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Rota, quelle opere sconosciute

Novant’anni fa a Milano nasceva Nino Rota. E’ noto il rapporto che legò Rota alla Puglia. Nel1937 insegnò teoria e solfeggio al Conservatorio Giovanni Paisiello di Taranto. Due anni dopo passò al Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari, dove fu docente di armonia e composizione ; di quest’ultimo istituto fu anche Direttore dal 1950 al 1976. La Puglia ispirò Rota ripetutamente. Per quella che fu la sua terra d’adozione il Maestro compose tre partiture: una ballata (‘Castel del Monte’), una sinfonia (‘Sinfonia Tarantina’) e un’ouverture per orchestra (‘La Fiera di Bari’), Quest’ultima composizione venne utilizzata per un cortometraggio di Giuseppe Schito, ‘Una Fiera, una città’. Pochi sono a conoscenza di queste opere, pochissimi hanno avuto la fortuna di ascoltarle. Rarissimamente esse vengono eseguite e le relative incisioni possono essere contate su una mano sola. La ‘Fiera di Bari’, si diceva, fu pensata per un corto di Schito. Qualcuno ha visto questa pellicola ?… Certi vuoti hanno dell’irritante. Tornando all’ouverture, essa venne eseguita la prima volta a Milano il 28 aprile 1963. Perché non a Bari ?… In genere le ouvertures non sono mai fini a sé stesse. Questi brani orchestrali, quando eseguiti a sipario chiuso, anticipano un’opera lirica. Diversamente, introducono una suite. Che quel ‘La Fiera di Bari’ costituisse l’incipit di un vasto e ambizioso disegno musicale ? Seduce l’idea che Rota avesse in mente una possibile ‘Sinfonia Barese’ rimasta allo stadio di progetto. E qui la fantasia si sbizzarrisce. Chissà gli altri movimenti : ‘Festa di San Nicola’, ‘Lungomare Nazario Sauro’, ‘Città Vecchia’, ‘Città nuova’….? Chi abbia avuto la fortuna di ascoltare quella breve partitura (8’), una cui incisione per fortuna si può acquistare in Rete, ne ricorderà il carattere ‘sfizioso’. La sensazione è quella di un passeggiare con animo lieto in mezzo alle suggestioni di un luogo affollato e ricco di brio. Rota, che sicuramente visitò la nostra Campionaria, ebbe la fortuna di conoscerla negli anni rampanti, quelli andati dalla fine della guerra al boom economico. Era quella una Fiera che, specchio di una Bari migliore, alimentava la speranza, giustificava l’entusiasmo di un uomo sensibile e creativo. Di qui il colore pimpante e leggero della partitura. Di tante attenzioni musicali la Puglia si è manifestata grata a Rota intitolandogli il Conservatorio di Monopoli e l’Auditorium  del Conservatorio di Bari. Ma si può (si deve) fare di più : Per esempio considerare l’idea di un’incisione congiunta delle tre opere ‘pugliesi’ del Maestro. E se per l’occasione si potesse anche strappare dall’oblio il cortometraggio di Giuseppe Schito, ebbene si renderebbe giustizia ad un precursore del cinema in Puglia rimasto ingiustamente in ombra.

Italo Interesse

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