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Salta il programma ‘Disia’: lo schiaffo degli 8 filobus abbandonati in deposito

“ Signor Sindaco e Signori in indirizzo, da recenti notizie si apprende con molto piacere che finalmente nei prossimi giorni arriveranno i primi nuovi autobus, poco inquinanti per rimuovere  l’attuale e obsoleto parco autobus destinati a migliorare il servizio del trasporto urbano della città di Bari. Poiché è notorio da tempo che sono fermi nel deposito dell’Amtab otto nuovi filobus che non vengono messi in circolazione per motivi di origine tecnico-buro-cratico, malgrado la nota carenza di mezzi, attualmente a disposizione dell’Azienda e pur nella consapevolezza che quelli in dotazione sono ormai vecchi, malridotti e perico-losi a causa dei molti kilometri percorsi. Ciò posto, stante l’urgenza di utilizzare gli otto filobus, fermi da tempo nel deposito dell’Amtab, si chiede ancora una volta di comunicare alla cittadinanza barese le cause del loro mancato utilizzo”. Non demorde l’ex assessore comunale repubblicano Giuseppe Calabrese sul ripristino delle care, vecchie ed ecologiche filovie che più di trent’anni fa solcavano le vie di Bari. Tanto che ora, dopo aver denunciato per anni i ritardi degli amministratori municipali, è tornato a scrivere una missiva per chiedere conto, appunto, del mancato utilizzo delle filovie del programma ‘Disia’, avviato addirittura dal papà assessore ai trasporti del Comune per un brevissimo periodo e mai più portato a termine. Non si sa perché, visto che perfino l’azienda municipale ai trasporti urbani (Amtab), a mezzo di una nota a firma congiunta del presidente Marzulli e del direttore Lucibello, dice chiaro e tondo che tocca al Comune di Bari, appunto, riannodare le fila penzolanti dei filobus bloccati in azienda. La missiva risale al 7 novembre 2016 (prot.  n.20914) dell’Azienda Mobilità e Trasporti Bari SpA per tirarsi fuori da eventuali responsabilità, mettendo peraltro a nudo i ritardi e le decisioni rimandate da tempo a Palazzo di Città in ordine alla sottoscrizione dell’atto aggiuntivo di  servizio (riferito al Trasporto Pubblico urbano)  che legittimi, come ha messo in evidenza Calabrese, l’Azienda a intervenire. Infatti solo e soltanto il Comune di  Bari “…è proprietario sia dell’infrastruttura che dei veicoli  (otto  filovie)  costate   al  bilancio  civico  ben  quattro   milioni   di  Euro,  oltre naturalmente al notevole costo della revisione della linea elettrica aerea ed alla revisione delle tre sottostazioni” Inoltre, Calabrese richiede ancora una volta al primo cittadino (strenuo fautore del progetto in questione, almeno quand’occupava la poltrona di assessore alla Mobilità nella prima giunta Emiliano) di  far conoscere lo stato delle procedure relative ai finanziamenti regionali previsti dal riparto alle Regioni dei fondi statali. Ma anche lo stato della convenzione che il Comune  di Bari dovrà sottoscrivere  con l’Azienda dei Trasporti  al fine di poter utilizzare i fondi ‘POM Metro’ spettanti al Comune per  il rinnovo  del  parco  autoveicoli  in dotazione, posto  che i vecchi risultano piuttosto malridotti e pericolosi a causa dei molti chilometri percorsi. Si tratta, in sostanza, di ripristinare il regolare funzionamento di quella linea – lunga circa 15 chilometri – che servirebbe un buon numero di utenti per il “ripristino della linea filoviaria Carbonara –  Stazione Centrale di Bari” previsto dall’intesa per l’attuazione del “Programma triennale 1989 – 1991 per la tutela ambientale”. Un contratto stipulato il 29 ottobre 1991 tra il Ministero dell’Ambiente  e la Regione Puglia con D.M. del 5 dicembre 1991 con cui furono  approvati gli importi di finanziamenti relativi agli interventi inseriti nel P.T.T.A. 1989/1991 in favore del Comune di Bari per un importo complessivo pari a 5.164.568,99 euro. Tutto rimasto sulla carta, affogato in un fiume di promesse, articoli di stampa e servizi sulle tv locali, la tratta filoviaria tra la Stazione e Carbonara. Eppure l’Ufficio ministeriale, grazie all’interessamento dell’allora sottosegretario repubblicano dell’Ambiente, Francesco Nucara e su sollecitazione dell’allora assessore alla Mobilità e attuale Sindaco Antonio Decaro, comunicò al Comune (con nota prot. n. DSA/2005/17915 del 15.7.2005) che risultavano ancora iscritte in bilancio in favore dello stesso Ente, risorse pari a 1.031.261,14 Euro per il completamento degli interventi su quella linea filoviaria e che tali risorse, se non utilizzate nei termini prestabiliti, andavano in perenzione. <<Poiché il Sindaco ha dichiarato in più circostanze che l’Amtab è sotto di almeno cinquanta autobus, che quelli in dotazione sono ormai vecchi e malridotti, vorrei sapere se la Società Ansaldo Brera ha consegnato al Comune di Bari la linea filoviaria Carbonara-Stazione Centrale di Bari il cui completamento era necessario alla messa in esercizio delle due linee filoviarie>>, ha richiesto nero su bianco all’amministrazione civica l’ex assessore barese. Solo così si potrebbe evitare di parlare, dopo venticinque anni, di sperpero di denaro pubblico e finanziamenti a vuoto in favore del Comune, senza nemmeno far sapere ai cittadini/contribuenti baresi la vera causa del mancato utilizzo di quegli otto filobus nuovi (costo 4 milioni di euro) ma oramai inservibili e impolverati dentro in un deposito aziendale….

 

Francesco De Martino

 


Pubblicato il 19 Gennaio 2018

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