Sabino De Razza, quarto incomodo per Palazzo di Città
Barese di sessant’anni è stato consigliere comunale con Emiliano sindaco dal 2009 al 2014, poi una lunga stagione da sindacalista in prima linea. Ora che Sabino De Razza ha finalmente deciso di rimettersi in gioco con una lista civica alternativa sia a destra e sia a sinistra, Sabino De Razza intende raccogliere voti e preferenze di quei cittadini ed elettori baresi che al Comune sono stati particolarmente delusi della politica messa in campo da uomini e partiti tradizionali.
Scusa De Razza, da che esperienza proviene la tua lista ‘Bari Città Aperta?
<<Siamo donne e uomini che provengono da storie diverse di impegno politico e sociale, nelle associazioni, nei comitati, nei partiti e nei luoghi di lavoro. Persone che in questi anni hanno praticato lotte e forme di resistenza, condiviso progetti di alternativa sociale, tenuto aperti spazi di elaborazione politica. Per dirla in breve, ci riconosciamo nei principi della Costituzione nata dai valori fondanti della Resistenza, ma ci riconosciamo anche nella centralità del lavoro e dei diritti della persona, nella difesa della scuola pubblica e dei beni comuni. Insomma, facciamo parte di quel popolo che si è opposto alle politiche di austerità che hanno indebolito il Paese, travolgendone le fondamenta economiche, sociali e culturali. Siamo convinti che da questo nostro Sud, oggi così deprivato, possa partire una stagione di emancipazione e di alternativa, lontana dalla politica come puro esercizio del potere e dal mercato delle alleanze elettorali>>.
Non pensi che a maggio, alla fine, sarai organico al centrodestra, togliendo voti a Decaro?
<<Assolutamente no: siamo fermamente avversari della destra e delle sue derivazioni razziste e siamo allarmati dalla presenza in città di formazioni apertamente fasciste, che spadroneggiano indisturbate e moralmente tutelate da importanti esponenti politici nazionali che sgovernano, con la complicità del movimento Cinquestelle, un Paese frastornato e incattivito. Però allo stesso tempo consideriamo conclusa la stagione del centrosinistra e delle politiche liberiste di cui si è fatto portatore, voltando le spalle alla sua gente. Per questo riteniamo impraticabili forme di alleanze forzate con il Partito Democratico>>.
Dunque, a chi si rivolge la lista ‘Bari Città Aperta”?
<<L’amministrazione comunale a guida Decaro si conclude con un saldo ampiamente negativo e ha deluso anche molti che all’inizio l’avevano sostenuta. Ha disatteso le promesse di partecipazione e si è rivelata subalterna alle vecchie logiche spartitorie, peraltro senza una reale opposizione in consiglio. Ha disertato gli impegni e lasciato interi quartieri all’abbandono e al degrado, privi dei presidi sociali e produttivi e oggi preda di un’allarmante regressione culturale. Guarda, è quanto mai urgente voltare pagina, non rassegnarsi al meno peggio che spalanca le porte al peggio. Il tempo è ora e il cambiamento inizia dalle comunità, dai bisogni, dai luoghi nei quali la politica è più riconoscibile e verificabile. Siamo consapevoli che in città esistono esperienze di solidarietà e istanze di giustizia ambientale e sociale di straordinaria importanza: difesa della scuola pubblica, riqualificazione delle periferie, salvaguardia del patrimonio archeologico, architettonico e ambientale, valorizzazione del commercio di prossimità e dell’artigianato locale contro lo strapotere delle multinazionali, luoghi di elaborazione culturale ed esperienze di accoglienza, integrazione, relazioni umane solidali>>.
E allora: perché votare De Razza e la sua lista?
<<Perché ci rivolgiamo a chi sta pagando il prezzo più alto della crisi economica, a chi ha perso lavoro e speranza, a chi ha gettato la spugna, a chi è tentato di farlo, a chi coltiva il dubbio e non si accontenta di scorciatoie pericolose, a chi ha provato un’altra strada e se ne è ritratto, a chi non ha mai cambiato strada, a chi non vuole turarsi il naso, a chi ha tanto da dire ma non trova il luogo per farlo, a chi ha ancora tanto futuro davanti e lo vuole diverso, alle donne e agli uomini di ogni età che non hanno paura, anche se sono tanto preoccupati. Perché la paura blocca e la consapevolezza fa andare avanti. Insomma, proponiamo un percorso aperto, nel quale ciascuno possa dare il suo contributo per costruire una città accogliente, operosa e trasparente, uguale e democratica, sostenibile ed ecologica, bella e vivibile>>.
Appuntamento domenica prossima, 3 marzo, all’Officina degli Esordi di via Crispi a partire dalle dieci in punto, per conoscere in prima persona chi propone un’altra politica, ma soprattutto una città diversa.
Francesco De Martino
Pubblicato il 1 Marzo 2019



