Salomone: “La Puglia non è più una destinazione emergente, ma strutturata e matura”
BTM 2026, il bilancio del coordinatore turismo di Confindustria

Da poco ha chiuso i battenti a Bari la Fiera BTM 2026, borsa del turismo. In questa intervista ne facciamo un bilancio con Massimo Salomone Coordinatore regionale Confindustria e responsabile dello stesso settore Confindustria Bari Bat.
Che bilancio trarre dalla rassegna?
“Complessivamente positivo. Sul fronte incoming la BTM 2026 ha confermato che la Puglia non è più una destinazione emergente, ma strutturata e matura, l’interesse dei buyers è concreto e non è più esplorativo. Si lavora su prodotto, segmentazione e soprattutto destagionalizzazione”.
Fronte outgoing, si è vista maggiore professionalizzazione degli operatori pugliesi…
“La Puglia ne esce con una immagine sempre più credibile e competitiva. Non più solo mare ma turismo esperienziale, wedding e luxury, Mice, termale benessere cammini e cicloturismo borghi ed aree interne. L’ idea che passa è quella di una regione dinamica con un brand ora riconoscibile anche all’ estero. La sfida ora è consolidare e non vivere di rendita”.
La BTM è una manifestazione di respiro nazionale?
“Oggi è una manifestazione a forte vocazione territoriale con ambizione nazionale”.
È cresciuta molto. La qualità dei panel e dei relatori è indiscutibile. ma per definirla pienamente nazionale servono più operatori da fuori regione, buyers strutturati e maggiore apertura mediatica nazionale. La direzione è quella giusta, ora serve impegnarsi ancora di più per farla crescere”.
Che fare per lanciarla ulteriormente?
“Qui bisogna essere pragmatici. Lavorare per una internazionalizzazione vera, portare buyers qualificati da Usa, Nord Europa e auspicabilmente dall’ estremo oriente, Verticalizzazione tematica, una giornata forte su Mice, una su mobilità e infrastrutture, una sul lusso e wedding. Coinvolgimento delle grandi aziende nazionale della hospitlity, data driven ovvero presentare report ufficiali su numeri, trend, spesa media, mercati emergenti, branding unitario regionale meno frammentazione, più sistema, le scuole e gli studenti per il terzo giorno della rassegna. Se vogliamo che diventi hub del sud Italia dobbiamo pensarla così”.
La percezione dei buyers?
“Credo che sia stata positiva poiché ho riscontrato interesse concreto per prodotti strutturati, apprezzamento per la autenticità della offerta pugliese, richiesta forte forte di collegamenti più efficienti, aerei, stradali e ferroviari. IL tema della mobilità resta centrale, infatti se cresce la domanda deve crescere l’accessibilità e devono essere più efficienti i collegamenti dai capoluoghi di provincia ai siti di interesse turistico”.
Presenza di turisti americani?
“Gli americani rappresentano un segmento strategico perché hanno alta capacità di spesa, programmato una presenza più ampia, hanno interesse per cultura, cibo, ed esperienze autentiche. Non possiamo puntare solo sull’ effetto “Puglia Trendy”, poiché servono connessioni efficienti, servizi di alto livello, standard internazionali nell’ accoglienza. Se lavoriamo sulla qualità su una formazione coordinata e su collegamenti più efficienti il mercato Usa ci potrà dare tante soddisfazioni e potrebbe diventare uno dei pilastri della destagionalizzazione”.
Che cosa serve?
“Una parola chiave: fare sistema. Se vogliamo davvero evitare che i nostri giovani partano dobbiamo smettere di limitarci ad appelli emotivi e lavorare su una formazione coordinata, concreta ed aggiornata al mercato”.
Bruno Volpe
Pubblicato il 6 Marzo 2026



