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Rose divenne Marie, la grande ‘lorette’

Col termine ’Lorette’ nella Francia della seconda metà dell’Ottocento si indicava una ben definita tipologia femminile, quella delle arrampicatrici sociali. Si trattava di figure dai mediocri natali ma animate da una voglia smodata di colmare il divario che le separava dal bel mondo. Riuscivano nell’impresa in virtù della singolare bellezza, della naturale vivacità di spirito e dell’indole spregiudicata e calcolatrice. Autentiche protagoniste dei salotti più elitari, queste arrampicatrici sociali facevano strage di cuori, dando spesso vita a relazioni scandalose da cui sapevano trarre enormi profitti. Figura emblematica di questa tipologia fu Marie Duplessis, pseudonimo di Alphonsine Rose Plessis, divenuta poi la contessa di Perrégaux. Ricorre oggi il 198° anniversario della sua nascita, avvenuta il 15 gennaio 1824 a Nonat-le-Pin, un anonimo paesetto della Bassa Normandia. Figlia di un padre alcolizzato, violento e povero, Rose, appena ragazzina, dovette iniziare a lavorare prima come cameriera d’albergo a Exmes poi in una fabbrica di ombrelli a Gacé. Successivamente si trasferì in cerca di fortuna, a Parigi dove continuò a mantenersi con lavori umili. Divenuta l’amante di un ricchissimo commerciante, Rose diede inizio ad una travolgente carriera di mantenuta che l’avrebbe portata, già all’età di sedici anni, a fare il debutto nell’alta società. Carismatica, dotata di spiccata intelligenza e di una cultura da autodidatta sufficiente a brillare nel bel mondo parigino (imparò anche  a suonare discretamente il pianoforte), Rose diede l’ultimo tocco al proprio personaggio cambiando nome ed assumendo quello di Marie Duplessis, che per effetto di quel ’Du’ suonava più aristocratico. Cominciarono così, uno dopo l’altro, a cadere ai suoi piedi uomini di primissimo piano. Delle tante relazioni,  a fare più scalpore fu quella con Agénor de Gramont duca di Guiche, destinato a diventare un uomo politico di primo piano nella Francia di Napoleone III. Per zittire la montagna di pettegolezzi, i Gramont intervennero pesantemente per allontanare Agénor da Marie. Ferita ed anche ridimensionata socialmente la Duplessis passò tra le braccia di Alexandre Dumas figlio, con cui ebbe una relazione dal settembre 1844 all’agosto 1845. Dumas prese spunto da lei per disegnare la figura di Margherita Gautier, protagonista de ‘La signora delle camelie’ (nel romanzo Margherita, dunque Marie, viene descritta longilinea, nera di capelli, di carnagione chiara e con occhi dal taglio particolare e allungato ; la descrizione si avvicina al ritratto che della Duplessis fece Camille Roqueplan; vedi immagine). Esaurita quest’altra relazione, Rose si legò prima al compositore Franz Liszt, poi al conte Édouard de Perrégaux col quale convolò a nozze a Londra nel 1846. Il matrimonio ebbe vita breve. Rientrata a Parigi, Marie Duplessis, già toccata dalla tisi, si sfinì in una vita sempre più tumultuosa e disordinata, quasi a voler esorcizzare la malattia che avanza inesorabilmente. Si spense il 3 febbraio 1847, praticamente dimenticata da tutti, tranne che dal conte svedese von Stakelberg e dal marito, da cui non aveva divorziato. In compenso ai suoi funerali prese parte una folla enorme. Il suo patrimonio, fatto di gioielli, argenterie, capi d’abbigliamento principeschi, carrozza e cavalli, andò all’incanto 24 giorni dopo la sua morte. Bastò appena a risarcire i numerosi creditori lasciati in fresco dalla più grande ‘lorette’ della storia.

 

Italo Interesse

 

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