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Ru486, al Policlinico di Bari il primo aborto

In questi giorni, il dottor Nicola Blasi, primario della prima clinica ginecologica del Policlinico di Bari e capostipite della sperimentazione (anche se il primo che la introdusse, per poi abbandonarla, fu il dottor Vito Fazzi a Lecce), ha spiegato che, con la pillola Ru486, la donna può scegliere un «aborto medico» al posto «dell’aborto chirurgico». Perché «Il principio Ru, come molecola, ha una formulazione simile al progesterone che è l’ormone che, diciamo per semplificare, nutre la gravidanza. Ru si sostituisce a quell’ormone e impedisce che la gravidanza progredisca. Impedisce la crescita ormonale, insomma. È un antiormone. Il resto del protocollo è legato alla somministrazione di un altro principio, prostaglandine, che favorisce la dilatazione del collo dell’utero, il distacco e la fuoriuscita del materiale organico». Quindi il protocollo operativo tra i due tipi di aborto, in sostanza, differisce nella fase iniziale e finale. Nell’aborto medico si blocca la crescita ormonale e poi si provoca l’espulsione del materiale fetale, nell’aborto chirurgico, invece, si provoca direttamente il distacco e poi occorre effettuare la rimozione in sala operatoria.
Inoltre, Blasi ha precisato che «la pillola Ru486 può essere efficace solo se usata entro la settima settimana di gravidanza». Anche se lascia alcuni margini di discrezionalità alle Regioni, l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco, ndr) indica quale modalità principe per i pazienti sottoposti a trattamento Ru486 il ricovero. Per questo motivo noi ci atterremo a questa indicazione applicando il ricovero in regime ordinario”. Lo ha detto il direttore generale del Policlinico di Bari, Vitangelo Dattoli. Nella struttura pugliese domani, o al massimo da giovedì 8, inizieranno i trattamenti di aborto farmacologico.
“Prevediamo – ha aggiunto Dattoli – che le richieste di questo tipo di trattamento aumenteranno nelle prossime settimane, per cui stiamo pensando ad una riorganizzazione dei servizi incrementando in particolare quelli legati alla ricezione delle stesse richieste”.
“La prossima settimana ci sarà una riunione con medici ginecologi non obiettori che stenderanno delle linee guida per conto dell’assessorato sul corretto uso della pillola Ru486; non spetta alla politica, infatti, decidere queste cose”. Lo afferma Tommaso Fiore, assessore alle Politiche della salute nella Giunta uscente della Regione Puglia. “Questi esperti – precisa Fiore – daranno ulteriori consigli sul corretto uso della pillola, rispetto a ciò che già si sa. Bisogna infatti che le amministrazioni delle Asl si organizzino”, sottolinea. “Su questa storia della Ru486 – osserva Fiore – è stata creata una drammatizzazione assolutamente incongrua. Questa pillola è in uso in tutta Europa da tantissimi anni, in Francia addirittura da 20. La caratteristica di questa pillola è che può essere somministrata solo all’inizio della gravidanza non voluta; quindi è evidente che le Asl devono averne una piccola scorta in maniera tale che, quando la donna viene informata e sceglie di sottoporsi all’aborto farmacologico, non ci sia un ritardo che potrebbe metterla fuori dal percorso. Questo sarebbe scandaloso. Con il via libera dell’Aifa, le aziende hanno cominciato a procurarsi il farmaco e tra queste c’è anche il Policlinico di Bari, che in materia ha già esperienza in quanto ha fatto parte del processo di sperimentazione”, ricorda. “Le leggi dello Stato vanno rispettate – conclude Fiore – Questo è uno strano Paese, in cui il rispetto delle norme diventa un fenomeno da giornali. Io, invece, penso che il non rispetto delle leggi dovrebbe essere motivo di scandalo”.
a.d.l.

 

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