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Rossani: invece del parco e musei, ci sono soltanto silenzi imbarazzanti

Non si placa il fuoco di fila di residenti, politici più sensibili e semplici cittadini dopo che la Regione Puglia di Nichi Vendola e del’assessore all’Urbanistica Angela Barbanente, da un anno preciso, hanno deliberato la proposta di convenzione da sottoporre al Comune di Bari per dare avvio ai lavori nell’ex area verde annessa ala Caserma Rossani. Una proposta, per il Comitato che vuole a tutti i costi la costruzione d’un ‘Parco Rossani’, che già adombra due litiganti, anche sulla Rossani. “Il Comune avvii i lavori per il solo Parco con i suoi 13 milioni e intanto si crei un Laboratorio Partecipato di Progettazione per decidere in futuro cosa ci andrà dentro questo Parco (e non sotto!)”, le parole di fuoco stampate sui primi comunicati che tornano sul tema più ribollente in Città, in questo momento. “Abbiamo già chiesto di sapere le ragioni per cui il Comune tarda tanto a firmare il Protocollo d’Intesa con la Regione. Intanto sono quattro anni che il Comune però dispone di 13 milioni di euro. Perché allora non cominciare da questi? Come purtroppo accade da tempo nessuna risposta credibile giunge dalle istituzioni ma di risposte non ufficiali se ne sentono e se ne leggono a iosa. Quindi, come già accaduto per il Teatro Petruzzelli, ora si litiga sulla ex Caserma Rossani, se metterci o non metterci il Museo di Arte Contemporanea o lasciare il BAC al Teatro Margherita”, rimarcano i membri del comitato sorto spontaneamente a difesa del verde nell’ex area militare all’incrocio tra Carrassi e San Pasquale. Ma non basta. “Come cittadini di Bari e della Regione ci duole che due Giunte elette dalla stessa maggioranza e quindi dagli stessi elettori non trovino una visione strategica comune su temi così importanti per un territorio che nel turismo e nella cultura può trovare risposte alla crisi e risorse per la sua crescita. Ci duole ma non vogliamo per questo veder sacrificato il Parco”. Conclusione? Proponiamo pertanto al Sindaco Michele Emiliano e all’Assessore Elio Sannicandro che, se non hanno voglia di firmare l’accordo con la Regione per ragioni che poco interessano, facciano quello che anche la Consulta per l’Ambiente del Comune di Bari ha consigliato: procedano per Lotti Funzionali. Con i 13 milioni già a disposizione del Comune si indica una gara per un Parco urbano con alberi ad alto fusto e per la messa in sicurezza dei corpi di fabbrica sottoposti a vincolo e la demolizione dei rimanenti. Siamo sicuri che ne bastino meno dei 13 milioni disponibili. Invece anche ad occhio nudo, per chi passa dinanzi alle cancellate sprangate dell’ex Caserma, si vedono i ‘cadaveri’ d’una mezza dozzina di palme stese per terra, proprio vicino all’ingresso. Anch’esse vittime dell’incuria e delle malattie che stanno falcidiando l’ex patrimonio verde nella Rossani. Per tutta risposta ecco la proposta concreta del Comitato per il parco, nell’ex Caserma: ritiro della Delibera 756 e suo Studio di Fattibilità perché si tratta di un “dizionario” della speculazione possibile. Insomma, al contrario, il Comune deve dichiarare che in nessun caso deve essere possibile, avviando senza indugi un Lotto Funzionale per la realizzazione del Parco con alberi ad alto fusto con i fondi già da 4 anni a disposizione e che coinvolga sia la parte Nord (verso la Stazione) che quella Sud (verso via Gargasole). Ma quello che è importante: nessun progetto sotto al Parco, come quello di parcheggio, si dice, pertinenziale. Dove si scava e si pianta cemento, non possono crescere radici, mentre nessuno parla anche dell’introduzione nel Protocollo d’Intesa Comune Regione, ancora non firmato, del vincolo di non edificabilità per nuove cubature sia in superficie che interrate e di esclusivo riutilizzo dei corpi di fabbrica esistenti e sottoposti a vincolo monumentale o paesaggistico. In effetti l’attuale bozza approvata dalla Regione non dice questo, ma per tutti coloro che hanno a cuore il rilancio dell’area ex Caserma Rossani, è fondamentale, senza scordare l’avvio di un Laboratorio Partecipato di Progettazione con coinvolgimento, oltre che dei cittadini del quartiere e di Bari, sia dell’intera area metropolitana sia della regione per l’eventuale destinazione di un secondo Lotto Funzionale con gli altri 13 milioni messi a disposizione dalla Regione e quelli non impiegati con il primo lotto per l’uso dei fabbricati esistenti dentro il Parco e la connessione del Parco con il Nodo Ferroviario ed i sistemi di mobilità sostenibile della città e della Regione. Da un anno, dopo i proclami e le delibere di finanziamento, sul riuso dell’intera area ex militare nel cuore della Città risuona solo un imbarazzante e imbarazzato silenzio delle istituzioni interessate. E cioè Comune di Bari e Regione Puglia….

Antonio De Luigi

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