento per i più giovani. In due partite con lui c’è stato un cambio di passo. Ha sempre giocato in ‘B’, ma è stato anche in A con la Fiorentina, seppur era giovanissimo. E’ un giocatore che fa la differenza ed è venuto subito con la giusta mentalità e personalità. Puntiamo molto su di lui per caratteristiche e capacità. Penso e mi auguro gli sia riservata una calorosa accoglienza, è un bravissimo ragazzo”.

A livello tattico che partita dovremo aspettarci dal Picerno, anche rispetto al Monopoli che domenica ha sfiorato il colpaccio. Sarà una gara a viso aperto e d’attacco?

Il Monopoli di Beppe Scienza è una squadra ben organizzata con giocatori di categoria, da Fella, a Jefferson, Donnarumma, giusto per citarne alcuni, oltre a giocare a memoria, a pressare molto alti ed attaccare gli spazi, così facendo però si corre anche il rischio di esporsi a contropiedi letali, se giochi contro il Bari. Tuttavia, sono una bella realtà e non è una coincidenza che si trovano al terzo posto, a pari merito con la Ternana. Per quanto concerne noi, non possiamo pensare di venire al San Nicola a fare la goleada. Ci vuole rispetto per una squadra costruita per arrivare in fondo. Mister Giacomarro sa il fatto suo e sta preparando la gara nei minimi dettagli, servirà massima concentrazione ed equilibrio tra i vari reparti. Ma la parte tecnica compete esclusivamente all’allenatore.

Non tutti conoscono il suo passato illustre: da grandissimo uomo di sport e di alti valori, ci racconti chi è Enzo Mitro e se può spendere un appello anche ai suoi colleghi dirigenti, ai tecnici di fare meno polemiche sulla classe arbitrale e concentrarsi sul proprio operato, grazie.

“Sono un uomo di calcio. Provengo dagli arbitri dove ho raggiunto l’apice come assistente internazionale per cinque anni con circa 100 partite tra Champions, Europa League e qualificazioni mondiali. Ho fatto dieci anni in serie A come assistente in circa 200 gare. Dal 2005, anno in cui ho chiuso con il mondo arbitrale per aggiunti limiti di età, ho iniziato la carriera dirigenziale. Nel 2006/2007 nel Potenza come dg ho raggiunto a fine anno, la vittoria del campionato attraverso i playoff, superando il Benevento. Poi sono stato anche Nocera e ad Andria, sempre come dg. Dal 2010 ho iniziato l’avventura a Picerno, prima come responsabile del settore giovanile e poi dal 2012, in prima squadra. Ed oggi ricopro il ruolo di direttore generale ed Amministratore Unico, ma non si finisce mai di imparare. Gli arbitri? Sbagliare è umano come dice il proverbio, sbagliano i rigori gli attaccanti, gli allenatori sbagliano a leggere la partita o i cambi, tutti possiamo commettere degli errori. Non c’è un Tribunale di Inquisizione, ci si dimentica facilmente che il calcio è un gioco. Ovvio, però che ci sono sempre delle responsabilità ed a volte, sempre più spesso, se si sale di categoria, si paga con l’esonero o si verificano delle situazioni tali in cui si finisce alla gogna mediatica. Consentitemi di chiudere quest’intervista, che tornerò volentieri in quel di Bari, un palcoscenico di tutt’altra categoria e vi auguro che potere tornare a calcare la massima serie nel minor tempo possibile”.

Oltre a ringraziare l’Ufficio Stampa del Picerno, ricordiamo che il Direttore Generale, Enzo Mitro insieme ad altri dirigenti della società, hanno ritirato il premio nazionale: “Italian Sport Awards – Oscar dello Sport” per il Picerno insignito del premio “Miglior squadra di serie D dell’anno”. relativo al campionato del 2018/2019.

Marco Iusco

 

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