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Romizi: “Tifosi accorrete e sosteneteci in massa”

Nato ad Arezzo il 13 febbraio 1990, cresciuto nelle giovanili della Fiorentina ha esordito in Lega Pro con la Reggiana nel 2010, ed è approdato a Bari nel gennaio 2012, di provenienza dalla Fiorentina che lo ha ceduto in comproprietà, risolta definitivamente il 20 giugno 2013 in favore del Bari. Oramai è uno dei veterani in biancorosso,  in termini di esperienza e contributo alla causa è uno che non si tira mai indietro, forse ci mette un po’ di più a carburare secondo gli allenatori che puntualmente tardano a schierarlo subito da titolare; tuttavia, quando è chiamato in causa finisce per conquistarsi di diritto il posto negli undici e dove c’è lui s’innalza una diga a ‘tinte biancorosse’. E’ il profilo di Marco Augusto Romizi, che ieri abbiamo intervistato in via esclusiva grazie alla disponibilità della Fc Bari 1908. Il 24 marzo 2013, il numero 4 barese, ha realizzato il suo primo gol contro l’Empoli con una sassata da poco più di 25 metri, ed anche nella passata stagione si è ripetuto segnando due ‘eurogol’; insomma mai gol banali come d’altronde quando parla in conferenza o se intervistato, è sintetico e arriva sempre al nocciolo della questione, senza nascondersi ed a cuore aperto. Di carattere riservato, Marco Augusto Romizi è un leader silenzioso che si è confessato ai nostri microfoni parlando del Bari di ieri e del presente.

 

Sei approdato a Bari il 13 gennaio 2012, che ricordi hai del tuo trasferimento nel capoluogo pugliese e le tue prime sensazioni?

 

“Ricordo che venivo da due campionati positivi in Lega Pro e da sei mesi nel massimo campionato con la Fiorentina, ma senza mai giocare perciò avevo tanta voglia di fare bene ed esprimere le mie potenzialità. Sono venuto a Bari di corsa quando mi si è prospettata tale possibilità, in una piazza che mi ha suscitato grande emozione da subito, nonostante erano tempi diversi rispetto al clima ed ambiente che è stato creato grazie ai risultati della stagione scorsa ed alla nuova gestione societaria”. 

 

Nella stagione scorsa hai annoverato maggiori presenze nel tuo curriculum biancorosso con un particolare interessante: sei partito come in questo inizio campionato dalla panchina, salvo ritagliarti dopo qualche giornata una maglia da titolare, insieme ai tuoi compagni di reparto Sciaudone e Defendi. Secondo te è dovuto a scelte prettamente tecniche o perché impieghi più tempo ad ingranare?

 

“No lo so di preciso cosa determina questo tipo di scelta. In questa stagione di fatto siamo ripartiti da zero con un nuovo allenatore ed il suo modus operandi, insieme a tanti nuovi giocatori che devono avere il tempo necessario per ambientarsi ed integrarsi, quindi assemblare il tutto non è mai semplice. Personalmente, dal primo giorno in cui ho vestito questa maglia, mi sono messo a disposizione della squadra e lavoro sempre per farmi trovare pronto quando sono chiamato in causa, sia in corso d’opera che da titolare. Dall’altra parte è normale che uno aspiri a giocare da titolare ed ambire più in alto possibile, ma scegliere se scendere in campo dal primo minuto spetta all’allenatore ed a noi spetta farci trovare scalpitanti e smaniosi di voler dare il nostro apporto”.

 

Hai legato molto con l’uomo selfie-Daniele Sciaudone, è vero? Quanto è importante l’amicizia all’interno di un gruppo?

 

“Ritengo sia una componente fondamentale per costruire una buona squadra, anche se l’amicizia in realtà è un valore che va ben oltre i valori sportivi. Con Daniele siamo molti amici, compagni di camera e ci facciamo scherzi a vicenda. Abbiamo passato tanto tempo insieme da quando siamo a Bari ed abbiamo legato tantissimo. Daniele ama Bari come pochi ed è sempre molto disponibile  a concedersi ai tifosi”.

 

Contro il Lanciano e nell’ultima gara interna contro il Modena, si era assistito ad un Bari differente nell’approccio alla gara rispetto a Vicenza, oltre a dei notevoli miglioramenti dal punto di vista del gioco. Domenica scorsa in trasferta a Catania è arrivato l’exploit: una vittoria pesantissima e concretezza sotto porta. C’è stata una scintilla in particolare oppure avete trovato finalmente l’amalgama vincente? 

 

“Ci vuole calma e mantenere sempre la fiducia perché il lavoro ripaga! In una squadra che ha avuto 5-6 innesti nell’undici titolare ed altri giocatori nel corpo della rosa, oltre a riaprtire come ho già detto un nuovo allenatore e dei meccanismi di gioco da apprendere, non ci si può subito partire in sesta e pensare di vincerle tutte. Ci abbiamo provato, ma abbiamo incontrato qualche difficoltà come è naturale che sia. Posso dire però che siamo molto affamati ed un gruppo coeso, che lavora nell’unità di intenti e con umiltà. Dobbiamo impegnarci sempre di più per arrivare ai risultati sperati e non mollare mai anche quando potranno giungere momenti difficili.” 

 

Hai realizzato soltanto tre gol con la maglia biancorossa in 73 presenze, ma tutti dei capolavori. Dovrà stare all’erta il portiere dell’Avellino? Che tipo di gara bisognerà aspettarsi?

 

“Sarà una gara molto tosta, loro si presentano con il 3-5-2 con Marco Chiosa in difesa che conosciamo molto bene. Cercheranno di sfruttare gli esterni ed hanno Castaldo, capocannoniere del campionato che è molto forte. Noi da parte nostra vogliamo riscattare l’eliminazione dalla Coppa, condizionata da degli episodi sfavorevoli. Ma a prescindere dalla gara di Coppa persa, ci teniamo tantissimo a vincere di fronte al nostro pubblico e perciò dobbiamo mantenere la concentrazione alta sino al triplice fischio e non concedere distrazioni fatali”.

 

Da quando sei a Bari hai avuto quattro allenatori nell’arco di quattro stagioni: Torrente, Gautieri, il duo Alberti-Zavettieri e Devis Mangia da quest’anno. Cosa ti ha colpito maggiormente del nuovo tecnico e se c’è invece qualche suo predecessore che ti ha deluso per un comportamento o un episodio?

 

“C’è stato qualcuno che può avermi deluso per un episodio o qualcosa in particolare ma preferisco tenermelo per me, piuttosto che esternarlo. Con il nuovo mister la squadra ha subito mostrato sintonia e di lui mi colpisce la sua preparazione maniacale della partita, non tralascia alcun dettaglio, dallo studio dei video al farci lavorare in modo mirato e globale, sia tecnicamente che per quanto riguarda la fase atletica. Sono molto fiducioso che la squadra possa rispondere al meglio a quanto ci chiede giornalmente il tecnico. Resteremo sul pezzo, e risponderemo presente ai suoi imput ed indicazioni!”

 

Il tuo appello ai tifosi per la gara che si prospetta molto calda contro l’Avellino, domenica alle 18, nella speranza che non ci siano incidenti tra le rispettive tifoserie poiché non corre buon sangue, anche alla luce di una minaccia di incidenti pervenuta da un tifoso campano via web.

 

“Mi auguro lo stadio si riempia e con l’aiuto del pubblico possiamo giungere ad un’altra importante vittoria. Abbiamo già battuto l’Avellino in casa l’anno scorso con  il gol di Joao Silva e vorremmo ripeterci domenica, magari anche con un gol del sottoscritto.  I tifosi sono la nostra colonna portante ed è stato emozionante anche per noi più ‘vecchi’, rivedere ad aspettarci i tifosi all’aeroporto domenica sera.

 Questo clima di unità, mi auguro ci accompagni fino alla fine della stagione. Ai tifosi chiedo di restare calmi e non scendere in qualsiasi provocazioni della tifoseria avversaria”. 

 

Marco Iusco

 

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